Archivi tag: pensare

scrittura :)

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

“Che mi importa se nessuno legge quello che scrivo? Lo scrivo per distrarmi dal vivere e lo pubblico perchè il gioco ha questa regola. Se domani si perdessero tutti i miei scritti, soffrirei, ma, sono convinto, non con dolore violento e folle come si potrebbe supporre, visto che tutta la mia vita era li. Sicuramente no, poichè la madre pochi mesi dopo la morte del figlio, ride di nuovo e torna ad essere la stessa. La grande terra che serve il morto servirebbe, meno maternamente, questi scritti. Niente è importante, e sono sicuro che sia esistito chi ha considerato la vita, senza possedere molta pazienza con quel bambino sveglio, e abbia desiderato molto la quiete di quando il piccolo, alla fine è andato a dormire.”

tratto da “Il libro dell’Inquietudine” di Fernando Pessoa

Questo lungo aforisma tratto da un libro che sto scoprendo giorno dopo giorno, frammento dopo frammento, sta tribolando molto i miei pensieri. Non soffocandoli, certo che no, ma ponendoli in una lunga fase di introspezione. E questo sasso lanciato nel mio mondo dal Poeta Pessoa, mi sta permettendo di ragionare delicatamente sul vero scopo per cui scrivo, per cui ho questa passione della scrittura.

  • Perchè scrivo?
  • Hanno una  profonda valenza esistenziale l’uso artistico delle parole?
  • Cos’è questo fuoco vivo che arde nel cuore ogni volta che vengo colpito da un’emozione?
  • Scrivo per me stesso o per la gente?
  • Quali scenari, nel caso ci fossero, con l’avanzare dell’età sempre lontana dalla gioventù si prospetteranno?”
  • Esisterà un fine eterno alla mia voglia di comporre poesie e brevi saggi?

Proverò, un giorno, a darmi queste risposte… intanto contemplo…

Buona serata 🙂

Raffaele 🙂

Valigia…

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Fra meno di 24 ore avrò terminale la mia personale lotta, diatriba, fatica personale con mio padre. Il motivo?  Preparare la valigia in vista dell’imminenza partenza. Io, con i miei partiremo con il treno direzione Emilia per passare le festività natalizia insieme alle mie sorelle e alla mia zia. Tutta la famiglia che si riunisce al nord, un po’ infreddoliti ma felici. Comunque, tentare di prendere le iniziative sul fare la valigia, su cosa mi dovrei portare e cosa no è un impresa ardua con mio padre. Dovrei sperare che lui esca ed approfittarne per farla da solo. Potrei inginocchiarmi e chiedere umilmente pietà. Potrei in questi momenti mancanti prima della battaglia a fare il santerellino aiutandolo in tutte le sue faccende. Naaaa, è tutto tempo perduto. Ogni volta che dobbiamo partire, mi viene una angoscia nei giorni precedenti. Vi sembro esagerato? Certo, io e papà siamo agli antipodi, due mondi diversi di agire e pensare. Io ci metterei dentro la valigia tutto il mio armadio, portare indumenti in più, che forse non indosserò mai, ma per sicurezza. Mio padre il minimo del minimo indispensabile. Ma proprio il minimo. E allora via con i litigi su quante paia di calzini, pantaloni, magliette portarmi in Emilia. Fosse per mio padre una valigia per lui, io e mia madre. “Anche perché ricordati che da tua sorella, sai……….. hanno inventato la lavatrice…” Su questo ha ragione mio padre, però mi sento più tranquillo nel sapere che ho portato un qualcosa in più che una in meno. Poi ogni volta che partiamo, lo spazio per lattine di olio, salsa di pomodoro, caffè e pasta si trova sempre. Mhà, cavolo, li l’olio e la salsa nei supermercati non ci sono?? Si, ma vuoi mettere la nostra passata fatta in casa, il nostro olio, la nostra pasta?. Muto, si va avanti. Attenzione, sono riuscito a convincerlo a pranzo su una cosa. Un paio di scarpe in valigia. Così ne ho due. Per sicurezza. Io esagero, in peggio, lo ammetto. Computer, i-pod, libri anche quelli che sono sicuro che non leggerò… nella mia borsa da viaggio mi va tutto. Basta che poi non mi dimentico il cibo e acqua. Sono capace! 😀