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Abbi cura di me…

“Senti San Lorenzo, le chiedo scusa per il disturbo, ma come mai non mi calcoli più? E dove sono finite le tue stelle cadenti, sono due anni che non le vedo, manco usassi il telescopio. E i desideri, i miei, dove li hai nascosti o buttati in qualche parte dell’oceano?”

Quest’anno mi sono sentito avido e impassibile a questa tradizione della lacrime del Santo. Non ci credo e non voglio avere, per il momento, l’innocenza di un fanciullo per credere e sperare in questa notte dove i sogni diventano realtà. Tradizioni e leggende si uniscono per una irripetibile serata del mese di Agosto che ci accompagna alla fine dell’estate. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono composte le stelle”. E’ una delle più citazioni che amo particolarmente.

A volte, per via del mio decadentismo cronico, mi sento una stella senza orbita, che vaga nel cosmo in cerca di qualche pianeta che si faccia carico della sua imponente mole e accetti la sua gravità emotiva. Ci sono momenti, fasi in qui mi sento un dio, fasi in cui mi sento il nulla eterno. “Up e down” da stabilizzare al più presto. Lo ammetto, sono invidioso delle luci delle altre stelle e questo mi blocca, mi destabilizza. Lascia che la mia anima si pietrifichi e rimane inetta alle avversità del tempo che fu. Ci sono momenti in cui vivo la vita o tutta d’un fiato oppure a piccole e inesorabili sorsi. Ricaricare la mia luce e rimodulare la gravità è ancora possibile. Mi fido di me e della mia parte di attore. Ruoli drammatici o comici poco importa. Serve stabilità, serve controllo e sangue freddo in certe situazioni. Dormire, andare in letargo per giorni è solo un modo per nascondere le mie cicatrici del passato. Abbi cura di me Raffaele…

Raffaele

Agosto 2015

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Poesia improvvisata

Credere nello stuzzicare parole nuove da comprendere l’efficacia di un mite gesto oltre queste mura io proverò a resistere all’intemperanza di una anima così splendente che neanche il cielo sa contenere la sua emozione… ed è qui che io ripartirò allo scoccare di una friabile attesa che consumerà il mio domani mentre il mio cuore intercette scie di stelle che da un tuo pensiero scenderanno giù, cosa voglio di più se non te che fa impazzire questi secondi che ci dividono e mi stordiscono come una musica alta in pieno giorno, fluidificheranno questi colori della tua pelle che inteneriscono quel tuo sorriso mentre cerco un fiore da porgerti in religioso silenzio…

Raffaele

Cu cu… Buona notte!

Hei si… questa notte sarà una bella notte insonne ahimè… la casa è al completo per l’arrivo dei miei familiari e purtroppo non sono riuscito a prendere sonno nel letto che mio padre mi ha destinato nel fresco salotto nel pian terreno. E’ un pò troppo scomodo. Adesso francamente svegliare lui mi sembra ingeneroso vista l’ora, quindi mi tocca inventarmi qualcosa per passare la nottata. Un oretta qui sul blog e su internet in generale, poi vedo se mi guardo qualche film in tv o sul pc, lettura di un libro e spero che le 5 arrivino presto. Colazione e spero che i miei si alzano quanto prima! Nel caso giocherò con Birillo, sempre se a lui gli andrà… ahahahah rompo le scatole pure al mio cane. Mica lo porto ora a spasso… pure lui ha il diritto di dormire nella sua cuccia! 😛

Va bè dai vi lascio… vado a divertirmi un pò 😛 Buona notte! 🙂

Raffaele

Sonno… tanto sonno!

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Sonno, tanto sonno. Sono ancora un orso in letargo. Svegliarmi la mattina è un incubo. Gli occhi pesanti come palle da biliardo e e che fanno fatica ad aprirsi manco fossero chiusi con il mastice. Il corpo è pesante e fragile come un vaso di terra cotta. Il letto il mio habitat naturale. “Ma dove lo prendi tutto questo sonno?” mi ripete soavemente mia madre la mattina appena mi vede, in sembianze da zombie, recarmi in cucina a fare colazione e bere il mio amato caffè. E domani sveglia presto. In teoria dovrei svegliarmi alle 7, ma sfiderò la mia scarsa e latente forza d’animo e anticiperò di mezz’ora… c’è la farò?! E’ tutta questione di abitudine (lasciamo stare) e psicologica. Un buon motivo per alzarmi presto è dimostrare ai miei genitori che non sono un dormiglione, e giacché ne approfitto per guardarmi qualche partite dell'”Australian Open” di tennis alla Tv. Ah, perdonatemi dimenticavo… mi dovrò svegliare ad un orario insolito perché dovrò accompagnare (molto volentieri) mio padre all’ospedale per una visita specialistica. Un buon motivo per provare a cambiare uno stile di vita troppo INATTIVO. Sto lottando contro me stesso per svegliarmi alle 7.00 e 7.30 per godermi la mattina, per assaporare l’alba, per riattivare la mia mente, il mio corpo… ad essere uno “normale”. Magari quell’ora di meno che dormirò la potrò sfruttare per andare a correre o magari a scrivere o giocare di più con il mio cane… non so bhò. Dormo troppo questo è il mio limite e francamente sono deluso e incazzato con me stesso, rischio di passare la mia esistenza con un solo abito: il pigiama! Dormire, certo fa bene, ma io, sapete ne abuso un pò troppo come un farmaco con evidente effetti collaterali… se solo penso che le mie più belle poesie e brevi saggi sono nati di notte quando stranamente ero ancora sveglio!

E a voi, vi piace dormire, siete pigri come me? 😀

Amaro

Ore 3.40

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Ore 3.40 del mattino, ritorno a casa. Leggermente stanco, solo un po’. Di rientro da Lecce City. Felice, il giusto. Era da tanto che non mi divertivo così in compagnia dei miei amici. Nuova comitiva, nuovo lato emotivo da esplorare tra sorrisi, battute e nostalgia dei tempi andati. Esco dal mio guscio ed inizio ad esplorare il nuovo mondo. Nuove luci, nuove direzioni da seguire, senza per forza sapere come va a finire, questa è una sorpresa che lascio gentilmente tra le mani del destino. Non ero abituato al richiamo della notte e ci ho messo un bel po’ prima di abituarmi alla sua natura, tra luna e stelle da ammirare con sguardo innocente. Ho fatto la mia piccola valigia e mi sono addentrato nella notte. Parole avanzate, pensieri che reggono a stento una felicità repressa nel cuore negli ultimi anni. Anni ad mordere e digerire “i se, i ma, i forse” e vivere accartocciato nel limbo del perdono. Ho molte cose da farmi perdonare, scusami Vita mia. E’ bastata una semplice, tenue serata per riprendere il mio percorso, senza però più voltarmi indietro e farmi trascinare a forza dal mio piccolo e burbero passato. A ridosso di una linea sottile, rafforzato da mancati timori e bianche ripartenze. Kebab e un bicchiere di birra per riempire la mia pancia ricca di rospi ingogliate tra promesse e farse di slogan futuristici. Dare praticità ai sentimenti, appendere sprazzi di solitudine su in soffitta anche solo rischiando che questa parentesi non duri eternità. Me ne basta una.