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Battersi il petto

Il pubblicano, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo:” O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, torno a casa giustificato.

Luca 18, 9-18

“Chi si umilia sarà esaltato”. A volte, noi cristiani, ci comportiamo come il fariseo che si fa bello e perfetto davanti al Signore perchè si ritiene un giusto osservando tutte le buone regole, pregando e digiunando assiduamente. A volte crediamo che fare la Sua volontà basta osservare tutti i suoi precetti, un pò come i dieci comandamenti che sono delle linea guida, ma l’errore che fa il fariseo è che non si dimostra umile di cuore nonostante esso si comporti bene e non commetti peccati come il pubblicano. Ecco l’essere umili di cuore, una dote che spesso manca nelle nostre comunità. Appartenere al Signore non vuole padroneggiarsi, vaneggiarsi, riempirsi d’orgoglio, l’essere un cristiano di serie A e denigrare i poveri peccatori. La povertà, la povertà di ognuno di noi che cerchiamo secondo le nostre fragilità di dare un senso profondo alla nostra Vita, un dono non imposto ma che dobbiamo glorificare ogni giorno davanti ai nostri fratelli. Batterci il petto e avere il coraggio di dichiararci peccatori, poveri e umili peccatori… perchè la nostra umanità non ha bisogno di eroi ma gente che nella sua semplicità santifica la vita degli altri, di chi antepone il proprio bene per la salvezza del prossimo… e francamente nella mia modesta fede non credo che Lui ci giudica per quanti errori abbiamo commesso in questo lungo cammino ma semmai per quante lacrime abbiamo versato e a quante lacrime abbiamo dato il giusto sapore…

Raffaele

Perchè… bhò…

foto tratta dal web

 

Bhò è un periodo di profonda mia testardaggine… mi sto fissando di essere un pò più social su face cercando di portare il pensiero, la parola e la poesia li, ma proprio li con scarsi risultati… perchè mi fisso non so!

Come adesso mi sto fissando tutte le mattine nel vedermi il video sulla pagina di Don Matteo, un video che riprende il finale della puntata e della serie del “parrocco più famoso della nostra televisione” in cui il pubblico ministero Marco Nardi, interpretato da Maurizio Lastrico, confessa tutto il suo amore per il Capitano dei Carabinieri interpretato dalla bravissima e giovane attrice Maria Chiara Giannetta… Un video di soli due minuti ma che continua sempre ad emozionarmi senza una valida ragione… ????

Non sono innamorato dell’amore in questo momento, anzi ci litigo spesso, cercando di riparare tutti quei danni compiuti in passato. Un passato che ritorna e mi fa sentire un pò fragile all’inerzia del tempo che fra poco mi catapulterà nel mondo degli adulti senza aver goduto appieno dell’ebrezza della gioventù. Non ho lasciato ancora nessuna traccia ben visibile nel percorso ricco di ostacoli dell’amore… e a volte mi chiedo se tutte queste mie cadute sono frutto solo della mia incoscienza e della mia testardaggine… se è solo colpa mia se adesso cammino solo con la mia ombra… e questo video involontariamente mi fa tremare dalla voglia di ritornare indietro e non buttarmi via per scelte che ora, a distanza di anni, le ritengo stupide…

E intanto continuo a vederlo… sognando un giorno di rivivere le stesse emozioni…

Raffaele

Chiedere scusa

Lo ammetto, anche io sono uno di quelli che chiede sempre ed ogni modo scusa anche per cose frivole e che magari non si ritengono di giusta considerazione. Un pò come ieri con Marquez il pilota di Motociclismo che dopo aver provocato l’incidente con Valentino Rossi nel gran Premio di Argentina è andato nel suo box e chiedere scusa… poi rifiutato dal team del Dottore e da lui se stesso… Certo sbagliare è umano ma ci sono modalità per cui il “chiedere scusa” può diventare una routine, un pò come il pilota spagnolo che fa della sua eccessiva aggressività il suo marchio di fabbrica… Sbagliare uno, due volte in un determinato contesto, in una determinata situazione ci sta, ma il troppo storpia e la domanda che giunge al peccatore “Ci fai o ci sei?” eh… farsi carico dei propri limiti è un gesto nobile ma non prepararsi e non attrezzarsi e prepararsi affinchè questi limiti non diventano una caratteristica del proprio animo li diventa un bel peccato… Essere consapevoli dell’errore, fare un “mea culpa” e impegnarsi per migliorarsi ogni giorno, accogliere sempre nuova luce senza guardarsi troppo indietro… nessun atto di commiserazione, non si può piangere per sempre… ecco si Capire ed essere persone intelligenti per preparare un nuovo cammino, “la nostra Vita non può essere giudicata dalle volte in cui siamo caduti, ma dalle volte in cui ci saremo rialzati…” se nello sbaglio e nel momento propizio dell’errore c’è una grossa componente di coscienza e di lucidità, allora non potremmo pensare ad un imminente perdono…

Raffaele

“Dio perdona tutto!”

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Ho letto un interessante articolo sull’Avvenire di sabato 24 Gennaio. Il pezzo prende spunto da una dall’omelia che Papa Francesco ha fatto venerdì 23 durante la messa celebrata a Santa Marta. Omelia incentrata sul sacramento della riconciliazione. Visto la mia attuale situazione “traballante” dal punto di vista della fede, vorrei affrontare il tema della penitenza, offrendovi delle mie personali opinioni.Per il Papa il sacramento della confessione è quel sacramento che ci unisce con Dio, dopo un breve e intenso periodo di tribolazione interiore nell’animo, aggiungo io.Il peccato è essenzialmente una grande disobbedienza al Signore, tramite la parola che trancia importanti ferite, o con i gesti anche del cuore e della mente.“Prima di tutto, Dio perdona sempre”, ha ribadito Francesco “non si stanca di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono”. Personalmente, non soffro o non mi vergogno di enunciare i miei peccati di fronte a un prete, ma la ripetitività dei miei peccati, è questo che mi turba, oltre che la consapevolezza attiva mentre sto per compiere un offensivo gesto. Con la confessione noi promettiamo a Lui, di non commettere più determinati peccati, promettendo anche una possibile ri- purificazione non solo dell’anima ma anche del nostro agire da Cristiani per bene. La penitenza è l’atteggiamento di chi vuole ritornare in comunione con Dio, “conversione”, ritornare ad abbracciare il suo immenso Amore. Molte volte mi è difficile accettare i miei peccati, anche quelli un tantino “gravi” anche se non credo che ci sia un classificazione idonea a proposito di ciò. A volte faccio fatica a varcare le porte della sacrestia e inginocchiare di fronte alla Croce. Siamo essere umani, è la nostre indole e non debolezza compiere “errori” l’importante è accettare le nostre debolezze e chiedere umilmente perdono. Il fatto stesso di attuare questa azione, implica un live cambiamento del nostro cuore dove si annidano le nostre miserie.Cristo nonostante i nostri peccati, ha sofferto, è morto per sconfiggere il male. Siamo noi che c’è lo creiamo, o permettiamo di scorrere dentro le nostre vene.“Dio perdona tutto. Se tu vai pentito, perdona tutto, non ti lascia parlare! Tu incominci a chiedere perdono e lui ti fa sentire quella gioia del perdono prima che tu abbia finito di dire tutto.” Si, ha proprio ragione Francesco, ogni volta uscito dal confessionale, vengono “colpito”, “investito”, da una nuova gioia, una nuove luce, da guardare sempre con gli stessi occhi ma da un’altra e migliore prospettiva.

 

“Io posso parlare del vostro bene, ma non del vostro male. Poiché il cattivo non è che il buono torturato dalla sua fame e la sua sete.” Kahlil Gibran, Il Profeta.