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Nessuna lista

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Nessuna lista, nessun propositi per il nuovo anno che spero con il cuore che sia meraviglioso per ognuno di voi. Non farò schemi o elenchi su quello che vorrò o odierò fare nel nuovo anno, lascerò parlare il mio cuore che spesso ho trascurato e accantonato il suo ego in qualche silenzio sordo nella mia anima. Darò un pò più di spazio all’improvvisazione, voglio essere meno incatenato ai miei pregiudizi e ai miei pre-concetti da quattro soldi. Imparare di più a dire “chissenefrega” senza mancare di rispetto al mio tempo e alla mia storia. Essere più libero di sbagliare e di fare cavolate senza l’incombenza del passato da me rievocato in chiave assai critica negli ultimi miei post… ascoltare canzoni nuovi e leggere romanzi nascosti sotto la polvere del mio pensiero…

volermi bene e amarmi per quello che sono e che sarò,

nonostante tutto…

Ci si vede nel pomeriggio!

adesso basta essere serio, ritorno ad essere comico! 😛

Ciaoooooo

Raffaele

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ogni momento

foto tratta dal web
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Scorbutico, introverso, eccessivamente timido e impacciato. Socievole, simpatico, ironico e scherzoso… con tutti, tranne che con me. Le due facce, i due lati dello stesso materiale, i due lati non in comune, distanti, della mia esistenza. “La Vita può cambiare in un momento”, si è vero ed è per questo che stamattina mi sono svegliato con una luna diversa dal solito. Dopo aver toccato il fondo della mia piccola dignità, molte volte nell’ultimo periodo, aver scavato fino in fondo alle mie macerie di cenere e argilla è arrivato il momento di cambiare, di abbattere quel muro di spine che mi tiene inchiodato muto e solitario nella mia stanza, di uscire, di non sentire più puzza di chiuso, di non sentire quell’aria stantia e di vecchio intrappolata nelle mie ossa.
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Uscire per dar respiro ai miei nuovi pensieri in parte pian piani risvegliati ad estate inoltrata. Non è semplice, come un bere un bicchiere d’acqua, oppure salutare una persona a me conosciuta… Un tiepido segnale di risveglio, guardarmi allo specchio con più autostima e non con indifferenza… prima che la magia svanisca…

Raffaele

Senti Pennac….

foto tratta dal web
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Allora, premesso, già sto morendo di caldo per conto mio, mi sto sciogliendo lentamente senza disturbare nessuno. E’ da questo pomeriggio che nella mia zona del mio piccolo paese c’è un problema con la linea elettrica. Da due ore la corrente va e viene, va e viene, il mio umore… va e viene, va e viene. Blackout di benessere in corso. Ma non proprio ora!!! Devo pubblicare un post, qui sul mio blog. Dopo non posso… devo andare a giocare a calcetto con la mia squadra dei “Maturi”. Solo di nome però. Non è che mi va, però… tanto come al solito in tv di sera non c’è un tubo! E poi non mi va di parare, non gioco in porta da 4 mesi, i miei riflessi sono quelli che sono, stile bradipo e i guanti, vecchi di due anni, letteralmente rovinati e distrutti da tante guerre… perse a suon di papere. Leggere per ora no. Non so perché ma ogni volta che finisco di leggere un romanzo, devo staccare, devo fermarmi. E’ come se la mia mente mi dice “Stop! Riprendi fiato! A volte mi capita di leggere libri genere thriller (il mio genere preferito) che mi appassionano mi intrigano talmente tanto che mi lascio trasportare, mi lascio coinvolgere, entro dentro la storia e mi immedesimo nei vari personaggi e protagonisti. Ne vengo catturato, ammaliato. E quando la mia avventura letteraria finisce, devo sedermi e riposarmi un po’ come dopo aver compiuto un lungo viaggio. Adesso vorrei leggere “Storia di un corpo” di Daniel Pennac, dicono che sia favoloso, ma è da tre giorni che mi fissa incuriosito lasciato ai margini dei miei interessi odierni. Fa caldo, non mi sopporto più! Mi sento tutto appiccicoso (se vi interessa questa mia news personale)… non è che posso farmi la doccia e cambiare indumenti ogni mezz’ora e ora che dovrò giocare ai campetti a 35 gradi…. Ohhhhhhhhhh  come vorrei avere un congelatore grande, maestoso, in questi momenti di crisi, mi ci chiuderei dentro!!!! Il ventilatore mi guarda e gode della mia situazione da peccatore stile inferno Dantesco. Forse fa più caldo qui che nel girone infuocato. Dai devo finire di scrivere, purtroppo, la batteria del mio notebook sta per dirmi arrivederci e alla prossima ricarica. Sono le 18.20… altri 40 minuti e non so come passarli… mmm stupida corrente elettrica! E’ passata un ora ma la corrente ancora non c’è. Cucù c’è qualcuno che può ristabilire la normalità in questo paese!?!? Macchè, ora vado e mi chiudo in cantina. Dai non è possibile… devo venire io ad aggiustare il guasto, io che in elettronica alle superiori avevo un 6 striminzito?!?! NAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA miracolo… è tornata la luce… per ora! E’ proprio vero che le piccole gioie sono racchiuse nei piccoli momenti! Ok, ora vado… senti Pennac ma il tuo libro….

Raffaele

ps: brano scritto a fine luglio, scusate il ritardo! ahahah 🙂