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Voglio un mondo…

foto tratta dal web

 

Voglio un mondo comico, un mondo che faccia ridere…

E invece c’è da piangere, da slabbrarsi le viscere dell’anima per il senso di supremazia dell’uomo sulla donna. L’uomo che decide che la donna è un essere di serie B e trattarlo come un oggetto da arredare i propri mobili di casa, li il posto dove lei può solo stare. Il mondo, quello vero, non gli appartiene. E’ solo un diritto di esistenza del maschio che impone le sue leggi come fosse il giudice supremo di questa umanità che ancora cerca una giusta connessione e una avida opinione tra i pochi veri peccatori del suo Regno…

Perchè se una donna non ha nemmeno il diritto di vedersi una semplice e innocente partita di calcio ma deve solo e sempre professare la sua fede di schiava nella sua prigione…

no… io in questo mondo non ci voglio vivere…

Raffaele

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Coraggio di essere Esseri Umani

C’è chi vuole costruire, erigere, fortificare i muri per difendere la propria sovranità. C’è chi è invece propenso a una idea dell’accoglienza totale verso il prossimo.

Ogni uomo è diverso. E’ la ragione, il pensiero a fare la differenza. Il cuore è comune, è in comune producendo in maniera infinita dosi d’amore e quando prevale l’ideologia, quella critica, severa e rocciosa allora il cuore inizia a rallentare i suoi battiti e suoi effetti vengono diluiti in un tempo che cerca ancora un suo scopo e una sua destinazione. Prima di parlare o per meglio dire sentenziare (perchè in questa fragile umanità ognuno si sente il dovere solo e soltanto di esprimere sentenze supreme) bisogna sentire l’eco del nostro cuore. Non ci costa niente. Se questa voce risuona mentre facciamo colazione o al lavoro o mentre studiamo o ci divertiamo. Non dobbiamo mai soffocare e reprimere quella vocina. E’ quello che fa la differenza. Quando la politica sentenzia senza aver avuto prima un radicale processo costruttivo della ragione allora li sbaglia. Perchè mentre esseri umani muoiono o soffrono, noi stiamo ancora li a vedere se le nostre idee farraginose, ombrose e pericolante trovino un giusto collocamento nella nostra espressività, cercando consensi fin negli angoli più disperati della vita. E’ che se il tempo fosse diverso tra ogni individuo discriminando anche la sua durata e la sua funzione…

è facile dire “ti aiuto, ti offro il mio cuore” e scoprire che esso ha una data di scadenza e non è a lunga conservazione…

Raffaele

11 Settembre

foto tratta dal web

 

Era piccolo e non capivo. Non capivo quel che succedeva. Non capivo come il male e l’odio potesse scatenare un’inferno su questa fragile umanità. Ero piccolo e credevo che il mio mondo fosse regnato dalla pace e da un buon finale come tutte quelle fiabe che mi raccontavano i miei genitori la sera prima di addormentarmi. A volte il nostro risveglio ci pone d’innanzi a delle visioni della nostra vita che non corrispondono a ciò che il riflesso dei nostri pensieri produce. Sono grande e ancora non capisco… perchè?

Eh che te devo di….

foto tratta dal web

 

Stava per diventare un ossessione. Una mania. Mi correggo. Dalle due-alle tre ore  effettive davanti alla schermo per condividere foto e “stories” e vedere incensantemente chi ha visualizzato i miei contenuti…. diciamo che il tutto che doveva essere fatto con spensieratezza si stava trasformando in uno stress mentale e anche il mio umore nella vita reale dipendeva da un like in più o in meno…

Così ho pubblicato il mio ultimo frammento di vita virtuale dove davo la notizia del mio abbandono del social. Almeno tiro via la tentazione di tornarci… cosi nel caso di un mio ritorno sembravo un ipocrita… forse!

Perchè quando il “mio star bene o il mio star male” dipende da un apprezzamento o meno di una mia foto o di una mia poesia allora bisogna fermarsi all’istante e ragionarci su… ed ho capito che solo il blog che da voce ai miei pensieri e mi rappresenta in meglio… Nessun stress, nessuna voglia di apparire, nessuna frenesia del consenso che personalmente mi attanagliava come catena intorno al mio mondo… benchè rimango dell’idea che i social se usati bene possono avere anche dei buoni effetti salutari nella vita di tutti i giorni…

Ma come dice sempre il mio saggio papà “a volte esagero in abbondanza, altre volte in pochezza…”

Essere coerenti con se stessi e con le proprie fragilità…

…trovare il canale comunicativo più inerenti per esprimersi dentro questa vita… io che ho avuto a trent’anni di vivere tutte le fasi evolutive della tecnologia… rimpiango un pò quando bastava farsi gli squilli per dire al proprio caro o alla propria amata “ti sto pensando…”

Raffaele

Il tempo

A volte mi chiedo quanto tempo c’è nella mia vita, di quanti granuli di speranza sono invasi i miei sogni…

A volte mi chiedo se ho sciupato, maltrattato, disonorato,  il mio tempo…

se sono riuscito in qualche modo, tra una poesia e l’altra di educarlo bene, di insegnarli i fondamenti dell’amore,

se sono stato disattento quando mi inviava richieste di aiuto, quando ho taciuto di fronte al suo richiamo del mattino, quando l’ho visto schiaffeggiato dal destino…

e mi vergogno profondamente…

Raffaele