Archivi tag: racconto

Instant poem

 

foto tratta dal web

In stato febbrile ormai sono giunto claudicante ad Aprile. Non credo sia venuto al mondo solo per soffrire ma cerco nel mio avvenire un profumo dolce che conservi quei piccoli e minuziosi abbracci ora che sto per rinvenire. Non credo che sia tutto già scritto, che ancora posso e ho il sacrosanto obbligo di cambiare lo spartito di questa invocazione, in azione, un contrasto esagerato da chi mi vuole nudo e sfibrato e chi tra le rose e le sue spine mi giudica ancora amato. Inondato dal profumo dei loro petali, ancora trasandato sudo l’imponderabile splendore nel ritenermi di bassa classe un attore che sappia ancora con clamore emozionare con addosso venti di rancore…

Instant poem… Giovedi 28 Marzo 2019 ore 17.04

Raffaele

Provate anche voi a scrivere una piccola poesia, un piccolo componimento, di getto… come ho fatto io adesso… senza alcuna correzione… lasciar libera la propria emozione…

Annunci

Strani pensieri

foto tratta dal web

 

Sono un pò di giorni che ho dei pensieri per la testa. La voglia di abbandonare facebook e iscrivermi su instagram e provare a raccontare la mia modesta e scarna vita attraverso le immagini correlate da qualche pensiero poetico…

mi manca solo questa…

Potrebbe risultare la stessa cosa, la solita minestra riscaldata…

Questa voglia di apparire alla fine non mi appartiene. Solo ultimamente faccio dei selfie. Io che a malapena mi guardo allo specchio la mattina.

Forse sarà un mio temporale estivo che può durare solo il tempo di questo post… chissà!

Ovviamente non è che devo pubblicare per forza le mie foto con il mio bel faccino ma posso seguire lo “story tellers” di altri soggetti… sono stato sempre incuriosito da come gli altri vivono la loro vita. Forse dovrei essere più curioso io, di me stesso, di come la vivo io.

Ma non so alla fine se mi iscriverò. Certo non devo farne un dramma, mamma mia!

Ma faccio fatica a capirmi. A capire questa strana voglia di raccontarmi, oltre che con le parole. Non ho molto da raccontarmi alla fine. Non ho molta carne al fuoco e forse credo di essere indigesto. Anche qui sul blog non ho mai cercato visibilità o successo e non mi interessa. Adesso sto scrivendo molto e sperimentando nuove strade della mia scrittura e non è facile perchè mi avvilisco subito per le mie scarse abilità di scrittore…

E ci rimango un pò male quando ricevo nessun like per un mio post… e come se dipendo dall’apprezzamento di altri individui che in quel frangente non mi calcolano… come quella chat praticamente vuota…

Ma la mia esistenza non può e non deve dipendere da un like o da una risposta insperata in chat. Rischierei di diventare schiavo di questo mondo della fiction con il pericolo di essere quello che non sono e non voglio essere. Perchè la mattina voglio vedermi sereno e pulito davanti allo specchio, perchè le persone più speciali e importanti non sono racchiuse dentro un programma multimediale altrimenti rischio di confondere un cielo stellato da un sentimento pietoso e ombrato e in via di definizione…

Raffaele

La mia scrittura

La mia scrittura è volitiva, emblematica, piena di sfumature come il mio pensiero, ricca di pioggia e grandine, riserva gocce di sole e intarsi di cielo sereno.

A volte vengo rapito da una emozione. Prendo il mio block-notes e inizio a scrivere a volte senza un motivo, lasciandomi trasportare dalla meraviglia della poesia. Solo alla fine scopro il profumo del manufatto… un pò come mettere la macchina in moto e partire… senza una destinazione… anche perchè programmare un viaggio in ogni piccolo particolare, calcolando ogni secondo, ogni chilometro di via può creare in me una fitta nebbia che intrappola la minuta fantasia… un pò come baciare una ragazza appena incontrata o indossare un vestito senza guardare le giuste misure o indossare un paio di scarpe troppo piccole… imparare a sopportare il dolore di una vita ancora fuori rotta  non può che farmi bene…

E il giudizio della critica mi importa fino ad un certo punto. Certo vorrei che quella felicità o quelle viscere di solitudine arrivino nel cuore di chi ha il coraggio di assaporare i miei scritti…

A volte “entro ed esco” da una composizione. Mi alieno, scompaio dietro una metafora o un ossimoro. Sono una contraddizione. Sono una ribellione… cerco di dare risposte…

Sono stufo di chi lancia un problema, evidenzia le ferite dell’anima di questa umanità, che ha il coraggio di lanciare un sasso in questo mare di ovvietà ma poi risulta fragile nell’andare a coglierlo in profondità. E chi scrive ha il compito tramite le proprie opere di avere la presunzione, sana nel cercare risposte… E non sempre ci riesco… Vorrei raccontare storie ma la mia fantasia a volte non si presenta alle porte dell’alba, seducendomi solo mentre la sera mi sistema il letto…

Ci provo a scrivere ed essere una buona creazione di questo universo 😛

Raffaele

Abbi cura di me Raffaele

“Senti San Lorenzo, le chiedo scusa per il disturbo, ma come mai non mi calcoli più? E dove sono finite le tue stelle cadenti, sono due anni che non le vedo, manco usassi il telescopio. E i desideri, i miei, dove li hai nascosti o buttati in qualche parte dell’oceano?”

Quest’anno mi sentito avido e impassibile a questa tradizione della lacrime del Santo. Non ci credo e non voglio avere, per il momento, l’innocenza di un fanciullo per credere e sperare in questa notte dove i sogni diventano realtà. Tradizioni e leggende si uniscono per una irripetibile serata del mese di Agosto che ci accompagna alla fine dell’estate. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono composte le stelle”. E’ una delle più citazioni che amo particolarmente.

A volte, per via del mio decadentismo cronico, mi sento una stella senza orbita, che vaga nel cosmo in cerca di qualche pianeta che si faccia carico della sua imponente mole e accetti la sua gravità emotiva. Ci sono momenti, fasi in qui mi sento un dio, fasi in cui mi sento il nulla eterno. “Up e down” da stabilizzare al più presto. Lo ammetto, sono invidioso delle luci delle altre stelle e questo mi blocca, mi destabilizza. Lascia che la mia anima si pietrifichi e rimane inetta alle avversità del tempo che fu. Ci sono momenti in cui vivo la vita o tutta d’un fiato oppure a piccole e inesorabili sorsi. Ricaricare la mia luce e rimodulare la gravità è ancora possibile. Mi fido di me e della mia parte di attore. Ruoli drammatici o comici poco importa. Serve stabilità, serve controllo e sangue freddo in certe situazioni. Dormire, andare in letargo per giorni è solo un modo per nascondere le mie cicatrici del passato. Abbi cura di me Raffaele…

Raffaele, 2015

A quale costo? Ad ogni costo…

A quale costo, ad ogni costo. Esigere una scelta per far contente altre persone, per sperare che questa scelta che ossida intarsi della mia felicità può realizzarsi propedeutica per il mio futuro… quel futuro che sognano fosse di parole e poesie ma che un pò per colpa mia per il senso di vertigine che blocca il mio volo sarà molto lontano dall’orizzonte che speravo fin dall’adolescenza… per far felici gli altri e mettere a bada la mia ragione e quella coscienza con cui siamo separati nella stessa casa torposa dell’anima… perchè in questi anni di intensa mia personale riflessione non ho messo in moto quei meccanismi che mi avrebbero ora deviato a questa scelta che a me crea solo scombussolamento. Mi sento vuoto dentro come se avessi perso l’orientamento e in giro non ci sono indicazioni comprensibili al mio pensiero e non so con quali forze mi adopererò per fare questa scelta che non so dove mi condurrà… se passerò il resto dei miei ultimi giorni contemplando il crepuscolo della mia anima e la foschia di ogni liturgico sentimento… quando capisco che a 30 anni sono ancora guidato a compiere delle scelte focali per la mia vita senza avere la libertà e la volontà profetica di scegliere altre strade allora capisco che ho sprecato inutilmente il tempo donato in maniera sacra ma che ho provveduto a esorcizzarlo… solo adesso capisco nel danno della mia pelle le scelte che ho avuto paura di compiere e adesso mi ritrovo una bella spada dalla parte della lama pronta a trafiggere questo esile e nudo corpo… poi magari un pò di speranza nel futuro ci sarà… eh caro futuro, solo adesso mi accorgo della tua umile importanza, avrei potuto insieme a te compiere dei compiacenti e non stancosi passi in questa avvenire che ha perso la sua stelle… con quella poca luce che ho negli occhi mi toccherà guardare ciò che resta delle mie forme in una pozzanghera di fango… perchè questo ora mi sento… perchè nonostante tutto il mio cane ha il desiderio di giocar ancora con me…

Buon lunedi 😀

Raffaele