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Cosa ti spinge…

Cosa ti spinge ,tu, a credere in me?

Io che vago nell’oscurità in un ballo lento, con i miei piedi storti e il mio equilibrio abrasivo per il tuo pensiero…

Ho già imparato molto bene a dire falsità per sopperire alla mia castità di parole nascoste dentro un salvadanaio e aspettare le festività per sapere quanto sono diventato ricco oppure caduto in miseria,

chiedo venia,

Raffaele

Evadere

foto tratta dal web

 

Perchè siamo costretti, ogni giorno, dopo una doccia, dopo un caffè, dopo aver fatto l’amore, dopo una sigaretta, dopo una gita fuori porta, dopo l’esultanza per un gol all’ultimo minuto… perchè siamo costretti ad evadere da noi stessi? Cosa è quella forza propulsiva che ci spinge ad uscire dai nostri confini nella speranza, flebile, di scovare nel tempo perduta una vita parallela con cui attingere nuove forze e nuovi sogni? Ed è un pensiero, il mio, che proviene dopo intense riflessioni ad osservare, lenire la mia anima che ancora cerca una risposta dal mio cuore… ma se siamo fatti “dalla stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” allora implica che noi stessi siamo una realtà subordinata da essa stessa… ed è bello quando penso che magari la notte trovo riparo nei pensiero di una persona a me cara… a volte penso che ogni mia azione deve essere propedeutica nel sogno che un giorno diventerò… ed è una bella responsabilità, allora, essere elementi cardini per una nuova esistenza che si genera in continua evoluzione ad ogni gesto d’amore che porta il nostro nome… eludere la mia realtà così…

senza troppi pensieri…

Raffaele

Abbi cura di me…

“Senti San Lorenzo, le chiedo scusa per il disturbo, ma come mai non mi calcoli più? E dove sono finite le tue stelle cadenti, sono due anni che non le vedo, manco usassi il telescopio. E i desideri, i miei, dove li hai nascosti o buttati in qualche parte dell’oceano?”

Quest’anno mi sono sentito avido e impassibile a questa tradizione della lacrime del Santo. Non ci credo e non voglio avere, per il momento, l’innocenza di un fanciullo per credere e sperare in questa notte dove i sogni diventano realtà. Tradizioni e leggende si uniscono per una irripetibile serata del mese di Agosto che ci accompagna alla fine dell’estate. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono composte le stelle”. E’ una delle più citazioni che amo particolarmente.

A volte, per via del mio decadentismo cronico, mi sento una stella senza orbita, che vaga nel cosmo in cerca di qualche pianeta che si faccia carico della sua imponente mole e accetti la sua gravità emotiva. Ci sono momenti, fasi in qui mi sento un dio, fasi in cui mi sento il nulla eterno. “Up e down” da stabilizzare al più presto. Lo ammetto, sono invidioso delle luci delle altre stelle e questo mi blocca, mi destabilizza. Lascia che la mia anima si pietrifichi e rimane inetta alle avversità del tempo che fu. Ci sono momenti in cui vivo la vita o tutta d’un fiato oppure a piccole e inesorabili sorsi. Ricaricare la mia luce e rimodulare la gravità è ancora possibile. Mi fido di me e della mia parte di attore. Ruoli drammatici o comici poco importa. Serve stabilità, serve controllo e sangue freddo in certe situazioni. Dormire, andare in letargo per giorni è solo un modo per nascondere le mie cicatrici del passato. Abbi cura di me Raffaele…

Raffaele

Agosto 2015