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Pensieri…

Gli uomini sai

Sono animali strani come ti diceva tua nonna

In grado di dimenticarsi gli olocausti

Ma quasi mai il viso di una donna…

Questo che vedete, cari Amici, è un parte della canzone dei Pinguini Tattici Nucleari chiamata “Antartide”. Vi consiglio di ascoltarli un pò e di scrutare anche la loro poetica…

Ho scelta espressione perchè al primo ascolto di questa canzone mi ha subito colpito. Mi ha bloccato e cementificato. E ognuno può attribuirle miriadi di pensieri tutti condivisibili tra loro…

L’uomo che secondo la nonna della ragazza protagonista del brano sono degli animali strani con tutti i loro impulsivi cronici ed emotivi capaci di dimenticare enormi tragedie, enorme ferite della umanità a cui loro partecipano agendo da agente infettivo ma davanti allo sguardo di una fanciulla rimangono inermi nella loro brutalità…

La gelosia, la prepotenza, il desiderio del possesso usando la donna come un oggetto di decoro per il proprio corpo e non come un bellissimo fiore primaverile da contemplare e proteggere in ogni istante di Vita… Perchè il viso è ciò che ammalia per primo l’uomo. Gli occhi e la bocca, promesse per un amore e eterno che purtroppo quando l’istinto animalesco si accende… eterna follia… e la nonna c’ha ragione. E’ una donna saggia che ha vissuto tante esperienze e chi meglio di lei sa descrivere la fisionomia cosmica dell’uomo e quasi vuole dare un avvertimento alla propria nipotina nel fidarsi e buttarsi ciecamente tra le braccia di un individuo…

Raffaele

Appena prima di partire

Da quando non mi hai più cercato

Mi sembra molto più difficile

Credevo di essere più forte

Di quella sera e tutte le parole

Ed è bastato un solo sguardo

Solo una volta e non lo scordi più

Rincontrarsi nei pensieri 

Ritrovarsi come ieri

Anche se non può più tornare

Basta una volta e non lo scordi più

Quella sera e tutte le parole…

(Appena prima di partire, Zero assoluto)

 

Appena di partire per un lungo viaggio

una stella che ti accoglie nella tua lucentezza 

come quella dei tuoi occhi che riempiono il cielo

di quella magia, nutrimento per i miei mortali giorni

di un inverno che non passerà più finchè starai lassù

a vedermi cercare un’altra metà nella mia clandestinità…

Come farò ad addormentarmi senza l’odore dei tuoi capelli

senza quel respiro melodico di ogni tua parola sorseggiata

in una notte che non ho mai goduto appieno perchè

credevo, stupido che non sono altro, che ne ce ne saranno state altre

di milioni di milioni,

ma il tempo dell’amore non cerca pause e non si dilata a nostro piacimento

… una farfalla non va da un solo fiore ma esplora tutte le bellezze del creato…

Raffaele

Ogni volta che…

Ogni volta che sono giù di morale. Quel sentimento tetro che mi fa mancare la terra sotto i piedi, che le nuvole con cui sognare si impregnino di veleno e che la luna mostri la sua parte peggiore di se quasi non volesse più donarmi la sua magia perchè il credito con la bellezza per me è finito. Quando capisco che le parole non mi bastano più, un rigurgito di un bambino viziato che non vuole più smettere di combinare guai nonostante i rimproveri dei propri genitori che con enormi sacrifici cercano di garantirmi un futuro decente. Quando la libertà di un sorriso diventa lesiva e quasi sembra stonare con il vestito di cera che ora indosso, privo di colori che per un pò hanno estasiato ogni mio piacere, quando il massimo piacere spetta solo agli altri ma non a me che al massimo ad una festa posso ballare con un manico di scopa. Quando capisci che “la vita la capisce chi è più pratico” ma una volta trovate le istruzioni sono in finlandese, quando i calli alle mani mi vengono appena afferro un sogno e lo getto via alla prima fermata in uno sconosciuto autogrill, quando non posso fare a meno della scrittura come la sigaretta dopo aver fatto l’amore quell’amore visto solo nei film o negli abbracci dei tuoi migliori amici… quando sbaglio a mettere la sveglia del mio tempo che ancora mi osserva cupo perchè proprio dal mio letto non voglio proprio scendere come se fosse la mia culla perchè forse piango più ora che da neonato, quando capisco che volersi bene non è peccato e che mollare tutto come una barca che sta a fondare non serva poi a molto perchè se dovrò affogare affogherò con i miei stessi pensieri… quando penso a tutto ciò mi ascolto questa canzone e lascerò fare al caso… caso mai ci ripenso un’altra volta…

https://www.youtube.com/watch?v=CvDJWgbIsOs