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Come una foglia…

Come una foglia e il sottile strato di brina ad renderla magica, spensierata, glorificata nel suo ultimo atto di Vita. E quel freddo che ti fa perdere ogni colore, che entra nelle membra e ti rende partecipe del suo dolore. Dopo un pò, dopo un attimo di titubanza e di lontananza dagli occhi del cielo ci si fa l’abitudine ad ogni latitudine del proprio corpo che come una esile foglia cerca solo nei passanti un ricordo, un velo di malinconia per non calpestarla nella fretta di una Vita che a volte si dimentica della bellezza della fragilità. E lo strato lunare di brina ci ricorda che spesso la malinconia è un luogo privilegiato dove far riposare la nostra felicità, tralasciare schegge infette di ipocrisia e capirsi all’interno di una lussureggiante aritmia di ricordi che profuma come la sabbia nel cuore mattino. “Ciò che siamo forse non lo saremo mai” per giunta allo scoccare del rintocco dell’ultima preghiera di mezzanotte, orfani di un universo che ci ha visti figli di una gioia smisurata ma a tratti consumata dal rancore di non aver vissuto le nostre lacrime. Ma andiamo avanti, aspetteremo il bacio improvviso della primavera quando vorrà accarezzarci, aspetteremo una promessa non mantenuta o quella poesia non ancora compresa in ogni suo lieve e immacolato verso tardivo… aspetteremo di essere spettatori, anche nel gelo invidioso e scontroso dell’inverno, della nostra timida e silenziosa bellezza.

Raffaele

Fragile

Fragile, usare con cura. E’ il mio modo di esprimere, di convenire a queste convenzioni matematiche della mia Vita che mi corteggia, mi persuade spassionatamente mentre il mio destino mi dà segnali di indubbia provenienza aristocratica.

Le mie fragilità altro non sono che un riflesso armonico, altisonante, poliedrico della mia felicità smussata nei suoi angoli da questo vento di tramontana che a volte scompagina queste tenue parole di porcellana: belle ma delicate frammentate nella loro struttura tipicamente alveolare: nella sua complessità cerco un riparo con cui evolvermi in assoluta certezza di anime che nella loro pietà sono liete di accogliermi a braccia aperte. La saggezza di un sollievo, di un atto armonico, un amichevole confronto tra questi pensieri che nella loro distrazione mi fanno perdere vicino a questa mia insolita e fragorosa ribellione.

Raffaele

Foglia morente

foto lascia vivere il pensiero

 

Dicono che sia solo una foglia, morta, autunnale, indifferente al passaggio della gente. Sola e che crea malinconia. Io credo che anche in questo essere fragile ed esile in essa si nasconde una vita, una forma primitiva di felicità. Staccarsi dal resto del mondo e provare anche se per pochi istanti l’enfasi del volo… trasportati dal vento per un ultimo e intenso viaggio tra le ragioni del cuore… i suoi colori non nascondono minimamente l’ebrezza della primavera appena sbiadita… c’è solo tutta una vita per capire il suo senso…

Raffaele