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… chiedimi se sono Felice

“Chiedimi se sono Felice, davvero!”

E’ il tuo cuore che ti parla.

Cazzo, rispondi!

Non aver paura di sprecare un minuto della tua disordinata vita per capire chi c’è al di là di quella immagine riflessa… se ne vale ancora la pena piangere per un suo battito mancante se la tua felicità risulta equidistante dal volo di un aquilone, se hai ancora centimetri di cielo sotto i tuoi piedi…

se sono ancora capace di fidarmi di me… se la nudità del tuo corpo attira ancora qualche brivido di sentimento, per uno stronzo come te…

ma fai presto Raffaele, questa commedia prevede solo un atto.

Prendi la mira e spara!

… e poi Risorge!

Ho appena finito di leggere “La Tregua” dopo avere in precedenza letto “Se questo è un uomo”. Due libri di Primo Levi che raccontano in prima persona la morte dell’umanità dell’Olocausto.
Levi si chiese e penso anche il più credente nella sua fragilità spirituale dove è la presenza di Dio in questi momenti. In questi momenti di morte, il cui il fiore dell’umanità appassisce. Non è facile rispondere a queste domande e credo che un cristiano non debba avvilirsi e demoralizzarsi all’interno della sua fede per questo. Certo ammetto che leggendo con trasporto queste due opere di Levi ho potuto all’interno della mia anima fare serie e metodiche riflessioni. Non c’è niente di negativo a mettere in crisi il mio credo in questi tortuosi attimi di Vita. Anzi credo che mi possa e ci possa fare bene. Non siamo Cristiani di salotto. Abbiamo bisogno di ferirci, di tradire ma sapendo che anche nel mezzo di una violenta crisi troveremo sempre una Luce che sarà pronta ad illuminare la nostra sequela….

Raffaele

Resistere- La Rappresentante di Lista

Con le mie mani ho toccato la fine
Senza sapere chi c’era con me
Ho attraversato tutte le mie paure
E poi ho commesso gli stessi sbagli
Non sono più riuscita a dire quello che pensavo
Non sono più riuscita a fare quello che ti ho detto
A ricordare il male che ho provato
A confessare quello che sognavo
Non riesco a leggere quello che avevo scritto
Mmh, non so più ripetere le cose che ho imparato
Sarà per sempre come la prima volta
Voglio raccontarti il mio strano sogno
Eravate in tanti, eravamo in tanti
Tutti lì

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Confrontarmi con la società non mi spaventa
Essenza senza limite
La meraviglia dei miei occhi non si sgretolerà
Mi accarezzerei e mi farei a pezzi
Ancora queste mani non riescono a credere
L’immensità dei cieli azzurri
Senza la paura di cadere, di sbagliare
Senza limiti, senza regole
No, no, no, no, no, no

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Padre, mi hai detto: “Proteggi tua madre”
Ma chi rimane a proteggere me?
E mi sentivo colpevole
Tutte quelle volte che ero debole
Vita mia incantevole
Scaccia via le mie paure
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza

Non vorrei che questa storia si scrivesse da sola
E penso a quando smetteremo anche di piangere
Cosa vuoi che ti dica?
Sono a pezzi ma vado avanti
Ti prego non pensare mai che puoi bastare a te stessa, a te stesso
Io mi sono persa nel bosco lasciandomi alle spalle I rumori che inquina
Ricordo solo che qualcuno diceva
“Domani sarà un giorno da ricordare, non da dimenticare”

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

E bravo Gaudiano!

Sono davvero felice per la vittoria tra le “Giovani Proposte” di Sanremo di Gaudiano, questo giovane cantante pugliese che mi ha entusiasmato sin dalle sue prime note. Ammetto che il suo pezzo “Polvere da sparo” è stato per me fonte di ispirazione per le mie ultime poesie pubblicate qui sul blog…

Grazie Gaudiano, la tua musica arriva dritta al cuore!

E mi brucia il cuore perché non ti ho detto
Quanto ti abbia amato per quello che hai fatto
Per come hai lottato coi mulini a vento
Con la forza del tuo cuore fatto di cemento

Tigre nella giungla dei pensieri sparsi
Non riuscivi a dirmi quanto detestassi
Non poterti alzare la mattina a prepararmi
Quello stramaledetto caffè

Perché tutto quello che mi resta
È una domanda polvere da sparo in un solo colpo
Da spararmi nella testa
Se guardo oltre le nuvole io non trovo ragione
Se mi guardo allo specchio vedo te

Tutti che parlano e sanno capire
Come mi sento, sanno cosa dire
“La vita è questa non può farci niente
Così come inizia dovrà anche finire
Tu focalizzati sopra i dettagli
Affidati al tempo e non sbagli”
E nel frattempo che lento ricuce
Io resto sveglio ma spengo la luce