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Non ho pazienza

Non ho pazienza

E’ questo uno dei miei infiniti limiti, da modellare, limare e forze fortificare dopo averli messi in quarantena. Quando so che devo aspettare che sia dal dottore, alla banca o all’ufficio postale come anche dal dentista (ahimè) vado già bello preparato munendomi di libro o un lettore musicale. Non sopporto l’attesa, lo scorrere infinito di secondi e attimi caduti nel vuoto, cerco di trovare qualche meccanismo obsoleto che velocizzi il tempo dell’attesa… domani preferirò alzarmi molto presto per recarmi in banca… già alle 8.30 sperando nella clemenza dei miei compaesani e sperando un pò nella fortuna. Tutto deve avere una sua logica e una sua struttura. Organizzare il tempo da qui fino alle 21.30 dove mi recherò in Chiesa per l’adorazione e per i sepolcri, pensare come giocare con il tempo senza dover starmene tre ore con la cuffia o davanti la tv con il rischio di stonarmi un pò… a volte quando viaggio in treno maledico chi non ha ancora inventato il teletrasporto. Attese snervanti come prima di una partita di calcetto dei miei ragazzi perchè il mio pensiero diventa snervante e intrappola il mio respiro…

Dovrei forse iscrivermi a un corso di yoga?

Perchè non assaporare il piacere dell’attesa se essa può produrre un buon evento, se la stanchezza non risulti vana allora si che forse ne vale la pena?

Adesso lettura di un nuovo libro, poi giocare con il cane e poi cena e poi a letto… se magari… devo uscire con i miei amici… anche se ho una sonnolenza assurda!

Buona Vita! 😀

Raffaele

Vi son dei momenti…

“Vi son de’ momenti in cui l’animo, particolarmente de’ giovani, è disposto in maniera che ogni poco d’istanza basta a ottenere ogni cosa che abbia un’apparenza di bene e sacrifizio: come un fiore appena sbocciato, s’abbandona mollemente nel suo fragile stelo, pronto a concedere le sue fragranze alla prim’aria che gli aliti punto intorno. Questi momenti, che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto, son quelli appunto che l’astuzia interessata spia attentamente e coglie il volo, per legare una volontà che non si guarda.”

Capitolo X dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni

 

Sto provando a leggere assiduamente ogni capitolo di questo libro, uno dei più famosi delle letteratura italiana anche come sfida personale dopo che questa opera l’ho poco amata alle scuole superiori per vari motivi personali. Mi sto appassionando con un pò di titubanza ad ogni capitolo e a ogni vicenda dei vari personaggi che con il sincronismo perfetto danno il giusto sapore al romanzo. Due capitoli al giorno, anche se ne mancano parecchi … sono giunto all’undicesimo ma se è solo fatica allora non ne vale la pena sforzarsi di leggerlo. Invece no… adesso, dopo “Delitto e Castigo” mi sto appassionando ai grandi classici delle letteratura anche per cultura personale. Eh si… “Tanta roba” come si dice nel gergo giovanile. Ho iniziato convinto che avrei abbandonato la mia sfida personale ma leggo con piacere ogni pagina, aiutandomi con le dovute note… al mattino dopo la colazione e la sera prima di cenare… a piccole dosi… il “troppo storpia!” E riscoprire questo libro ingiallito e un pò impolverato dalla mia libreria mi ha fatto piacere. Forse ora è giunto il momento di leggerlo e finirlo, con molta pazienza e dedizione…

Shhhhhhh! Non ditemi, non svelatemi il finale per cortesia!

Buona Vita! 🙂

Raffaele