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Nuova esperienza in oratorio…

Una nuova esperienza mi attende questo pomeriggio in oratorio. Ovvero quella di fare il doposcuola ai bambini delle scuole elementari. Me lo ha proposto ieri sera il nostro Don e ho accettato subito, senza troppo pensarci e mi ha inserito subito nella chat dedicata dove sono stato bene accolto dalle ragazze del gruppo. A dire il vero, ora mi sento un pò nervoso perchè non so bene cosa mi attende. Ho paura di tradire la fiducia del mio parroco e quella delle mie amiche, di non essere all’altezza insomma! Mi succede sempre quando devo affrontare una nuova situazione. Quando non ho in mano il mio tempo vado irrimediabilmente in tilt, perdo fiducia in me se stesso demoralizzandomi fino a quando dentro di me non si accende quell’amore incondizionato dei miei amici. Ho paura di non sentirmi all’altezza perchè credo di aver perso un pò di brillantezza nel rapporto con i bambini, anche se questa estate l’ho passata con la mia nipotina di 5 anni. Ho il timore che dopo tanti anni dalla mia ultima esperienza scolastica ed educativa io non sia in grado di esprimermi con loro in maniera naturale e originaria del passato. Da un lato non vedo l’ora che arrivino le 15 per recarmi in parrocchia, dall’altra sono titubante perchè tendo ad accettare le nuove iniziative che mi vengono proposte senza troppo pensarci… Ho paura di deludere, ecco, di non essere all’altezza… ma nel mio piccolo ho imparato che ogni nuova esperienza nel bene o nel male mi lascerà dentro di me un tesoro da custodire nel proseguo del mio destino…

Speriamo bene!

Raffaele

Lo ammetto.

Lo ammetto.

Ho paura del tempo e della sua imprevedibilità. Ho paura delle sue nebbie e del sui caldi raggi di sole improvvisi, usciti dal nulla, usciti dal torpore del mio corpo appena sveglio. Ho paura che il mio prossimo passo, il mio prossimo respiro, l’instancabile prossimo istante non sia uguale al precedente… forse perchè vivo in una scatola chiusa e sigillata di cartone. Avrei bisogno di finestre e di aria sempre nuova e pulita, fresca e non quella unta e consumata che crea muffa nei miei polmoni. Ho sempre paura di raffreddarmi e del prossimo malanno. Ho bisogno che qualcuno mi tracci una linea retta su cui camminare pericolosamente tra i miei pensieri. Ho paura di farmi la barba per l’incertezza di tenere le lame del rasoio lontane dalla delicatezza della mia pelle: carta velina esibita nel corso di feste di capodanno e dintorni…

Ho paura che tutto finisca senza un pre-allarme, senza un messaggio, una email, una chiamata di conferma. Ho paura che il mio sorriso non abbia prodotto o abbia causato effetti collaterali indesiderati. Ho paura di inginocchiarmi e vedere se ci sono mostri sotto al mio letto, di farmi la doccia la sera perchè credo che il bagno schiuma non serve a lavare tutte le mie colpe… servirebbe una disinfestazione dell’anima più che un bagno caldo. Ho paura di stare troppo tempo davanti a una macchina da scrivere o davanti alla tv per il timore di un possibile mal di testa ma capisco che mi verrebbe lo stesso stando in piedi a guardare per tutto il giorno la mia ombra dissolversi al tramonto e ricomparire flebile e spaventata la mattina seguente….

ma era solo un incubo, una notte insonne…

il risveglio di un pensiero…

Raffaele

… dal dentista…

Tu sei fortunato, ora, Raffaele… prima le persone andavano dal dentista solo se si dovevano tirare il dente!

E’ una citazione di mio padre enunciata ieri durante una chiacchierata davanti alla tv, un classico nella mia famiglia: parlare di calcio, di politica mentre ci vediamo un film o un programma serale. E mentre riferivo a papà della mia prossima e nuova preoccupazione, ovvero quello dell’appuntamento lunedi dal mio “amico” per una sostituzione di una vecchia capsula, lui se ne è uscito con questa riflessione.

Eh si mi duole ma ragionando devo darli ragione. Ora la medicina si è talmente evoluta che veniamo tempestivamente curati si dal primo sintomo, che si tratti del dentista o da parte del nostro medico curante, e la nostra salute viene tramite controlli osservata con molta cura.

Si è vero dovrò andare dal dentista con rischio che il dente sia cariato, sentirò un pò di dolore ma niente può essere paragonato “ai tempi antichi”… ora nel caso di leggero dolore il professionista mi somministra un anestetico e il gioco è fatto. Ovviamente ci sono patologie gravi dove il dolore e la sofferenza purtroppo è ben delineata e in alcuni casi una vera agonia. Il mio è solo un piccolo esempio di un ragazzo viziato che ha paura di una semplice e innocua visita… anche se il suono stridulo del trapano fa timore a tutti, non mi permetto di entrare nei discorsi più grandi della mia cultura… solo che al giorno d’oggi la medicina e il suo veloce progresso ci permette di vivere leggermente più sereni rispetto a primi, tempi in cui prendersi la febbre o una brutta influenza era un pericolo per la propria vita. Io per esempio ho preso subito un appuntamento perchè siccome ho la soglia del dolore piuttosto bassa mentre mi lavavo i denti ogni volta sulla zona gengivale vicina alla capsula in questione sentivo un piccolo fastidio. Forse disturberò inutilmente il dentista visto che poi fra un mese dovrò partire in Emilia per due settimane dalle mie sorelle, forse avrei potuto aspettare il mio ritorno per prendere un appuntamento con lui ma al primo piccolo ed esile dolorino mi sono subito allarmato…

se si pensa che la prima conquista della medicina moderna è stata nel 1800 la cura e l’igiene personale a partire dal lavaggio sociale delle mani…

è solo che sarei dovuto andarci questa estate dal dentista ma il mio più grande vizio è quello di rinviare i miei problemi nascondendoli sotto il tappeto in attesa di tempi più propizi… se solo avessi avuto la saggezza ora sarei potuto partire con più tranquillità… ahi… non cambio mai…

ansie e “paure viziate” in corso… tenersi debitamente lontani da me 😀

Buona Vita 🙂

Raffaele

Bagaglio

foto tratta dal web

 

Le nostre paure, le nostre ansie fanno parte irrimediabilmente del nostro bagaglio socio-emotivo. Ci appartengono. Fanno parte della nostra genetica. Esplorano ogni parte del nostro corpo e della nostra mente: li si rifugiano e producono frutto. Si infatti… ho detto frutto, germoglio, fiore perchè in tutti questi anni che ho vissuto in co-abitazione con loro ho imparato a saper cogliere il meglio da loro, dagli scrosci di pioggia improvvisi o dai lunghi momenti di isolamento del pensiero. E’ un dover vivere con loro. Conoscere le loro tecniche di gioco, trovare le mosse per convincere ad essere meno testardi e volubili. Bisogna imparare a giocarci sempre alla luce del sole, loro sono furbi e basta un pezzo d’ombra e ti ritrovi per terra ad assaggiare il calore dell’asfalto. E non possiamo credere o convincerci che la nostra esistenza sarà priva del loro lavoro. Non saremo delle persone sagge. Il battito del cuore che aumenta il suo ritmo, la mancanza di respiro, la forte sudorazione. Il corpo che reagisce, improvvisamente. Possiamo allenarci e farci trovare pronti al loro arrivo ma comunque loro, puntuali, arriveranno. Sta a noi darli una giusta nomenclatura. Non ho ben capito ancora il grado di conoscenza che li devo rivolgere, se devo risultare empatico oppure freddo ma mai scontroso.

E poi capisco che non sono il solo ad averli nel mio bagaglio… ognuno da a loro una loro valenza in base al proprio pezzo di terra da coltivare… c’è chi se ne frega e ci ride su, addirittura, c’è chi come me risulta essere schiavo delle loro prestazioni. Ma già capire ed entrare nel loro mondo è un buon segnale da captare e trascrivere nuovi messaggi di leggerezza.

Buona Vita!

Raffaele

Fobia

Cara Fobia del parcheggio… Portami Via!!!

Eh si… stavo proprio finendo di commentare un post di Penny sul tema dei trasporti quando mi è venuto in mente di raccontarvi questo mio problema circa una mia fobia o preoccupazione che sarà comunque frivola o banale ma che mi crea sempre qualche pensiero nella mia scombussolata testa. Da quando ho cambiato macchina, due anni fa, e prendendola un pò più “grande” e voluminosa sono iniziati i miei problemi di viabilità. Sono tutte paure pre-confezionate specie per uno molto ansioso come me che crede di avere solo lui questi problemi mortificando l’anima ogni volta che mi accade qualcosa. Ho paura dei parcheggi e della manovre per parcheggiare anche quando si tratta di lasciare la mia vettura vicino casa. Non sono riuscito a prendere confidenza con la mia nuova auto, non riesco a vedere bene davanti per non parlare del vetro posteriore un pò troppo alto e il mio intuito e capacità di adattamento è pari a zero. Ringrazio il cielo che abito in un piccolo paesino e non in una città se no ero fregato… e a volte preferisco recarmi a piedi ad un posto, farsi un bel pò di via anche sotto questo caldo, piuttosto che prendere la macchina. Eppure 10 anni fa prendevo tutto alla leggera andavo dovunque senza grossi problemi e parcheggiavo tranquillamente… con il gruppo dell’oratorio, essendo il più grande, tutti venivamo insieme a me facendo dei miei viaggi… non sò più passa il tempo è più prendo coscienza dei miei limiti gonfiando come un pallone tutte le mie fragilità… Poi il mio paese è “piatto” senza salite come invece capita in quelli vicini… se poi capita come due giorni fa che parcheggio a 300 metri dalla pasticceria per trovare un posto comodo con tanto di faccia stupita di mia sorella, allora si… sono messo male! E’ tutto questione del pensiero, imparare a contare fino a 10, anche per reprimere in parte la mia eccessiva ansiosità, specie nell’ultimo periodo in cui il mondo sembra girare il triplo… è solo un parcheggio Raffaele, è solo un parcheggio, respira, nulla di più… ohmmmmmmmmmm

Dite che sto messo male? 😀

Raffaele