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Non mi resta che piangere

Non mi resta che piangere… parafrasando il titolo di un noto film di Massimo Troisi , il mio attore comico preferito.

Non mi resta che piangere nel vento polveroso dei miei anni lunari che mi hanno lasciato un peso suadente che nemmeno la leggerezza della mia anima pellegrina sa evadere nel silenzio, un orchestrale ballo, di petali di ginepro.

Non mi resta che piangere nella speranza che la mia anima insegua una illusione nel tormento di ore braccate dalla nebbia e viaggiare solitario tra le onde dei miei colori rappresi, secchi dal sole e inamidati nel volo gonfio di tempesta di una farfalla appena nata e che tra dolci semi di uva e antiche suppliche mi congeda nell’intreccio venoso di un sorriso.

Non mi resta che piangere tra treni che non hanno una loro certa partenza e tramonti nel segreto della sera, giungo da Oriente, ramificazioni di un battito dormiente, ragno solitario che con pazienza ricama la sua tela con la propria pelle che profuma ancora di ciliegio, vento, privilegio della primavera…

Raffaele

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Nell’attesa…

Ha agio l’anima

che riceve un colpo tremendo

la lunghezza della vita

le si stende davanti

senza niente da fare.

Ti implora di darle un lavoro

anche solo mettere degli spilli

o il più umile rattoppo di pezze

da bambini per aiutare le sue mani vuote.

 

Sono i versi di una meravigliosa poesia di Emily Dickinson letta durante l’attesa di una visita dal dottore. Nell’attesa e nel silenzio di una stanza ho iniziato a leggere le sue poesie rimanendo meravigliato, ancora una volta, dalla sua immensa fantasia. Ed un peccato che leggo di rado e non in maniera quotidiana le sue opere del libro comprato con molta gioia un anno fa e forse non credo che io sia in difetto. Le poesie vanno lette quando i nostri sentimenti e i nostri pensieri siano di giusto umore e all’unisono esprimono una vorace voglia di versi, e questa voglia non va chiamata in un momento di silenzio, ma quando il cuore risponde alla vita con una fragorosa felicità… è inutile forzare, ogni lettura ha il suo tempo…

Raffaele

Emily Dickinson, poesia

foto tratta dal web

 

Portare la nostra parte di notte

la nostra parte di aurora

riempire il nostro spazio di felicità

il nostro spazio di risentimento

 

Qui una stella, e là una stella,

alcuni si perdono!

Qui una nebbia, e là una nebbia,

infine il giorno!

 

Emily Dickinson

Vita :)

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

Pablo Neruda