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La Pienezza.

Andare o no in Chiesa.

La mia lunaticità che prende il sopravvento. Come al solito, come sempre.

Ma poi ho deciso di andarci. Di dimostrare a me stesso che voglio fortemente lasciarmi ammaliare dal suo Amore, come non ho mai fatto fin d’ora. Di dare un seguito alle mie quotidiane preghiere, alle mie invocazioni in questo tempo di sofferenza.

Ho partecipato poco fa alla Via Crucis. In silenzio, cercando di non inoltrarmi nessuna distrazione.

Ad ogni stazione il nostro parroco ha messo delle piccole riflessioni, pensieri di alcuni bambini, con le loro storie, le loro paure.

E’ stato un momento bello e intenso.

Da rivivere già venerdi prossimo… e no… non saranno i miei pensieri pigri e pesanti che mi faranno allontanare da Te!

Raffaele

E’ il momento del coraggio.

Questo pomeriggio avrò un impegno. Una visita medica che mi impedirà di partecipare al rito delle Ceneri nella mia Parrocchia. Peccato. Questa mattina nella mia breve preghiera ho chiesto al Signore di farmi vivere questo lungo momento di penitenza come una forma vera e autentica di coraggio. Nel mio piccolo, a conclusione della Quaresima, vorrei sentirmi purificato con le mie paure, le mie vertigini che si trasformeranno come riflessi di luci del mio mattino che mi accoglie nella sua limpidezza. Senza più colpe e stupide e imbarazzanti scuse.

Mi sento bene, ora. Perchè attraverso la preghiera ho ritrovato parte del mio equilibrio e non è facile visto che ogni giorno, per me, è come evadere dalle mie origini, incrostarmi nel mio passato.

Ma vorrei che questa Quaresima non sia solo una sommatoria di giorni di preghiera ma un periodo, semmai, dove mi confronto, anche duramente con la parte più irascibile e che tende a bloccare ogni parte più bella di me. Confrontarmi con le mie parole, un pensiero che avrà sete del mio cielo, un passo di danza mentre gioco con il mio cane in giardino senza il timore di confrontarmi con le mie ombre del domani.

Ritornare a guardarmi nel fuoco vivo della mia Felicità, niente di più senza chiedermi costantemente “Come stai?”

Raffaele

Non sarà mai abbastanza…

Fra poco andrò in Chiesa per vedermi la Santa Messa e partecipare all’Adorazione Eucaristica animata dal Gruppo Famiglia.

Ho deciso di andarci. Di evadere dalla solita routine che mi avrebbe visto incollato davanti a una scrivania a leggere un giornale o scrivere un post sul blog.

Forse vado per spezzare un’ora della mia Vita. Tornerò all’incirca alle 19.15. Non so come tornerò: forse stanco o forse rigenerato da un timido incontro.

Eppure al mattino e alla sera mi ritaglio un piccolo momento per la preghiera. Provo a capire se Lui mi scorge attraverso le mie parole, se è deluso o felice della mia ipocondriaca Felicità, eppure non so se questa mia direzione sia quella giusta. Di fronte alla sofferenza il mio credo si lacera improvvisamente, la mia anima ribolle di dubbi, il mio pensiero cerca un vento, un sentimento che gli cambi prospettiva.

Ma sono ancora qua. Sono pigro e la mia fede ne risente di questa contrattura del mio cuore.

Buona Serata

Raffaele

Al Papa direi…

Avvenire e il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile presentano l’hashtag “alpapadirei” per condividere tutto ciò che noi giovani vorremmo dire al Santo Padre in occasione del Sinodo di Ottobre…

Eh potessi dialogare e incontrare Papa Francesco gli chiederei subito di pregare per noi giovani che spesso facciamo fatica ad trovare la strada, facciamo fatica a trovare il ritmo giusto per camminare in libertà trovando la Pace tra le macerie del mondo. Pregare per noi per rendere irraggiungibili le nostre fragilità, di rendere il cuore una stanza per accogliere tutto l’amore che ancora resiste, piccola fiammella, al vento di tristezza che caratterizza le coste della nostra realtà. Renderlo più forte e robusto, più forte ed elastico per resistere agli urti di questa concorrenza della Vita per avere una dignità che non gioca sporco, perdendo si, ma lealmente…

Vorrei che il nostro Papa continui ad essere quella prospettiva più autentica di cui i nostri occhi abbiamo bisogno, che ci tenderà per sempre la sua mano quando inciamperemo e ci sbucceremo l’anima…

E voi cosa gli direste? 😀

Raffaele

1 Novembre… scusate il ritardo :)

“Bisogna cercare di seguire ogni giorno l’esempio dei Santi, ogni giorno della nostra vita…” così il mio parroco durante l’omelia della festa del 1 Novembre. Non è facile, ci sono fattori esterni all’anima e fuori i nostri confini. Dicono che sia facile. Io non ci credo. Conservare la stessa vocazione di santità preclude una pace interiore. La mia è alquanto ballerina. Il peccato mi persuade, soave dai suoi sentimenti nostalgici. L’invidia e la gelosia, amiche di lunga data. Prendere la Croce e accettare i nostri limiti. Le paure come le gioie fanno parte della nostra sequela. Scovare una piccola Luce all’interno di venti tenebrosi e riscaldarci il cuore che ricorda gli anni sprecati a maledire speranze annebbiate dalla nostra robotica quotidianità. Questo non è impossibile. Ci sono giorni che mi ripulisco e curo i graffi del tempo e mi sento in pace con me stesso e con la mia Fede, che non chiede altro di essere limpidi con se stessi. Ci sono giorni, che il solo pensiero del risveglio la mattina mi mette a disagio per via di incubi della notte appena passata. Lavorarci sopra. Non possiamo scegliere quali maschere adottare per specifici giorni, specie la domenica in Chiesa.