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“Baby è un mondo super!”

foto tratta dal web
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“Cos’è che non va? Baby è un mondo super!”

Francamente non saprei dare una risposta certa e definitiva, tutto è in bilico, ancora nella mia giovane vita. Cercare tra le lacrime di strade disconnesse e ripide a metà e un sorriso di un cielo stellato che mi indica risposte di un viaggio alla ricerca di me stesso. Galleria di immagini e ricordi che rinsaldano le mie paure racchiuse dentro un incognito “Perchè”. Stare un pò solo e rinfrescarmi volando nel pensiero dei miei cari, senza da loro chiedere nulla in cambio… sono in eterno debito affettivo, farò con quel poco che potrò.

Epicentro delle mie emozioni, up e down. Alba e tramonto di una vita ancora non persuasa e corteggiata a dovere, indossando maschere e rifacendomi svariate volte modiche al look di un anima che non smette mai a capire angoli della mia fragilità, anche la più remota.

“Svegliarsi a metà, con i sogni mezzi aperti…”

Poesie per rivedermi con acerbi occhi di un giovane in procinto di diventare grande, un adulto da certificare, marcando a fuoco sulla mia vergine pelle le insidie e i nascondigli del nuovo mondo. “Un nuovo sapore, essere stato e divenire nel bene qualcosa di utile… “

Continua, forse 😉

Raffaele 🙂

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Niente paura

 

Foto tratta dal web
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“Niente paura ci pensa la Vita mi han detto così”.

E’ bastato un messaggio visualizzato ma non ricambiato per far cambiare parzialmente l’umore in questo soleggiato lunedì mattina. Abbiate, se volete, avere la pazienza di ascoltare il mio piccolo e inutile, quasi banale dolore di un tardo adolescente. Vivo di notifiche, questo è il problema, di un sibillino, di un piccolo richiamo del mio cellulare. “Hei c’è una persona che ti cerca!” Vivo in un mondo tutto mio, perché, fuori dai miei ristretti e facilmente valicabili confini, ho paura di prendere vento, di raffreddarmi e di ammalarmi da false speranze e scaltre illusioni che mi hanno scavato delle piccole rughe su un corpo da ventenne deluso da una vita in salita. Cerco dei perché, cerco delle risposte, immagino, e i miei pensieri producono dei film mentali che meriterebbero un Oscar. Non mi ha risposto… capita, avrà avuto da fare, non posso conoscere il reale motivo se non glielo chiedo in privato. Oppure non ci tiene a te e amen. Punto e a capo, altro giro e altra corsa. Di certo il sole continuerà a splendere anche per i fanatici dell’illusione come me. Non do la colpa a nessuno, solo a me stesso che mi creo delle prospettive nuovo ed emozionanti senza ancora avere i giusti ed appropriati strumenti. Ho un po’ di mal di testa. E’ da venerdi che ascolto per tutto il giorno canzoni di Max Pezzali come “Ti sento vivere”, “Come Mai”, “Il mondo insieme a te”… per poi cestinarle e ritornare su brani più soft e meno inerenti alla parola A-M-O-R-E.  Vivo di pensieri e di ricordi, il mio passato è il mio presente attuale e il futuro di mimetizza dietro il cielo pur di farsi vedere. Ma ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti…

Continua…

Amaro 21

Metà

foto tratta dal web
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Questo sono io appena sveglio… yeah!!! 😀

 

Cosa mi succede di così tanto malinconico da lasciare a metà tutte le cose che stavo facendo con serietà e marcata professionalità? Sarà il cambio di stagione: la primavera? Che mi provoca forse torpore nei miei pensieri? Il passato appena passato che si mimetizza nei  rimasugli del presente poco per me indicativo. Un alone di sonno e di impotenza, non stanchezza… tendo ad sottolineare, mi percuote e sacrifica all’altare la mente e il corpo. E l’anima? Eh… risulta dispersa tra gli specchi del mio divenire uomo e adulto, dispersa tra parole di carta bruciata e scolorita. La vita ora mi appare come un grande sogno in cui cimentarsi con cautela e un pizzico di ipocrisia. Libri lasciati a metà, compiti per casa non eseguiti o lasciati… a metà, incontri e appuntamenti sociali lasciati a metà, la mia fede orfana di innocenti virtù soffocata a metà, sete di speranza per un esistenza migliore lasciata a metà? Il mio mondo è diviso a metà: nord-sud, est-ovest. Il bicchiere come lo vedo: mezzo pieno o mezzo vuoto? E’ primavera ma sono ancora rimasto nel mio letargo contemplativo: “Oh per carità basta riflettere sulla mia precarietà morale e disinvolta da quei pochi concetti filosofici ammaestrati… a metà!”

La mattina diviene già, per me ma non solo, la notte di un andare lento e spensierato, una corsa al buio contro metodi poco ortodossi di stare al passo con i tempi… mentre i miei occhi vedono luce vergine e si ripuliscono dalla polvere proveniente dal sarcofago in cui dimoro.

Il sangue continua sempre a circolare con molta cautela nel mio impavido e paffuto corpo, il cuore elabora ancora stagnanti emozioni, la mia mente produce chicchi grossolani di pensieri nevralgici.

E’ meglio lasciare le cose a metà consci di aver comunque iniziato un’opera o non iniziarla proprio mettendo a “soqquadro” la mia buona intenzione di rispondere a stimoli più che altro esterni?

Scusate, ma il mio squillante sbadiglio mi riporta alla mia metodica realtà. Buongiorno o buona serata… come meglio preferite!

Amaro21

Nonostante tutto

foto tratta dal web
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Oggi è il giorno della memoria del filo che unisce il dolore profondo di un pensiero che non svanirà mai nel nulla e la speranza che sboccia dietro le ombre di innocenti persi nei loro numeri tatuati sulla pelle. E’ il giorno in cui sentiamo ancor di più il profumo del silenzio che giace ancora sui resti dei campi di concentramento, è il profumo attuale del mondo. Non un profumo di rosa, di un cibo cotto ma un profumo di sangue ancora caldo. Il mondo a distanza di 70 anni dal genocidio degli ebrei (e non solo) piange ancora sulle profonde turbative dell’animo umano. Non si rispecchia più nei loro occhi e nei loro gesta da falsi eroi in borghese. Oggi è il giorno, per me di tutti i massacri compiuti dalla mano dell’uomo. Da Caino e Abele fino alle stragi di Parigi il male non si è dileguato via ma ha continuato a fare proseliti a fare schiavi secondi ideologie malpensanti. Oggi è il giorno in cui il nostro cuore smette, per attimi infiniti, di battere. Il mio non ne ha più forza. Troppe cicatrici da nascondere, mi sento un idiota se penso ai miei mali e alle mie debolezze, se ripenso alle sofferenze della gente perseguitata, derisa, sbeffeggiata nel mondo. Riflettere sui mali di questa civiltà, riflettere sulle anime cadute in cielo è un modo per stare vicino oggi nel giorno della memoria. Salvare quello che ancora non è morto è il compito delle generazioni future che subiranno le “nefaste e primordiali azioni del pensiero” dei nostri antenati. Respiro originale, società accartocciate su parole di burro, annunci forzati di preghiere rivolte all’inferno, il nero come colore del cielo, il rosso come il colore della nostra madre terra. “La Vita è bella” nonostante tutto.

Amaro

L’anno che verrà

Spero non sia una minestra riscaldata il nuovo anno. Il 2016 che bussa alle porte del mio presente. Sono inerte di fronte all’avvenire. E rimanere il classico immigrato del suo tardo tempo andato. E’ stato un attimo. Uno schiaffo inatteso, questo 2015. Non me la sento di prendere un raccoglitore e classificare le gioie e amarezze. Non me la sento perché domani è il 31 e devo guardare il nuovo orizzonte che mi si protende davanti. Non rifarei niente di quello che ho adempiuto in questo anno. Il cuore continua a battere promesse e sogni ancorati dentro un cassetto. Vorrei che nel 2016 le mie parole prendessero fuoco, gli occhi ghiotti di speranze e utili a cestinare le lacrime. Vorrei che il mio stomaco la smetta di accumulare dentro se rospi dal mondo esterno. Vorrei mangiare sano evitando vizi e virtù balorde. Vorrei leggere fino allo sfinimento. Entrare da visitatore non pagante dentro variopinte storie di cristallo e farle mie. Vorrei scrivere fino alla sfinimento. Fino al mal di testa. Inventare storie di cristallo e contare gli attimi che mi separano da un innocente sorriso. Vorrei osservare il mondo altrui, non con visioni notturne e di invidia. Disinnescare quel meccanismo che mi rende inferiore anche ad una particella estremamente piccola e innocua di questo mondo. Questo mondo che ancora non sentito l’odore della mia pelle, che ancora mi intravede dal lato oscuro della luna. Trovare un accordo con il bianco buio interiore. Saper comprendere le multietniche indicazioni stradali che mi troverò di fronte. Saper accendere una candela e inseguire la mia sequela senza la silente paura di pensare che non sono degno di questa vita. Illuminare la scia delle persone a cui il mio cuore donerò. Dare senza ricevere. Amare nella sofferenza. Come miele per addolcire pensieri freddi e opachi della vecchia gioventù.

Un anno è già passato e un altro arriva già.

Buon Anno!

Amaro 🙂