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Figlio unico

Guardarmi più dentro fin dentro le incrostazioni dell’anima,

un saluto fugace, sapore di antrace, ci capiremo quando le nostre parole evaderanno da questa attesa, non ho nessuna pretesa di essere figlio unico perchè dimentico di contare i battiti, paura di camminare solo, non so leggere le indicazioni stradali, il destino seduto su una panchina a bere alcol…

Guardarmi più dentro fin che finisco di mangiare patatine fritte,

come fai a non dimenticarmi in una immagine di creta che rompe ogni riflesso deterso in questa parole dure come il pane che uso per limare i denti per mordere questa realtà, perchè non sono bravo a giocare in difesa, sono figlio unico…

Raffaele

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frammenti di te…

Alla vista del primo sole canteremo la nostra canzone e capiremo quali lineamenti e forme saranno le ambizioni da decifrare e criptare ogni gesto atletico che viene da passi ancora incerti e disattenti nel compiere lo stesso ritmo cadenzato. Ho solo schivato di tanto in tanto la voglia di dormire nella penombra dei tuoi capelli biondi un meteo che annuncia alla buonora che  ho catturato tutta la tua bellezza…

Raffaele

Non capisco…

Non capisco perchè sei apparsa solo ora tra i miei pensieri. Me lo chiedo sapendo di non avere mai una risposta, nemmeno quella racchiusa dentro un like o una visualizzazione e se sarai solo una distrazione lo vivrò a mie spese contando le chiese in cui andrò a deporre una mia preghiera ora che si fa sera…

Raffaele

Singhiozzo

Non è che trattenendo il fiato per eterni momenti il mio singhiozzo egocentrico dei miei pensieri finisce di farmi sobbalzare dalla sedie seduto per ore a vedere se una nuvola di Fantozzi mi bagni per il resto della giornata…

Non è che trattenendo il singhiozzo il cambiamento che tanto auspicavo mi arrivasse vicino suonando a casa mia come fosse un postino… posso decidere di farmi crescere i capelli, stile Ligabue anni 90; oppure crescermi i baffi o il pizzetto oppure la barba come un eremita solo per guardarmi diversamente allo specchio ogni sporadica mattina…

No non funziona così…

perchè se ho abusato del cielo e divorato ogni sua sfumatura, se ho costretto tenue tonalità della sua pelle a chiedere elemosina alla mia ipocrisia che ha fatto da cuscino alle mie notti insonne… allora qualcosa in questi anni dentro il meccanismo discordante del mio pensiero non ha ben funzionato… forse perchè ho eseguito ordini del mio passato senza aver compreso bene la sua dialettica, forse perchè credevo di tradurre testi apocalittici senza una cultura di fondo…

non saprei…

so solo che non più fame…

Amaro