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E adesso?

Sinceramente sono stanco nel vedere tutto il mondo, la nostra umanità che punta, crudele e malvagio, il dito contro ogni forma innocente di questa povertà di cui sono fatti i nostri sogni.

Sono stanco nel vedere artisti, politici, intellettuali, persone che con il loro pensiero seducono ogni nostra primitiva ragione che lanciano sassi nello stagno… tutti bravi a individuare, localizzare, evidenziare problemi che colano invano su questa terra, su questa vita lacrimosa. Tutti che tramite canzoni, riflessioni, teorie, manifesti, slogan, incontri… lanciano questi sassi in questo stagno le cui acque stanno diventando sempre più torbide… ma mai NESSUNO di essi che provi a raccogliere sin dalle profondità remote del nostro essere ciò che ancora non vede la superficie… NESSUNO che abbia il coraggio, la presunzione, la sfrontatezza anche solo di immaginare una labile soluzione che possa soddisfare la fame di questa umanità… tutti bravi ad elargire diagnosi senza avere però la cura e una soluzione clinica ad ogni tipo di malattia che attacchi il nostro sistema immunitario…

e diventiamo sempre più poveri e soli… sperduti dentro una grossa bolla di ipocrisia e malinconia…

Raffaele

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Occhi rossi

Ho ancora gli occhi rossi, di un sonno forzato, dopo un giorno buttato via alla ricerca di uno studio che credo sia inutile. Ed è proprio ora che dovrei rialzarmi per provare a dare un senso al mio mio gioco che una parte di me si sbriciola, diventando polverosa. Quella polvere che entra in circolo, infettando quel buon sangue che porta nutrimento al mio pensiero… perchè provare a fare una cosa contro il proprio desiderio o semplicemente avere la consapevolezza che quello sforzo può risultare vano mi rende terribilmente ridicolo e acido come un vino servito in una tavola dove ci sono ospiti indesiderati. Ho provato a nascondermi ma non conosco posti che accolgono la mia ipocrisia… perchè ancora non riesco a scorgere dove sia il mio posto tra i banchi della vita… essere studioso e caparbio, oppure svogliato e assente. Ecco, assente. A volte mi stacco completamente da questa vita e vivo dentro un sogno tutto mio sperando che i giorni restino immuni a questa mia ipocrisia. Ma non è così. Credere di far del bene attraverso la buona condotta delle mie parole ma un giorno pagherò il conto per questa mia assidua assenza di affrontare questa maledetta realtà…

Raffaele

Dove sei finita? parte seconda

foto tratta dal web

 

Tra i libri di scuola sembravi un’opera mitologica. Una eroina che ci ha salvati da ogni forma barbara e corrosiva della dittatura, da graffi umilianti a questa docile e indifesa nostra umanità. Sembravi essere scultorea e invincibile e ogni goccia del tuo principio fondatore diventava un oceano in cui spiaggiarsi dolcemente mentre accarezzavamo con cura le onde melodiche del tuo credo. Sembravi essere premurosa ai dolori di questo tempo azzoppato dalla troppa voglia di scalare pensieri ancora impervi, perchè la bellezza del bene comune è avere un ventaglio di opinioni da baciare delicatamente con quell’aroma da caffè appena svegli e sorseggiare anche le diversità adagiate come marmellata su questi pensieri croccanti ma troppo friabili…

ma ultimamente abbiamo bisogno di digiunare, di avere la mente occupata da spiragli di venti gelidi e polverosi… troppo zucchero ci ha fatto male

perchè ahimè il rischio è forte ed è quello di strapparci di dosso questo vessillo di libertà e vedere solo gli stessi tramonti autunnali come un colpa netto allo stomaco all’improvviso…

senza fiato…

abbiamo ancora tanta fame…

Raffaele