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Anime erranti

Anime erranti
Una fetta di mela rossa
schiena nuda su cui attingere le mie ferite
anima perso dentro un imballaggio di un elettrodomestico
maestranze di poesie ben dipinte
oltre l’invadenza di una tua prominenza ossea
l’inizio della fine
illusione perfetta
idea che brucia
viaggio notturno verso casa
nessun rimpianto
anche se i vetri rotti sul pavimento della cucina
impediscono il mio passaggio
non mi sento colpevole…
siamo solo anime erranti e poco permissive
in sogni ancora afosi e bellicosi.

Tramonto

(immagine tratta dal web)

Schiavitù

Non siate schiavi del passato come me.
I battiti di un cuore bambino,
l’abbraccio di una persona cara,
il tramonto di inizio estate
non volgono mai i loro pensieri al passato
altrimenti perderebbero
la loro destinazione e la loro natura.
Innamoratevi del futuro e non vi spaventate
dei suoi complessi meccanismi…
Ci penserà l’Amore e il suo orgoglio
a farvi comprendere
la matematica del vostro destino.
Raffaele

(Immagine tratta dal web)

Quando perdo Dio…

Quando perdo Dio nella schiavitù riflessa nella povertà del mio cuore, nell’ipocrisia delle mie convinzioni e in ogni presunzione che scavalca la poesia di una emozione. Stare fermi, con coraggio, a declinare le varianti algebriche di un profumo di una margherita, quando l’Amore mi scivola in maniera oliosa tra le mie dita, quando avverto l’inconsistenza della mia anima. Il dolce ritmo di un battito, un volo di rondine tra i prefabbricati della città dove perfino il mio pensiero risulta essere un ammasso di lamiere e cemento, quando non riscopro la limpidezza di una lacrima di un bambino, quando il sole non illumina più il proprio figlio, quando perdo Dio…

Raffaele

Il rumore dei baci

Un bacio come potere salvifico, mai tossico ma inebriante nella sua essenza. Un bacio come segno universale e non solo tribale. Un bacio che raccoglie la pesantezza di una lacrima o la leggerezza di un sorriso. Il bacio dei nostri nonni, nelle loro labbra c’è tutta la bellezza della nostra infanzia. Il bacio di chi sa perdonare dopo avere respirato un amore tossico. Il bacio nella infinità dei fondali di un dolce pensiero mentre il riflesso della luna ci viene a cercare dopo giorni di inattesa poesia. Un bacio che non sfiora mai la malinconia ma un sapore fruttato dopo aver corso a perdifiato lungo le distese di lavanda e gelsomino. Un bacio che nasconde mille misteri, un bacio che ci inoltra nel destino e i suoi sentieri… un bacio, il rumore del mondo.

“L’amore conta, l’amore conta, conosci un altro modo per fregar la morte?”

Raffaele

Pensiero non lineare.

Sarà che il mio pensiero non è lineare. Contrazione ventricolare. Sorriso accademico. Un’alba di riflesso, il destino che disfa la sua valigia di cartone. Mi addormento dentro una goccia di felicità e mi risveglio invaso dalla nostalgia. Attivo la funzione transitoria dei battiti del mio cuore giusto per rimanere connessi con le mie parole. Sistemo in ordine questo flusso di emozioni e poesia non ancora pubblicate mentre gioco con il mio cane nel mio giardino di primo mattino. L’odore del caffè amaro, l’attesa della pubblicità dal divano, un paragrafo ancora privo di grammatica. Secessione di una emozione, ci vuole coraggio per non abbandonarmi nell’ottica effimera di questo lungo viaggio. Il profumo di quando ero bambino e l’ombra di chi non vuole smettere di esserlo, prima di ripartire, prima di non dormire adagiato in una promessa non ascoltata, ora e per sempre.

Raffaele