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Delirante fermento

“Poesia
è il mondo l’umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento”.

Ungaretti

 

E’ una delle più belle espressioni e testimonianze su che cosa sia veramente questa variopinta forma artistica, ovvero la poesia. Ungaretti, secondo me, in pochissimi versi è riuscito a dare un significato autentico e speciale alla poesia che cerco da quando avevo 16 anni di dare forme e colore alle mie emozioni. “Delirante fermento” eh si, concordo in pieno su questa sua conclusione e mi rispecchio in pieno nel pensiero di Ungaretti. E’ un brivido improvviso e celestiale che risana ogni mio sentimento e tramite l’uso corretto e salutare della parola da voce ad ogni mia primaverile emozione. Ultimamente, in questo mio periodo di povertà creativa, mi capita di segnarmi subito su un block notes o sul cellulare attimi di istantanei e non duraturi deliranti fermenti, nel giro di pochi istanti devo come intrappolare nel mio cuore un suggerimento poetico proveniente da esso prima che prenda il volo e non ritorni più. I miei appunti sono propri dei veri campi di battaglia, tre paginette colme di pensieri sparsi e non omogenei tra loro e che spero, pigrizia mia permettendo, di dare un anima autentica e sincera generando una o più componimenti. Ancora non so ne il tema e ne che tipo di significato darò a questi fermenti creativi, per ora sono li a riposo, adagiati sulla mia scrivania… spero che non passi l’inverno però! ahahahah

Buona giornata!

Buone feste!

Buona Vita!!!! 😀

Raffaele 🙂

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Ti aspetto

 

Non so chi sei,
non so quale forma e sapore avranno i tuoi petali,
se sarai la primavera che cancella ogni mio impavido inverno,
se farai brillare il mio cuore alle pendici della tua essenza,
se non mi lascerai solo a vagare tra i miei disordinati pensieri di cera,
se sarai l’anima viva e profonda del mio stesso pensiero,
se darai forma ai miei scombussolati e citati sogni blu,
se darai limpidezza al mio cielo
alla ricerca di una stella che vibra ad ogni tocco del mio cuore,
se vorrai sincronizzare il mio respiro con il tuo,
se vorrai essere quei occhi a cui appartiene il mio mondo,
se vorrai essere l’orizzonte che si rispecchia nel suo infinito…
Io sono qui,
che ti aspetto…

 

Raffaele

E’ sempre primavera per i nostri ragazzi :)

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

Oggi con l’anticipo Udinese-Juventus del girone B scatta il Campionato Primavera di calcio 2016/2017. Un anno calcistico per quanto riguarda le nostre giovani speranze con tante novità dal punto di vista strutturale del campionato stesso. Abolito il criterio di vicinanza geografica a favore di un ranking relativo ai risultati delle singole squadre negli ultimi 5 anni così da comporre sempre tre gironi da 14 squadre ma non più formati secondo la spartizione Nord-Sud. Questo può comportare più vantaggi, gironi più equilibrati con maggiore lotta per le posizioni al vertice, però con questa nuova formula quest’anno i derby di Genova, Roma e Milano non si disputeranno. Ed è un peccato. Solo Torino e Juventus inserite nello stesso gruppo (B) avranno piacere nell’affrontarsi nel “derby della Mole”. Per quanto riguarda l’accesso alla “Final 8” per la conquista dello scudetto tutto è rimasto invariato.
Ma la grande e vera novità riguarderà il prossimo anno con la formazione di una vera propria serie A denominata “Primavera 1” composta da 16 squadre, e una serie B “Primavera 2” con due gironi da 13 squadre ciascuno. Ovviamente con promozioni e retrocessioni. Un gran bel passo in avanti compiuto dalla Lega Calcio e dalle società di serie A e serie B e in generale da parte del movimento calcistico giovanili. Cercare di trovare una formula giusta per permette poi al singolo giovane di essere competitivo e già pronto per il grande calcio professionistico dei “Grandi”. Anche se ritengo che sia opportuno abbassare la soglia d’età per il campionato primavera (magari 17/18 anni). Trovare quindi un modo per rendere più spettacolare questo campionato dei nostri ragazzi che sperano quanto prima di giocare nei mitici stadi di Serie A. Grazie anche ad un impegno televisivo sempre più importante per rendere visibile la Primavera a chi come me negli ultimi anni ha seguito questo genere di manifestazione sportiva.
Un pò di nostalgia per i bei tempi giovanili in campo sportivo. Seguo per quanto mi è possibile la Primavera in tv con un grande sorriso nella speranza che ogni singolo “Campioncino” trovi la strada della sua felicità e che non sia solo fatto di contratti milionari ma di quella innocenza, caduta da un cielo stellato, avuta sin dai primi calci ad un pallone…

Raffaele

?

Riformista o conservatore?

Amante o traditore?

Pace o guerra… con me stesso?

Bene o male… con me stesso?

Passato o futuro?

Politica o anti-politica?

Sole o pioggia?

Primavera o inverno?

….

 

E’ un periodo, il mio, agli albori della primavera, pieno di riflessioni e di dubbi esistenziali. Di solito ignoro me stesso e le mie problematiche. Un narcisista anomale e controcorrente. A volte mi capitano situazioni inattese e inusuale che mi fanno rimanere spiazzato, senza nemmeno un parole da proferire. A volte mi chiudo in me stesso, come un riccio senza i suoi poderosi aculei e aspetto che la tempesta passi, sperando che la mia nuda pelle abbia subito meno danni possibili. A parte la Fede con continui “pit-stop” e ri-partenze il resto della mia esistenza è impregnata (come tutti noi) di cadute e sali-scendi, di imprevisti, di spiragli di felicità che non vengono assopiti dal mio fragile cuore di cera. L’indecisione regna sovrana intorno a me, e la coscienza è sottoposta a dure diatribe perenni e stancanti con il tempo. Partigiano di una vita manipolata da cure e farmaci scaduti. Sono sempre fuori moda, sempre fuori gli schemi, anti-convenzionale, ma adesso in questa fase cruciale della mia permanenza in questo pianeta, ho l’obbligo morale di fare delle scelte che la mia natura mi invita (non mi impone, per carità) di esigere immediatamente. Ho solo timore di vedere il sangue che gocciola dalle ferite del passato e che si condensa in una futile emozione. Ho paura di ingabbiarmi, di incatenarmi e di monopolizzare la mia vita dentro continui si\no, bene\male, torto\ragione. Grazie al cielo, non siamo manichini ma persone in grado di costruire, passo dopo passo, la nostra sequela, non siamo inetti come le pietre ma vitali come i germoglio a primavera. Non posso rimanere seduto nel dubbio di decidere il da farsi circa il titolo da dare a ogni capitolo della mia storia. Prendere delle decisioni, senza chiedermi se ho paura di cadere o volare. Essere presuntuoso ma curioso allo stremo e pormi domande all’infinito. Scegliere e sbagliare, scegliere e amare ogni mia presa di coscienza. Perché abbiamo noi, comuni mortali il privilegio divino di scegliere secondo schemi già prestabiliti?

Amaro

Deadline

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

La mia “deadline” è fissata per la sera del 6 Gennaio.

Una linea di confine,

lieve orizzonte da superare,

una nuova fine da dire addio

capire ciò che ero e che sarò.

Capire il colore del mio sangue

andato a male, annusare l’ultimo bacio

di un passato arido

 e stagnante a promesse furtive.

Aspettare la fine delle festività

per amare un nuovo cielo

da me disegnato senza fiato

e con l’orgoglio ferito di un sapore di terra secca.

 Essere stufi di stufarsi

di voci che rincorrono la mia ombra.

Decifrare la mia verità,

perdersi nell’ultimo libro delle favole.

Primavera acerba. Tremolano le mani,

il cuore crede ancora in qualche miracolo

piovuto in questo meccanismo ancora guasto.

Un attimo fuggente. Gioia e lacrime

sembro alla gente. Resistere, voglia infinita,

non sarò poi così diverso.

Gli occhi cambiano colore,

la pelle si fa più chiara.

Ballare un secondo, prima di ripartire.

 Vento gelido, tramontana nei miei pensieri.

Una sola parola “vita”, silenzio.

Rimbianco la stanza. Stelle su una scia di un altro uomo.

 

Cambiare verso, dopo aver prestabilito una data certa, fa bene? Il dover chiudere un libro vecchio e troppo impolverato e avere la presunzione di scrivere ogni volta uno nuovo, ma alla fine con le stesse parole, è lecito? E intanto la mia vita è bianca come il mio curriculum. Farmi a pezzi e ogni volta ricompormi dimenticando sempre di collegare mente e cuore. Rimanere intrappolato nei propri sogni, non avere ossigeno per correre più della mie paure. Corro senza cinture di sicurezza, corro senza sapere dove andrò, senza sapere contro quale rivoluzione colpirò. “Siamo sostanza che non può sparire”.