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Siamo l’esercito del selfie

foto tratta dal web
“Siamo l’esercito del selfie
di chi si abbronza con l’iPhone
ma non abbiamo più contatti
soltanto like a un altro post
Mmm ma tu mi manchi, mi manchi, mi manchi in carne ed ossa
mi manchi nella lista
delle cose che non ho, che non ho, che non ho…”

 

Quanti di noi apparteniamo a questo “esercito del selfie” che questa canzone di Arisa e Lorenzo Fragola ha spopolato per tutta questa estate? Una canzone, ahimè, che narra la verità di oggi, lo specchio dove tutti ci stiamo rispecchiando. Senza esagerare ed entrare in una fase apocalittica e di non ritorno, il genere umano sta abusando della propria immagine. L’aspetto interiore, l’anima e la sua bellezza messa da parte per tutto il giorno per far vedere un altro confine che sconfina nella Vanità. E’ bello farsi i selfie con il proprio ragazzo o l’amorosa su uno sfondo romantico come un tramonto, o con il proprio animale, o con gli amici prima di una partitella di calcetto, o semplicemente un “autoscatto” a mare o dietro una bellezza paesaggistica. Tutto è bello, ma basta non esagerare, perchè altrimenti il vero si mescola con l’immaginazione o qualcosa di astratto, vivendoci dentro a questa nuvola di apparenza da noi creata tramite un cellulare (si chiama ancora cosi?).

“Mi manchi in carne ed ossa…” credo che sia un verso che racchiude il vero significato di questa canzone che oltre allegra e solare sentenza e fa una diagnosi parziale di come siamo, noi tutti oggi… Mi manchi in carne ed ossa, mi fa pensare tra le tante cose, che l’abuso frenetico di queste tecnologie ci fa diventare estranei tra di noi, che le relazioni sociali siano il frutto di complicati scambi di messaggistica, dove il contatto diretto con un altro essere vivente viene rinviato in un altro tempo…

Continua…

Raffaele

Ricordi

foto tratta dal web
foto tratta dal web
Sabato pomeriggio ho vissuto un bel… pomeriggio, di ricordi immensi, di sensazioni un pò malinconiche del tempo che fu. Sono ritornato nel luogo della mia felicità adolescenziale, per fare animazione con i ragazzi delle elementari sostituendo un educatore indisponibile per quel giorno, li in qualche piccola stanza dove la mia felicità per ben dieci anni ha vissuto serenamente. E’ la “Saletta” un luogo della Chiesa, della nostra Parrocchia, adibito per giochi e svago dopo gli incontri di Azione Cattolica. Partite infinite di biliardino, di ping-pong, di calcio balilla, forza 4, partite infinite di briscola o di qualche gioco di società… tutto a distanza di tre anni dall’ultima volta che ci sono stato sulla saletta è rimasto, quasi, come una volta. Non serviva uscire fuori paese o andare sempre a mangiare una pizza in qualche locale del nostro paese. Era un nostro riparo, una protezione per la nostra felicità, specie nei giorni di inverno. Subito dopo la messa della domenica sera venti ragazzi affollavano la saletta, ma non solo, la usavamo per stare insieme anche nei giorni feriali e c’è chi portava libri di scuola per studiare e fare i compiti, “basta stare insieme”, era il nostro motto… una volta addirittura ci siamo visti un derby Milan-Inter. Io portai il decoder per vederci la partita, un tifo da stadio. Quanti amori sono sbocciati in quel posto, quante storie nate in quei piccoli spazi. Quanti bei momenti, e scusate se la mia scrittura non è proprio esaustiva, ma ogni mio pensiero è intrappolato nel mio cuore e non vuole proprio uscire per paura di subire lo sbalzo di temperatura con la realtà di oggi.
Troverò di sicuro, una buona scusa per ritornarci sabato prossimo… proverò a ritornare quello che ero, senza dimenticare di quello che ora sono… 😀
“Non esiste separazione definitiva finchè esiste il ricordo” I. Allende

Buon inizio di settimana!

Raffaele