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Incostante

Mi rendo conto di essere incostante.

Incostante in ogni aspetto della mia Vita. Anche qui sul blog. Purtroppo vivo se vengo attraversato da delle forti emozioni, se ho qualcosa di violento di dire, se colgo una sorprendente bellezza mentre è transitata una lacrima nel mio atto di fede.

Vorrei essere più lineare in ogni mia parola, in ogni mia bugia, in ogni mia carezza, in un sorriso malinconico o il mio modo di vivere il destino molto istrionico.

Ogni giorno, appena sveglio è sempre una nuova musica per me e questo è un lato positivo da non dimenticare ma a volte in quelle nuove canzoni io mi perdo, ne vengo così attratto dalla nuova melodia che mi perdo in una goliardica ma atrofizzata mia foschia.

Non so se il mio è una forma di debolezza quello di non avere sempre lo stesso cielo con cui rispecchiarmi dalla sera al mattino, ma il tempo mi disegna degli attimi infiniti di silenzio a cui non posso proprio sottrarmi.

Pericolo di vertigine, pericolo di sentire ogni mio confine.

Raffaele

Fiducia

Non so se fidarmi ancora della mia Felicità.

Dalle onde magnetiche che essa produce e che attraggono il mio pensiero verso lidi ancora ignoti. Vagare tra prati nevosi, aspettando l’estate e la sua follia.

Non mi fido ancora del profumo dell’Amore.

Delle sue vertigini e del senso di eternità che produce quando mi rifugio dentro una ipocondriaca illusione. Mitigare una carezza, aspettando che tutto si fermi. Un semaforo che mi obbliga a una scelta. Fermarsi e ripartire. Ancora una volta.

Non mi fido ancora del mio passato.

Dall’orizzonte malinconico che prevarica e semina goliardiche speranze, di vestirmi di un ragazzo che ha perso il suo cuore preso dal silenzio di una età non ben tradotta.

Ritornare a schivare sentimenti che non hanno a che fare con le sfumature di ogni mia parola atrofizzata nella sua evoluzione orchestrale e che non sa ormai stupire.

Raffaele

Perdita di equilibrio

Ricadere.

Ancora una volta.

Sporcarsi della propria ombra.

Rinnegarsi al mattino ancor prima di vedere il proprio volto riflesso in una antica memoria.

Perdita di equilibrio.

Fanno male ginocchio. Il peso dell’eterno racchiuso in una salata lacrima.

Non riconoscersi più dentro una parola.

Provare ad evadere dal profumo della primavera.

Il chiasso dell’estate e la sua frenesia, ora non ci voleva.

Raffaele

Perdersi

Perdersi in una antica memoria.

Cerco tracce feconde di una lacrima,

l’attesa di un fuoco acceso

o di una violento temporale

a ricordarmi che non sono più un immortale.

Ma se provo a illudere la presunzione del mio coraggio

allora il rischio è che resterà solo

a contare i semi di un fiore calpestato e ucciso

dal mio stesso cuore che ora diventa un involucro

dove contenere questa famelica ossidazione di un piacere.

Raffaele

… secondo la Tua Volontà.

“Avvenga per me secondo la Tua Parola.”

Un Si, un atto di fiducia che ha cambiato le sorti della nostra Umanità.

Un Sì sincero, coraggioso e non articolato e complesso. Maria che dal quel momento accetta di avere in grembo e poi di accudire il futuro Messia fa un atto di coraggio, per lei piccola donna scelta da Dio tra le tante per annunciare la venuta di Suo Figlio.

Questa mattina scherzando con un mio amico dopo un altra piccola delusione amorosa gli ho detto e comunicato che avrei rinunciato per un pò all’amore e che mi sarei dedicato, anima e corpo, alla preghiera e al mio oratorio. Ma mi accorgo che dietro questo pensiero ci sia nascosta una piccola e flebile Verità. In questi giorni in cui abbiamo fatto pochi allenamenti con i miei ragazzi della mia squadra di calcetto ho potuto riscoprire la voglia di partecipare quotidianamente all’Eucarestia nella mia Parrocchia. Mi sono preso un impegno con la mia spiritualità di cercare di essere più costante e assiduo nella mia preghiera, di darle un volto giovane nonostante tracce di mia nudità che ogni tanto eclissano quella Luce che illumina il mio mattino.

Lo so e lo si evince anche qui nel blog la costanza non è il mio forte ma mi sono promesso che ogni giorno, nel mio piccolo, non rinunci a dire di Si al Signore, di essere e dimostrarmi per una volta tanto con me stesso coraggioso delle conseguenze di questa mia affermazione. Maria è diventata Beata perchè non si è sottratta alla Sua chiamata ed io che molto spesso faccio finta di non sentire la Sua Voce e di non ringraziare la sua Misericordia che mi fa ancora essere testimone, anche attraverso il ruolo di educatore, del Suo Amore.

Lo so non sarà facile perchè i miei occhi saranno ricoperti dal quel velo che solo la mia ipocrisia mi impedisce di vedere al di là di ogni timida bellezza, perchè ho paura che il mio cuore non sia ancora pronto ad accogliere quella chiamata che può dare un senso alla mia felicità o a una mia lacrima.

E in parte mi sento in debito con la Vita. Mi sento un ragazzo fortunato e in qualche modo vorrei ricambiare questa fiducia smisurata che lei, in maniera del tutto gratuita, mi ha donato quel giorno di trenta tre anni fa.

Buona Vita.

Raffaele