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E’ il momento del coraggio.

Questo pomeriggio avrò un impegno. Una visita medica che mi impedirà di partecipare al rito delle Ceneri nella mia Parrocchia. Peccato. Questa mattina nella mia breve preghiera ho chiesto al Signore di farmi vivere questo lungo momento di penitenza come una forma vera e autentica di coraggio. Nel mio piccolo, a conclusione della Quaresima, vorrei sentirmi purificato con le mie paure, le mie vertigini che si trasformeranno come riflessi di luci del mio mattino che mi accoglie nella sua limpidezza. Senza più colpe e stupide e imbarazzanti scuse.

Mi sento bene, ora. Perchè attraverso la preghiera ho ritrovato parte del mio equilibrio e non è facile visto che ogni giorno, per me, è come evadere dalle mie origini, incrostarmi nel mio passato.

Ma vorrei che questa Quaresima non sia solo una sommatoria di giorni di preghiera ma un periodo, semmai, dove mi confronto, anche duramente con la parte più irascibile e che tende a bloccare ogni parte più bella di me. Confrontarmi con le mie parole, un pensiero che avrà sete del mio cielo, un passo di danza mentre gioco con il mio cane in giardino senza il timore di confrontarmi con le mie ombre del domani.

Ritornare a guardarmi nel fuoco vivo della mia Felicità, niente di più senza chiedermi costantemente “Come stai?”

Raffaele

Sono qui

Sono qui. Seduto sul divano vicino a mia madre accanto al fuoco che mi riscalda nella forte umidità della stanza vicino alla cucina dove ora vi scrivo. Fra poco mi dovrò preparare: devo andare in chiesa per la Messa delle Ceneri. Oggi ho deciso che inizierà il mio nuovo anno. Un vero cambiamento nello spirito dopo i 47 giorni dal Capodanno che mi ha visto fare una lunga lista di nuovi propositi. Oggi per noi cristiani inizia un cammino di penitenza ma anche e sopra tutto il periodo della purificazione dell’anima, un lungo cammino di conversione, un lungo cammino di riflessione. Un deserto che ci vedrà fare e mi vedrà fare i conti con i miei peccati. Ho deciso che questo percorso di fede dovrà essere all’insegna della povertà. Resettare tutta quella parte di me eccessiva e ingombra, pesante e effimera e a tratti veniale. Non saprei spiegarvi meglio questa mattina dopo che mi sono recato in parrocchia per un momento di adorazione eucaristica ho deciso così. Che non vuol dire che mi spoglierò della mia solarità e di quella vena poetica ben visibile anche qui sul blog, ma semmai un approccio più mite verso la mia esistenza. Non devo salvare la mia anima e nemmeno auspico di diventare in futuro un santo. Battermi forte il petto se un giorno ho rifiutato un gesto d’amore, se ho rifiutato un sorriso materno… e so che non basterà partecipare a tutte le funzioni liturgiche di questo periodo quaresimale. Non devo firmare nessuna presenza, solo quella del pensiero e del mio cuore. Ma provengo da un periodo in cui mi sono abbuffato di piaceri e ho abusato dell’eccessivo amore del Creato senza che potessi, per pigrizia, donarli nulla in cambio. Un periodo di purificazione, di osservazione della mia anima più che altro per poi godermi in un futuro prossimo di quella Luce che spesso ho avuto modo di eclissare per la mia agonia con il mio tempo. Staccare la spina, fare l’elemosina al mio destino, capire se nel mio cuore io sono ancora bambino…

Tutto qui…

Buon inizio di Quaresima a tutti!