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La beffa

foto tratta dal web

E poi ti capita che pari tre rigori in una partita del mondiale, gli ottavi in questo caso, ma comunque non servono perchè la tua squadra, la Danimarca, viene eliminata dalla Croazia. E poi ti capita che sullo 0-0 al 116′ a quattro minuti dalla fine dei tempi supplementari pari un rigore a Luka Modric, non uno qualunque e porti grazie ai tuoi salvataggi la tua formazione alla bruciante lotteria dei penalty, purtroppo fatali per il tuo destino sportivo.

E’ la storia del 31enne Kasper Schmeichel, portiere affermato del miracolo Leicester, squadra di Premier League Inglese. Uno numero davvero fenomenale tra i pali, che per poco non trascinava i suoi compagni danesi ai quarti della Coppa del Mondo di calcio. Parare 3 rigori in una partita e non servire per il passaggio del turno. Che peccato. Niente rabbia o delusione, il tempo e la storia del calcio faranno da custode a quei momenti che comunque rimarranno impressi nella memoria di noi appassionati di questo sport così imprevedibile e abilissimo sceneggiatore di eventi vertiginosi. Bravo Kasper! Hai dimostrato di essere un grande portiere proprio come tuo padre che ha tifato in tribuna a sostenere il proprio figlio.

Vi assicuro, da portiere che non è per niente facile parare un rigore. Intuire il tiro e pararlo non sono cose così semplici specie se il pallone  si infila nell’angolino di una porta che sembra così enorme, ma che sembra piccola per il rigorista. Nell’allenamento al campo grande con i miei ragazzi, a volte alla fine della giornata, facevamo le sfide ed io ero il portiere di turno e vi assicuro che ho parato pochissimo tiri anche per via della bravura dei miei ragazzi. Anche buttarsi prima… “battezzare un angolo” come si usa dire serve a poco se non si hanno buoni riflessi e una discreta spinta delle gambe… E posso solo immaginare cosa starà provando ora il portiere danese…

Raffaele

“Ma Raffaele si è per caso dopato questa sera?!?!?!?”

 

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E’ l’espressione usata da un mio amico al termine della classica partitella di calcetto di ieri sera. Non paravo quasi da due mesi perchè non mi andava, semplicemente, e dopo tanti inviti dei miei amici andati a vuoto “ci hai abbandonati” ho accettato. Complice un buon riscaldamento e una giornata del tutto perfetta ho compiuto dei buoni interventi, subendo solo 2 gol in un’ora di gioco. Mi sentivo vivo, con una voglia spasmodica di parare, tuffarmi da un lato all’alto della porta e con quella dose di tensione che un pò di mancava. Serata perfetta, tutto qui. Mi è mancato tanto il piacere di fare quello che ho sempre desiderato fare da bambino, quando indossai i guanti per la prima volta a 6 anni… e ancora questa mattina ripenso ai bei interventi effettuati ieri sera e quando i giocatori della squadra avversaria se la prendono con me in maniera sempre scherzosa e i miei compagni di squadra si complimentavano con me… allora credo di aver vissuto una bella partita. Ma non sempre è così, a volte perdo la fiducia in me stesso e mi avvilisco specialmente dopo una papera o un errore banale, a volte vorrei non giocare più in porta credendo di non essere bravo o credendo non divertirmi più. Errore perchè ho capito che hai miei amici non importa se sono il Buffon della serata ma che ci sia con loro a giocare, indipendentemente se farò miracoli o meno. E ancora faccio fatica a capire le dinamiche vera di una semplice amicizia… Se mi chiamano per giocare è perchè ci tengono a me come ragazzo, come amico, altrimenti chiamavano altri e mi ignoravano. Per un mese mi hanno invitato e io ho declinato perchè non mi andava, avevo paura di beccarmi l’influenza durante le festività natalizie, stupide supposizioni… rischiando di deluderli come amico…

Mai in tutta la mia vita avevo subito solo 2 reti… Handanovic trema! Sono pronto a fregarti il posto all’Inter! ahahahaahaha 😀

Quando giochiamo di nuovo?

Raffaele

Volo stroncato

foto tratta dal web
foto tratta dal web
Il fisico stenta
a delineare i miei passi frenetici,
un tuffo,
un volo stroncato, un urlo
mai amato, l’essenza della vertigine,
giorni vagabondi distesi su un verde
prato di piume consumate.
Dai contorni incerti questa vita
che evapora ad ogni lacrima consumata.
Le mani si piegano
per attrarre su di se la magica forma di un oggetto
sferico ben delineato.
A miei occhi l’ardua sentenza
nel giudicare vivo un sogno ancora
non del tutto emancipato…
E’ tutto così complicato…

 

Raffaele