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Nuvole

foto tratta dal web
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Ecco li, mio nonno, all’interno di un mondo ovattato e soffice. Nuvole, solo bianche e candide nuvole di seta. Sta seduto sopra una scrivania al centro di una stanza senza pareti. Una lavagna pulita alla sua destra, sembra pronta per macchiarla di gesso scrivendoci sopra tutti i miei difetti o forse quel poco di buono che ho commesso qui nella vita terrena. Io ci sono, sono artefice di questo sogno che mi accompagna tra le “braccia di Morfeo” per diverse notti. Tre file di piccoli tavolini rettangolari verdi con le loro sedie separano me da mio nonno. Rimane in silenzio e osserva attentamente il suo nipotino. “Mi manchi tanto nonno Raffaele” lo vorrei abbracciare, diverse lacrime bagnano il mio cuore dove ora soggiorna dopo la sua scomparsa. Scomparsa? Macchè è qui vicino a me! Vorrei muovermi, ma sono impossibilitato nel farlo, non so il motivo, e questo mi turba non poco. Lui che rimane impassibile, come una statua che mi osserva seduto sopra la scrivania. Non capisco se ha uno sguardo che tradisce un pò di serietà o e guardingo nell’osservarmi per bene. “Perchè non parli? Di qualcosa! Non capisco! Forse vuoi dirmi che dovrei riprendere a studiare? Magari per diventare un maestro, visto questa stanza che sembra un aula? Visto il mio passato di educatore? Forse nel tuo silenzio vuoi indicarmi questa strada? No, non posso, lo sai pure te che non fanno per me i libri. Non ho costanza e tenacia, vedi il disastro con Giurisprudenza!” Immobile e muto mentre un filo di luce copre il suo volto.

Mi alzo dal letto, confuso e scombussolato. Ho la sensazione di aver fatto un tuffo nel vuoto. Spaesato… Cosa cerchi di dirmi nonno mio?

Raffaele 🙂

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Ancora pioggia e il mio pensiero vola…

foto tratta dal web
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Ancora pioggia. Giornate uggiose da commiato per questa mia insolita e fresca estate salentina. Piove da un bel pò di giorni e l’arsura dei miei pensieri, su quel che resta del mio incantato mondo di fine adolescenza, sembra estinguersi goccia dopo goccia. Gli ombrelloni sono ormai chiusi e riposti in cantina, gli abiti e i miei vestiti stagionali tristemente rinchiusi in scatoloni di cartoni sofferenti della loro, ormai, inespressa felicità. Maschera da sub per vedere sotto acqua posti magici e silenziosi ancora non presenti sulla terra ferma e riposta nel cassetto insieme con i racchettoni ancora vivi della loro sabbia. La crema solare protezione massima che nulla ha potuto evitare ancora una volta scottature di amori fugaci e istantanei come quel che resta del mio umore in questi giorni a contare le nuvole nere coprire un cielo ancora pieno e fecondo di stelle. Aspettare un anno, conscio che sarò un altro io, un’altra persona, come un serpente forse cambierò pelle, perchè da qui alla prossima estate un nuovo film girerò, essere il regista e il produttore della mia esistenza ancora sono ai primi passi, un aiutante, uno stagista che deve capire e conoscere i meccanismi di questa trama, di una storia che non resta stantia ma si evolve, nasce e muore e rinasce ogni giorno… In questo autunno alle porte un’estate di speranza, almeno lo spero…

Raffaele