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“Questo governo non sa da fare”

82 giorni di lunga agonia politica per il nostro bel paese. Giorni di attesa, colpi di scena e delusioni inaspettate.

Articolo 92 della nostra Costituzione:

“Il governo della Repubblica è composto dal Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e su proposta di questo, i ministri.”

L’Italia intera osserva ciò che accade in questi giorni al Quirinale. Mai come in questo periodo tutti stiamo diventando esperti della Costituzione! 😛

Stiamo imparando almeno “abc” del Diritto Costituzionale, imparando nozioni a noi ignote e ahi noi stiamo capendo che la politica rispecchia lo stato di salute della nostra Italia.

Tutti ci guardano e tutti ci osservano dal nostro letto, sperando che questa febbre passi il prima possibile, di rialzarci e anche se barcollanti e un pò storditi riprendere il nostro cammino della nostra storia che a volte ci guarda cupa e sospettosa…

Ritornare alle urne se “questo governo non sa da fare”, dopo numerosi tentativi e capriole e azioni spericolate. Ritornare alle urne, forse non più nel periodo estivo, perchè il potere è del popolo, almeno sulla Carta… per poi ritornare a questo valzer di cui non conosciamo più i suoi passi…

Sperare fino all’ultimo che non prevalga l’orgoglio ma la coscienza che peggio di così non si può più fare, che tutto intorno a noi è vaporoso. Abbonarci alle ore ad ascoltare i Tg… dai forse è la volta buona….

“Buona notte all’Italia che si fa o si muore…”

Supereremo anche questa…

Raffaele

Consulsazioni

“Consulsazioni” era il titolo del programma odierno di Agorà, il programma di approfondimento politico in onda la mattina su Rai3. Non voglio parlare di politica, anche se è un argomento a me caro in questo ultimo periodo che mi sto affacciando nel pianeta degli adulti, e nè credo che spazio di confidenze e pensieri sia quello più adatto e ne manifesterò qui pubblicamente i miei orientamenti politici. Non perchè ho timore di professare il mio pensiero politico, ma non credo che sia l’ambiente più adatto… semmai manifesterò qualche mio pensiero leggero, tutto qui… Ho un mio pensiero politico, ho delle mie convinzioni, non parlo di ideologia che ahimè è diventata un termine piuttosto consumato e logorato nella sua sfaccettatura e non ho paura anche tra amici e famiglia di esporre e di prendere posizione per un partito o movimento di riferimento. Dopo le elezioni del 4 Marzo vissute anche come ruolo di scrutinatore nel mio paese ho avuto modo di rendermi più attento e volitivo alle varie vicissitudine di questa “arte della parola”, seguo di più i telegiornali e le trasmissioni di approfondimento, vorrei essere solo un cittadino che sia attento alle dinamiche sociali del nostro bel paese… Anche quando sono stato dal mio dentista ho parlato di politica e lui è rimasto colpito dalla mia vivacità nell’esporre il mio pensiero. Pensate un pò anche dal dentista si può parlare di politica! Ecco il pensiero, un termine così caro a me e troppo spesso abusato, non riesco a non farne a meno di accostarlo al termine politico, non trovo altri sinonimi…

Non credo che farò politica e ne tanto meno mi sporcherò le mani in un ambiente a me estraneo ma per il momento resterò sulla finestra di casa mia a vedere se fuori c’è il sole o piove… pian piano magari dopo con l’età valutare il mio grado di partecipazione…

Continua…

Raffaele

Speranza… dove sei?

foto tratta dal web
foto tratta dal web
“Francamente dopo l’esito del referendum e la vittoria della Brexit mi sento confuso e stordito, questa mattina, dai botti e le scosse di una nuova ideologia politica, di un nuovo pensiero ipocrita che latita nell’osservanza rispettata di un futuro che mai più ci inonderà di serenità e lieta bellezza. Un Europa in cui i singoli Stati al posto di adoperarsi concretamente, con proclami e summit, nell’esigere e predicare una speranza per un mondo migliore la detronizza e la esorcizza con proclami che lasciano parole per far giocare solo il vento. Tutti paroloni per dire che mi sento stanco di essere partecipe di questa strana rivoluzione, di questo momento storico intriso di tristezza… tutto passerà…
Buongiorno :)”

Questo è il testo di un messaggio rivolto a un mio caro amico tramite, un’ora dopo aver saputo della notizia… all’incirca intorno alle 9 e dopo aver spulciato, di qua e di là nei vari programmi di approfondimento alla tele.

Ho sempre studiato a scuola, e poi leggendo sui giornali la bellezza e la potenza unifica dell’Unione Europea. Io da cattolico praticante, vedevo incarnate nell’Europa i valori tipici che dovrebbero essere della cristianità tra cui spicca la fratellanza. Un interpretazione reale di un interesse comune, di una condivisione di ideale, di un pensiero che si intrecciava in diverse sfumature e che parlava comunque la stessa lingua. La “Brexit” deve essere una scossa che non deve vanificare tutto quello di buono che è stato fatto negli ultimi anni. Che cosa è questo nuovo populismo?!  Viva la democrazia, certo, ma se si parla ponendo il “Noi” davanti al proprio intimo ego allora si. Lasciate votare secondo la propria coscienza. Poi il terrorismo, l’immigrazione hanno fatto vacillare la stabilità politica dell’Unione. Al posto di unirci, ci siamo divisi, piangendo e unendo le nostre lacrime solo di rado e in precisi momenti. Ognuno che pensa al proprio orticello, che scalza via dal proprio confine l’idea di un futuro insieme. Mi rifiuto all’idea di una imminente disgregazione di questo sogno… voglio ancora sognare…

Buon fine settimana

Raffaele

“La violenza non è un sinonimo di coerenza verso gli altri!”

foto tratta dal web
foto tratta dal web

In Inghilterra, i tifosi cantano e incoraggiano la propria squadra dal primo all’ultimo minuto, indipendentemente dal risultato che si sta ottenendo sul campo da gioco. Nessuno o quasi inveisce sul mal capitato arbitro e le tv di carattere sportive non sono costernate da moviole o dibattiti su “è rigore o non è rigore? Era fallo da rosso o da ammonizione?  Questo è il problema!” Ogni singolo evento sportivo deve essere una festa che inizia e finisce all’interno di un contesto sociale. Nessuna discriminazione territoriale, sano fairplay, sani sfotto tra le tifoserie…. Eppure per noi italiani il territorio inglese appartiene a un altro mondo, difficile da esplorare. Culture differenti. La speranza di un cambiamento è possibile. Eppure il popolo britannico deve ringraziare una Signora che odiava il calcio: Margaret Thatcher,  la “lady di Ferro” che rivoltò come un calzino il sistema calcio, ripartendo da zero con una serie di norme giuridiche ed eliminando il pericolo degli Hooligans. Nel 1986 il Parlamento Inglese emanò la “Public Order Act” che permise alla Magistratura di interdire la presenza negli stadi e negli impianti sportivi in generale ritenuti singoli o più soggetti ritenuti violenti costringendoli all’obbligo di firma in caserma e per la prima volta, come reato, la messa in atto di comportamenti ritenuti di “turbativa alla quiete pubblica”. E’ bastata una “piccola legge” per debellare e limitare al massimo il fenomeno della violenza negli stadi. Introduzioni delle carceri al loro interno. Si potrebbe fare in Italia. Perché No?!  E’ bastato l’iniziativa di un singola persona, la Thatcher, che odiava il calcio, per risolvere l’annosa questione. Detto, fatto! La pragmaticità, la concretezza, il passare nel giro di pochi giorni dal dire al fare, all’operare, di tutte le istituzioni italiani… Impantanati tra riforme del lavoro e legge elettorale, il governo Italiano ha altro a cui pensare!

In Spagna, esiste la “panolada” un modo civile e garbato dei tifosi di protestare. Nessun seggiolino da buttare o utilizzo di fumogeni e petardi. Anche li i problemi ci sono, ma sono minori rispetto al nostro modo di intendere il calcio. Trovare fondi da parte dei comuni e delle società di rendere più sicuri gli stadi, attuare iniziative anche in ambito scolastico per promuovere la cultura della “lealtà sportiva”. Non mi sembra possibile che un bambino piccolo più che vedere una partita dei loro beniamini assista con i propri occhi a questo scempio umano che si ripete ogni domenica. A volte le parole fanno più male di uno schiaffo. Mi fermo qui!  Ho cercato di esprimere attraverso questi due articoli di esprimere una mia personale opinione… Se avete da dire su questo argomento fate pure!

Un calcio più pulito e sano e bello da amare…. proviamoci!

Buona domenica!