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Occhiali nuovi

foto tratta dal web
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Occhiali nuovi: montatura total blu, leggeri, ergonomici e non molto appariscenti. Ecco appunto, appariscenti… non credevo che un semplice paio di occhiali mi potesse dare quella dinamicità e freschezza in questa fase della mia vita di profonda riflessione e rimescolamento dei miei stati d’animo. Mi sento più sicuro e leggermente più bello. Come un taglio di capelli, un abito nuovo magari elegante o casual, o in maniera di drastica come un tatuaggio. Non credevo che un semplice paio nuovo di occhiali mi potesse dare quella autostima che a volte perdo per strada. O è solo un aspetto psicologico transitorio e momentaneo? La sera stessa che gli ho comprati “dal mio ottico di fiducia” mi sono scattato un selfie, cosa alquanto inusuale per me, e ho usato questa foto di me in primo piano con il mio bel faccione come immagine del profilo di whatsapp. “Ecco, questo sono io!” come a dimostrare agli altri che io esisto.

foto tratta dal web
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Ma perché questa mia inconsueta voglia di farmi foto, da solo o con gli altri… di apparire? Non saprei neanche spiegarmelo, non è come la scrittura, come un qualcosa di più profondo e che parte dal mio cuore. Ma un qualcosa di istintivo. Riflettere la mia immagine sullo specchio e contemplare. Perché?

Raffaele

Treno

foto tratta dal web
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Alcuni miei amici mi dissero, in maniera confidenziale “Raffaele, il treno passa una volta sola… per certe occasioni”. Seguendo la mia esperienza di vita posso correggere la loro saggia opinione in “I treni presi dal sottoscritto sono passati più volte…” Ho preso molto treni, in questa tumultuosa vita, munito solo di una carta di identità e una bottiglietta di acqua naturale. Le valigie con i miei indumenti e maschere le ho lasciate a casa. Semplicemente perché non mi andava o per solo principi o vago senso di libertà. Sono salito a bordo ma alla prima fermata sono sceso, senza pensarci su, senza apparenti timori reverenziali, scatenando l’ira del mio irascibile tempo.  Ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovato nudo in un mondo vecchio e opaco, un mondo non alle mie latitudine. Che idiota, solo a pensarlo. La vita mi ama, sono che la tradisco aspettando invano promesse da altri mondi. Sono tornato a casa a piedi, nell’inverno delle mie emozioni. E’  ho ricominciato di nuovo a tessere una lunga serie di ferite e lacrime tanto per stare a passo con la mia vita. “Non sono ancora pronto per un lungo viaggio” oso osservare alla mia coscienza. Non profetizza nessuna parola, stanca anche lei del mio naturale declino. Non sono ancora pronto a uscire di casa se fuori piove, ne per mettermi in gioco in una roulette, ne per far respirare la mia anima che sa chiuso, ne per provare a disegnare nuovi orizzonti. Impietrito davanti a una finestra osservo il tempo che fu, che mi richiama e mi sussurra parole che ancora non riesco a capire. Antepongo i miei screzi d’umore alle bellezze del Creato, le mie fragilità a un sorriso innocente di un amico. Sto riprovando, in questi ultimi giorni a rialzarmi dal coma sociale e prendere ancora una volta il treno che passa dinnanzi al mio paese. Non so se porterò con me un documento di identità… non mi riconosco in quella foto e in quei tratti somatici. Ma non posso, non partirò più per il semplice fatto che i biglietti sono esauriti, sia per la prima che per la seconda classe. Mi tocca ,allora, fare l’autostop, la destinazione è sconosciuta, mi lascio trasportare dal vento di scirocco che pettina le nostre colline e rischiara in me un mio dolce sentimento…