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… non smettere comunque di sognare…

Come avevo detto tra i commenti del post della mia amica blogger Penny il 2020 ci ha insegnato che non dobbiamo avere troppe ambizioni ma dobbiamo essere più umili possibili per questo nuovo anno senza però smettere di credere nel realizzare i propri sogni. Certo il 2020 è stato l’anno della paura e dello spavento, avendo evocato l’amore e il futuro mentre eravamo dentro un tunnel e anche un filo di luce ci avrebbe saziato per l’eternità.

Quest’anno ho scelto in ogni aspetto della mia vita di avere un profilo basso, specie in amore. Saranno giorni in cui dovrò darmi una scossa emotiva ma anche che dovrò rivedere i miei progetti seguendo ambizioni non troppo circensi ma cercando un equilibrio tra la mia natura di sognatore che non vuole ancora disturbare le stelle del proprio destino.

Dovrò imparare a sopravvivere dei miei pensieri. Immergermi nella lettura del mio presente e smetterla di ricavare acqua potabile dai miei ricordi ripensando a un’anima fuggita nel solco di una poesia ancora non professata.

Dovrò sperimentarmi in nuovi sound, accarezzare nuove albe, dire meno stronzate e pensare alla malinconia come una amica che mi dia slancio a cavalcare bene i miei altruistici passi per lasciare ancora un segno non indifferente in questo romanzo da revisionare prima di pubblicare un finale a sorpresa, prima di tornare a respirare quella innocenza adolescenziale che un pò mi manca e che non sto trovando tra il mio cuore ricoperto di cellofan per paura di infiltrazioni di umidità e gocce di ipocrisia pagata a come rate semestrali, mestruazioni invernali…

Raffaele

Diario della gratitudine

Ieri sera ritornando a vivere e a respirare l’aria del blog ho potuto apprezzare di nuovo la bellezza dei vostri post. Sono rimasto incuriosito da uno scritto di una blogger in cui ci invitava a scrivere e annotare, la sera prima di andare a riposarci, su un piccolo diario piccoli istanti, momenti belli o anche quelli che ci hanno provocato dei piccoli scompensi emotivi. Un piccolo diario quotidiano insomma. Magari non dimenticandoci di trascrivere la data e l’ora dell’emozione trascritta. Userò un block-notes e in virtù dei miei perpetui spunti poetici annotterò le mie riflessioni giornaliere, quelle che mi hanno lasciato un segno tangibile nella mente, scaturite durante l’arco di una intera giornata che spero sia stata vissuta sempre con il sorriso sulle labbra. Ma sarà anche una sfida con me stesso, perchè l’autrice del post prevedeva un tempo di rodaggio di almeno un mese per entrare appunto a pieno regime e diventare quasi un piccolo vizio, vezzo da esibire a me stesso verso il finire della serata. Quasi fosse uno specchio con cui riflettere la mia anima fatta di parole ed evoluzioni pittoriche-poetiche…

Dai… se sarà anche un modo con cui dibattere con i miei lati più fragili… accetto la sfida!

Non sarà facile… ma ringrazio la blogger per lo spunto riflessivo 🙂

Chissà che pasticcio ne verrà fuori 😛

Buona Vita

Raffaele

…nelle Sue Mani

Tante piccole e umili preghiere per un intervento molto delicato che mio zio (il fratello di mia madre) si è dovuto sottoporre ieri per un grave problema ad un rene. Un intervento rischioso e pericoloso. Per fortuna tutto è andato nel verso che noi familiari speravamo. La paura era tanta ma la Fede a volte ci permette di avere fiducia nel Suo volere. Non so e non lo saprò mai quanto le nostre invocazioni siano decisive per la sorte umana, so soltanto che ieri pomeriggio, a poche dalla buona notizia, ho recitato il rosario perchè ne avevo una grande voglia auspicata dal mio cuore. So soltanto che la nostra Vita è nelle Sue mani e non è vero che allora noi siamo semplici “burattini”. Abbiamo un pensiero e una coscienza e modalità di azione, ma tutto ciò che noi abbiamo non è di nostro totale possesso. La nostra esistenza è un grande dono, non è di nostra esclusiva proprietà e proprio per questo nella nostra povertà spirituale dobbiamo santificarla. Vedere quella preoccupazione e quella sofferenza emotiva dei miei familiari non è stato piacevole anche per via della non certezza dell’intervento e quando mio padre che stava all’ospedale ha chiamato mia madre per comunicarli l’esito dell’operazione li sono stati momenti e attimi infiniti. Il vento risulta essere imprevedibile. Oggi siamo felici perchè mio zio sta bene anche se avrà un lungo percorso riabilitativo, ma potevamo essere tristi e cadere nell’oblio se il vento decidesse di cambiare direzione. Noi stessi siamo attimi ed eterni secondi e l’ho capito ieri. Ovviamente il mio pensiero va ai professionisti sanitari che dedicano tutto loro stessi per la nostra Salute e avendo mia sorella infermiera capisco quanto è devota sia la loro professione…

Come la Vita può cambiare in un frammento di tempo…

Raffaele