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Preferisco

Preferisco alzarmi presto la mattina

non oltre le 7 e fare la colazione con 8 fette biscottate.

8 fette esatte perchè ormai il mio stomaco ha fatto la sua memoria.

Preferisco farmi la barba una volta al mese

per il semplice fatto che non mi va di raderla ogni giorno come mio padre

preferisco avere e conservare una faccia sporca, pulita di tanto in tanto di qualche mia lacrima.

Preferisco non rispondere subito alla chiamata dei miei amici al cellulare

questione di pudore o di timidezza, preferisco messaggiare in chat

ho il timore di far sentire la mia voce al di là di un compromesso o di un mio imbarazzo.

Preferisco portare a spasso il mio cane sempre al solito orario, pioggia permettendo,

lui sa ed io pure quando è il momento di espletare i suoi bisogni fisiologici. Siamo tutti e due felici.

Preferisco non bere il caffè a pomeriggio dopo pranzo, non mi posso permettere che il mio stomaco diventi un ring da combattimento, questa notte vorrei dormire in santa pace, incubi permettendo.

Preferisco che l’Inter non giochi alle 18.30, lo ritendo un orario stupido per far disputare una partita di calcio e poi mi costringe a cenare un pò più tardi del dovuto e non so ancora resistere agli strappi della fame.

Raffaele

Stanza vuota

Scomparire nell’incontro con il destino

chiudersi nelle proprie e fragili spine

provare dolore

nell’allungare la mano verso altrui felicità

sbalzo di pressione se mi dimentico

come si ama questa volubile emozione

e avere un equilibrio che ora non ho

una scusa, una esclamazione

una perlustrazione di una mite resurrezione

tra le parole disperse e seminate dentro questa stanza vuota.

Raffaele

…ti scriverò da lontano…

Ti scriverò da lontano

perchè poi smetterò di amare

un giorno

acqua limpida da cui attingere

frammenti di speranzatu sei

nessuna certezza ho di evadere

non seguo tracce

quel santo predicatore

conservo un velo di libertà

una gioia senza limite.

Ti scriverò da lontano

perchè poi non saprei più rimanere

nel regno dei tuoi occhi

e perdere l’equilibrio su note stonate

frasi già rievocate da un forte ego

in solitudine

memorie corrose dalla onniscienza…

Lui è amore

sono un codardo, lancio un forte urlo

nell’infinito sconfinato

e mi nascondo in attesa

di un lieve abbaglio

ti scriverò da lontano…

Raffaele

(immagine tratta dal web)

Non mi resta che piangere

Non mi resta che piangere… parafrasando il titolo di un noto film di Massimo Troisi , il mio attore comico preferito.

Non mi resta che piangere nel vento polveroso dei miei anni lunari che mi hanno lasciato un peso suadente che nemmeno la leggerezza della mia anima pellegrina sa evadere nel silenzio, un orchestrale ballo, di petali di ginepro.

Non mi resta che piangere nella speranza che la mia anima insegua una illusione nel tormento di ore braccate dalla nebbia e viaggiare solitario tra le onde dei miei colori rappresi, secchi dal sole e inamidati nel volo gonfio di tempesta di una farfalla appena nata e che tra dolci semi di uva e antiche suppliche mi congeda nell’intreccio venoso di un sorriso.

Non mi resta che piangere tra treni che non hanno una loro certa partenza e tramonti nel segreto della sera, giungo da Oriente, ramificazioni di un battito dormiente, ragno solitario che con pazienza ricama la sua tela con la propria pelle che profuma ancora di ciliegio, vento, privilegio della primavera…

Raffaele

La vergogna delle mie stanche parole…

Sogno sterile, un violento temporale, foglie di una poesia appena bruciata in questo silenzio assordante… non fare l’offesa. Un passo di lato, alito di Vita, quartieri che rimbombano il tuo nome, scusa ma sono soltanto un uomo sterile che nega la verità cinta di mistero in questa musica leggera, un ricordo colto in flagrante, una felicità delirante, un passante che comprende la nostra pazzia. Corpi nudi sulla spiaggia alla ricerca della litigiosità delle onde… la vergogna delle mie stanche parole… ma ti ringrazio lo stesso per avermi vissuto in questo destino ridotto all’osso, desueto, combattuto dall’acqua priva della sua consistenza uno sguardo, il tuo che prosciuga, annerisce il mio tempo…

Raffaele