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Stanza vuota

Scomparire nell’incontro con il destino

chiudersi nelle proprie e fragili spine

provare dolore

nell’allungare la mano verso altrui felicità

sbalzo di pressione se mi dimentico

come si ama questa volubile emozione

e avere un equilibrio che ora non ho

una scusa, una esclamazione

una perlustrazione di una mite resurrezione

tra le parole disperse e seminate dentro questa stanza vuota.

Raffaele

Tutto a posto.

Calmati, non dare tutto per scontato, vedi che la primavera è ancora timida. Non è la prima volta. Capita non far parte del primo passato. Ascoltami ora, ancora, non fingere, non indurire l’ultima volta che ci siamo tenuti per mano. Due tessuti muscolari da cicatrizzare, da enfatizzare, da provare a inabissare. Non rimango fermo, non provo a restare fermo mentre l’universo dei tuoi occhi al reparto dei superalcolici scompare e non implorare, non provare a edificare questa sensazione sub-linguale. Nella mistica ragione nel silenzio starò a distillare, declinare armoniche e egocentriche illusioni.

Oggi è ancora tutto a posto.

Focalizziamoci sui dettagli, siamo vinto santo imbevuto di sbagli, stringiamoci le spalle, intratteniamoci oltre questo intervallo, teniamoci le nostre cose inutili. Distrazioni all’interno di un VHS.

Oggi è ancora tutto a posto, al posto giusto.

Raffaele

Figlio unico

Guardarmi più dentro fin dentro le incrostazioni dell’anima,

un saluto fugace, sapore di antrace, ci capiremo quando le nostre parole evaderanno da questa attesa, non ho nessuna pretesa di essere figlio unico perchè dimentico di contare i battiti, paura di camminare solo, non so leggere le indicazioni stradali, il destino seduto su una panchina a bere alcol…

Guardarmi più dentro fin che finisco di mangiare patatine fritte,

come fai a non dimenticarmi in una immagine di creta che rompe ogni riflesso deterso in questa parole dure come il pane che uso per limare i denti per mordere questa realtà, perchè non sono bravo a giocare in difesa, sono figlio unico…

Raffaele

frammenti di te…

Alla vista del primo sole canteremo la nostra canzone e capiremo quali lineamenti e forme saranno le ambizioni da decifrare e criptare ogni gesto atletico che viene da passi ancora incerti e disattenti nel compiere lo stesso ritmo cadenzato. Ho solo schivato di tanto in tanto la voglia di dormire nella penombra dei tuoi capelli biondi un meteo che annuncia alla buonora che  ho catturato tutta la tua bellezza…

Raffaele