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Un’arte non capita…

La nostra Politica italiana è stata sempre per me una forma estrema di espressione artistica che sin dall’adolescenza mi ha incuriosito e a tratta affascinato ma purtroppo nell’ultimo periodo sto facendo fatica a comprendere i suoi lineamenti e suoi colori. La politica italiana sta diventando sempre di più come il gioco degli scacchi, vince il tempismo, la razionalità, chi fa meno errori, chi si espone di meno alla logica del proprio avversario. La politica non è più il luogo del sentimentalismo, del romanticismo. Ognuno rompe i propri schemi, la propria concettualità in base ai propri umori e non in base al percorso del destino. La Storia non sembra più essere scritta dalle idee ma da una smania di apparire il più perfetto possibile agli occhi del legislatore e dell’intera comunità che ahimè cambia indirizzo politico con la stessa velocità con con cui si cambia i propri calzini, i propri indumenti.

Sono deluso dagli attori della scena politica italiana. Non comprendo più la trama, non rido e non piango più alle loro battute. Un film muto o con le stesse e ripetitive scene. Eppure ora i mass media sono il veicolo principale con cui fare questa Arte, con cui esprimersi e dialogare con i propri fedeli votanti. La politica che riempie i nostri programmi televisivi per il mercato audiovisivo ne ha bisogno specie in questi momenti.

Le parole e i gesti che diventano freddi e monocolori. Una unica spartitura. La stessa musica. Una voce fuori dal coro e via al valzer dei sondaggi per l’imminente votazione.

Ed io che continuo ad informarmi, a leggere e a capire il nesso di questa crisi.

E proprio ora io cerco una nuova direzione, una nuova rotta da intraprendere, da esplorare,

questa volta per non rimanere, ancora una volta deluso… aspettando di appendere un nuovo quadro alla mia lunga collezione di opere ed espressioni artistiche…

Raffaele

Piccola riflessione

La tregua almeno per un pò si è attenuata. Un mese di campagna elettorale per due Regioni e la prossima nella mia terra: la Puglia…. meno male, mi riposo un pò, posso tranquillamente fare zapping e godermi la televisione… c’è stato un periodo (non troppo lontano) in cui mi ero davvero appassionato alla politica. Tg, programmi di approfondimento, dirette social… poi la mia passione è venuta scemando e in parte i miei ideali… non mi piace il linguaggio e la postura che ha oggi la politica… sentiamo sempre gli stessi slogan e le stesse litanie… una campagna elettorale infinita… una messa infinita… dove sono finiti i veri contenuti morali che solo la politica quella con la P maiuscola ha partorito dopo il conflitto mondiale? Dove è finita quell’eleganza nel saper professare parola senza cadere nell’oblio dell’ignoranza e del pressapochismo? Perchè la politica non è come quella di quando la studiavamo nei libri di storia alle scuole superiori? Manca la vera rappresentanza dei partiti più che il concetto di militanza… continuerò con i miei ideali ed a essere libero di votare, perchè fortunatamente in una Italia piena di ferite e grazie al sacrificio dei nostri predecessori noi abbiamo e conserviamo il diritto di opinione e la libertà di parola… ci rimane solo questo, in questo spettacolo che sembra non avere una degna sceneggiatura, a capire se gli attori ci forgeranno di profondo ardore oppure sarà una massacrante delusione…

perdonatemi lo sfogo, ma adesso mi godo un pò di silenzio…

Raffaele

Tentazione

foto tratta dal web

 

Secondo un sondaggio redatto per uno dei principali quotidiani italiani 1 italiano su 4 è tentato da questo nuovo fenomeno sociale chiamato Sardine. “Indigesto” ai sovranisti e a una buona fetta di populisti. Certo stiamo ancora alla genesi di questo movimento, di questo impeto di orgoglio contro una classe politica sazia di slogan e proclami di ogni genere, e sicuramente riempire così tante piazze in risposta ai venti gelidi del nord fa piuttosto riflettere. Certo non ci nascondiamo che le sardine virano verso sinistra che sembra aver perso la sua rotta, in cerca di un senso per il suo cammino. Scissioni, litigi hanno spinto questi giovani a reclamare un grido di speranza più che di aiuto. Perchè la politica si è fatta piccola non dando più voce alle nuovi generazioni che si sentono escluse da ogni percorso di vita di questa giovane nazione… non mi illudo e rimango con i piedi per terra guardandoli con profonda ammirazione e stima. Purtroppo nell’ultimo ventennio abbiamo visto molti eroi incagliarsi nel proprio ego, partiti che dovevano essere la vera rivoluzione attesa da tempo ma poi sono finiti per rottamarsi da soli nei propri confini non bene recitanti… le sardine dovrebbero scardinare questi limiti ma secondo la mia opinione devono avere e tracciare nell’imminente futuro una loro strada per non diventare la succursale e non un parcheggio per quella sinistra che si appella a loro per una rivitalizzazione di consensi e opinioni. Anzi dovrebbe essere, finalmente, una ricchezza e non un vento caldo nelle ore afose di questa estate sociale. Finalmente i giovani e chi è rimasto deluso da ciò che vedevano sui vari talk show, le varie crisi istituzionali o non si sentivano più rappresentati dai loro politici e rivendicano dei propri principi, senza ambizioni di potere che non ha fatto altro che corrodere gli stessi protagonisti che hanno le redini del nostro governo che cambia colore come dei vestiti usi e getta…

Perchè la Politica è una delle più belle forme d’arte esistenti in natura ma il problema è che i vari artigiani non sembrano più avere cura di questa bellezza sociale…

Siamo tentati, sono tentato… che male c’è?

Raffaele

Coraggio di essere Esseri Umani

C’è chi vuole costruire, erigere, fortificare i muri per difendere la propria sovranità. C’è chi è invece propenso a una idea dell’accoglienza totale verso il prossimo.

Ogni uomo è diverso. E’ la ragione, il pensiero a fare la differenza. Il cuore è comune, è in comune producendo in maniera infinita dosi d’amore e quando prevale l’ideologia, quella critica, severa e rocciosa allora il cuore inizia a rallentare i suoi battiti e suoi effetti vengono diluiti in un tempo che cerca ancora un suo scopo e una sua destinazione. Prima di parlare o per meglio dire sentenziare (perchè in questa fragile umanità ognuno si sente il dovere solo e soltanto di esprimere sentenze supreme) bisogna sentire l’eco del nostro cuore. Non ci costa niente. Se questa voce risuona mentre facciamo colazione o al lavoro o mentre studiamo o ci divertiamo. Non dobbiamo mai soffocare e reprimere quella vocina. E’ quello che fa la differenza. Quando la politica sentenzia senza aver avuto prima un radicale processo costruttivo della ragione allora li sbaglia. Perchè mentre esseri umani muoiono o soffrono, noi stiamo ancora li a vedere se le nostre idee farraginose, ombrose e pericolante trovino un giusto collocamento nella nostra espressività, cercando consensi fin negli angoli più disperati della vita. E’ che se il tempo fosse diverso tra ogni individuo discriminando anche la sua durata e la sua funzione…

è facile dire “ti aiuto, ti offro il mio cuore” e scoprire che esso ha una data di scadenza e non è a lunga conservazione…

Raffaele

Parlando di politica…

Parlando di politica con mio padre, con il mio amico, con il dentista, in autobus con delle signore, nella sala d’aspetto di un ospedale, a pranzo con mio zio… La politica è ovunque… non è che mi sto appassionando… leggo un quotidiano una volta alla settimana nulla più, dò una rapida occhiata al televideo o seguo qualche appuntamento televisivo… ultimamente ho seguito più questo ambito che lo Sport, forse perchè l’attuale situazione del nostro nuovo governo meritava un mia discreta attenzione. Ho delle mie moderate convinzioni politiche e qualche rimasuglio di ideologia e tra amici non ho problemi ha esporre il mio pensiero, senza essere etichettato per uno di sinistra o di destra. Anzi vorrei che questa Arte della parola e del linguaggio, universale su certi temi, arrivasse e toccasse l’animo dei più giovani. Non alzare le antenne solo quando ci sono le votazioni, ma interessarsi in percentuali anche relative. Vorrei che la politica, anche quel del mio piccolo paese, suscitasse in noi rispetto, con piccole iniziative o discussioni e dibattiti facendo ascoltare la nostra voce. Perchè dobbiamo essere preparati e prendere in mano le redini di questo paese, dobbiamo essere pronti con il nostro entusiasmo a dar animo a una giovane italia. Leggere la storia della nostra società e non risultare fastidiosi se ci parlano del nostro passato… solo così possiamo avere idee più chiare per il nostro futuro… e per non andare a votare solo perchè è un dovere o una imposizione, ma perchè sia una gioia esercitare un diritto che ogni italiano ha su questa terra… la nostra… Certo, non sono ipocrita. Prima ero stufo dei numerosi programmi di intrattenimento politico che ci sono sui mille canali della televisioni. Ho imparato a fare una selezione e per me seguire anche solo un ora al giorno di questi programmi non mi disturba per niente… anche perchè prima vivevo solo di calcio… sono convinto, senza aver nessun dato statistico, che noi giovani piace parlare di politica, forse entrare nel suo mondo un pò meno, ma abbiamo un pò di paura di “entrare in azione…”

Raffaele