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Gocce di Luna

Gocce di Luna. Sera disinibita. L’odore delle ossa sotto una coltre di neve. Primo sole del mattino. E’ tardi per riposare. Curare il silenzio della tua saggezza. Profumo di rosmarino. Un sentimento è appena sbocciato ed io rimango distratto dalla natura benigna della tua voce.
Chissà quante parole geometriche usciranno indiscrete da queste gocce di Luna e non sentirmi uno straniero se questo eterno pellegrinare intorno al tuo cuore altro non è che un esodo che in questo universo scatena un piccolo rumore…

Raffaele

Radici

Sradicare le radici di un albero secolare, sentire sulla pelle il calore di una pietra lavica, la mancanza di aritmie dal cielo… da esso mi giunge una preghiera, un invito a cogliere l’essenza da un petalo giubilante di questo sangue mescolato al mattino. Da oggi sia libertà. Intarso dell’anima. Punto sospeso che trabocca nel deserto mistico della mia infanzia che contrae muscolarmente ogni mio dissidente orizzonte spoglio delle sue origini oniriche…

e rimango sospeso, in attesa…

Raffaele

A volte mi chiedo…

A volte mi chiedo,

come sarà il mio futuro respiro,

il mio prossimo battito del cuore,

il sapore di una carezza o l’enfasi di uno schiaffo,

la lettura del mio risveglio dopo una notte insonne

teso a costruire sogni di sabbia e polvere,

la rilegatura di parole scolpite fin dentro il mio silenzio,

la sorpresa di un bacio e la sua freschezza, incandescenza

nel proferirmi schiavo dei miei stessi e addomesticati ricordi…

a volte mi chiedo e mi chiederò se queste mie parole

nella lacrime versate dai tuoi occhi avranno ancora un senso…

Raffaele

Me stesso

Me stesso, sempre e comunque. Anche quando posso sembrare noioso, pessimista, poco altruista, ingenuo, troppo sofisticato nelle mie poesie, quando posso sembrare bugiardo, ipocrita, meschino, quando non mi ritengo un bel ragazzo, anzi la mattina ignoro il mio volto davanti a uno specchio, quando ho il timore di professare i miei sentimenti davanti a una ragazza che forse non si è accorta del mio amore, quando non capisco e non scorgo i lineamenti veri e sublimi della nostra esistenza, quando bestemmio contro il destino, quando mi sento in lui solo e soltanto un manichino, quando ho paura di prendere freddo o di scorgere piccoli ed esili cristalli di luce da un cielo ancora sconfinato per le mie parole ancora troppo tiepide per far innamorare un angelo… ma sempre comunque me stesso e non mi spoglierò mai della mia povertà, io resto qua!

Oggi ho perso le chiavi di casa.

Raffaele