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Tutto a posto.

Calmati, non dare tutto per scontato, vedi che la primavera è ancora timida. Non è la prima volta. Capita non far parte del primo passato. Ascoltami ora, ancora, non fingere, non indurire l’ultima volta che ci siamo tenuti per mano. Due tessuti muscolari da cicatrizzare, da enfatizzare, da provare a inabissare. Non rimango fermo, non provo a restare fermo mentre l’universo dei tuoi occhi al reparto dei superalcolici scompare e non implorare, non provare a edificare questa sensazione sub-linguale. Nella mistica ragione nel silenzio starò a distillare, declinare armoniche e egocentriche illusioni.

Oggi è ancora tutto a posto.

Focalizziamoci sui dettagli, siamo vinto santo imbevuto di sbagli, stringiamoci le spalle, intratteniamoci oltre questo intervallo, teniamoci le nostre cose inutili. Distrazioni all’interno di un VHS.

Oggi è ancora tutto a posto, al posto giusto.

Raffaele

…sapore agrodolce….

…siamo fatti per amare e non per dimenticare;

non siamo fatti per odiare, perpetrare una esile agonia ma siamo fatti per ricordare un sapore agrodolce di una promessa appena sbocciata delicatamente e mai precocemente nei nostri cuori le cui fibre muscolari altro non sono che pensieri intrisi di gocce di rugiada, un’alba appena nata.

Grazie a te semplice sconosciuto che mi hai fatto sintonizzare alle giuste frequenze i battiti di questo mio sentimento troppo spesso esponenziale per i miei ricordi, le mie preghiere e ogni invocazione verso l’infinito fatto di sguardi amorevoli e di parole addolcite di miele selvatico e da lacrime che danno sapore in questo mio breve passaggio in questa mia bizzarra sceneggiatura…

Raffaele

Irripetibili

foto tratta dal web

 

 

Siamo nuvole indescrivibili, siamo dottori irripetibili, siamo esseri troppo simili per pronunciarsi tra le vittime di questo amore.

Siamo foglie nel vento, siamo formiche in perenne movimento, siamo un artistico ornamento troppo ricamato per questo amore tra le macerie sacrificato.

Siamo vasi da riempire, un messaggio in bottiglia nel mare del divenire, siamo un’onda che ci porta troppo lontani da questo cuore screpolato per questo amore nelle sue battute troppo fermo e disorientato…

Siamo un testo intraducibile, un disco antico in vinile, siamo la luce che sul finire della sua energia per questo amore che si intravede nell’operosità di questa mia attonita foschia.

Siamo le frequenze di una radio clandestina, siamo la prima brina di una fredda stagione, siamo il brivido di una melodica e schiva canzone di questo amore che cerca riparo tra le ali di una gravida ribellione.

Raffaele

Auguri Nonno

E tu

che entri piano per non far rumore dentro i miei sogni

e mi accarezzi il cuore,

una dirompente emozione.

Vivi

nell’abbraccio di questo mite pensiero che non ti vuole più lasciare.

Prendimi per mano

e insegnami a vedere l’orizzonte poetico della nostra Vita

che rimarrà tutt’uno con questa preghiera

che vola come una colomba verso una consolatoria felicità

di averti qui vicino a me.

Le lacrime

ora sono ornamento per la mia anima

che cerca riparo dentro i tuoi sapienti occhi…

uno sguardo che non vuole abbandonarmi

nel cielo,

mai più…

Auguri, mio angelo…

 

Raffaele

Vanità

foto tratta dal web

 

Riecco vaneggiarsi nel suo torpore

odore di reminiscenza inconsapevole

nella dubbia festa dell’essere.

Vanità

che guadagni perdite di ogni

reazioni

di un giocattolo non più desiderato in un fanciullo perpetuo.

Sogni stanchi

che tu

ti ostini a dare forma al mio corpo grezzo

nell’incanto assopito nel volo di un deserto

che intrappolato nel suo calore piccole perle di rugiada

volte ad addomesticare le mie lacrime nell’arte della dimenticanza.

Chiodi

per appendere la miseria rimasta nel sacrificio comune

avvezzo nel mostrarsi morente i suoi ultimi tesori…

 

Raffaele