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Il destino ci ha voluti ora e non in estate…

Hei! -Gli accarezza dolcemente la sua guancia rossa. – So che Ligabue non ti sta molto a genio ma c’è una frase di una sua poesia che mi colpisce ogni qualvolta che la rileggo e credo sia perfetta per suggellare questo nostro primo incontro… Posso dirtela? – Certo, va bene, farò questo enorme sacrificio. Mi devi un favore però eh… – Ride.-  “Un amore che comincia d’Estate si è persa la Primavera ma non la si vedrà mai pensare all’Autunno imminente” Il titolo di questo componimento è “Un amore pronto a sudare” che fa da introduzione, spesso nei suoi concerti, la canzone “Ho perso le parole” la canzone che più suscita in me gioia. E’ bella, sussurra lei, e mi ha fatto molto emozionare se devo essere sincera ma questa nostra storia che sta per nascere sta per sbocciare in pieno inverno… non abbiamo avuto modo di incontrarci prima… a Luglio, Agosto… chessò… il destino ci ha voluti ora… e non in Estate… – Si hai ragione. (Quanto è bella non mi stancherò mai di guardarla, neanche se fosse la fine del mondo) Ma la mia personale interpretazione a questo verso poetico è che l’Amore conosce solo un’unica stagione: l’Estate appunto. E non importa se fuori e all’esterno dei nostri confini fa freddo e dobbiamo coprirci con strati di pensieri a volte superficiali. Ogni amore, nel corso del suo cammino, inizia sempre dalla stagione in cui la Felicità riscopre la sua essenza. E’ in estate che l’amore diventa quella emozione a cui non possiamo sottrarci. E’ in estate che noi sentiamo l’odore inebriante della nostra pelle aspettando il sorgere di nuovo, intenso ed inesplorato giorno. E’ l’estate in cui inizieremo a camminare mano nella mano sentendoci arrivare alle spalle la freschezza del mare, è in estate in cui contempliamo il cielo privo di nuvole facendo le coccole al chiaro di luna che illuminerà i nostri corpi, tempio dell’eternità. Certo non nascondo che ci potranno essere temporali improvvisi ma le lacrime che cadranno saranno nutrimento per l’arcobaleno che verrà… E’ questo il senso profondo, a mio parere, di questa frase del Liga. Perdonami se sono stato un po’ troppo romantico ma è quello penso contemplando la vertigine dei tuoi occhi e… all’improvviso lei lo interrompe bruscamente baciandolo. Il respiro che si blocca come ogni pensiero, un tuffo al cuore… Il sapore delle sue labbra, ecco che cosa è in fondo l’amore…

Raffaele

Le invincibili

“Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta” W. Churchill

Conegliano vincendo in trasferta per 3 set a 2 nell’andata dei quarti Champions League Femminile contro Scandicci ha centrato il suo 50esimo successo di fila tra campionato e Coppe. Ripeto queste ragazze, “le pantere” allenate da Santarelli, non perdono un incontro dallo scorso Dicembre del 2019. Semplice sublime, fantastico. Ogni aggettivo può essere veniale per queste ragazze che hanno una fame incredibile di vittorie. Non sembrano avere la “pancia piena”, mancanza di stimoli o altro, anzi al contrario, più partite ci saranno da qui fino al termine della stagione e più traguardi e record ci saranno da acciuffare a suon di schiacciate della stella italiana Paola Egonu e dai miracoli difensivi del libero Monica De Gennaro. E pensare che questo storico traguardo è arrivato al termine di una partita soffertissima dove “le Pantere” erano sotto 2-1 dopo il terzo set e con l’acqua alla gola per una possibile sconfitta che avrebbe stroncato questo miracolo sportivo. Se si pensa che nel nostro Campionato, giusto per darvi qualche numero, Conegliano ha uno score di 23 partite vinte, 69 set conquistati e solo 7 lasciati per strada con un primato intoccabile ormai a fine stagione regolare con un vantaggio di 14 punti sulla seconda in classifica.

Meravigliose! La dimostrazione che l’unione e la forza del gruppo vince su ogni cosa. Mai paura Ragazze!

“Chi combatte rischia di perdere, ma chi non combatte ha già perso” B. Brecht

(foto tratta dal web)

Invenzione

Non ho ancora ben capito se il Dolore sia una invenzione dell’uomo così creativo e distruttivo da divertirsi a crepapelle mentre sorseggia un liquore davanti a un tramonto immaginario oppure sia una invenzione del nostro tempo che cataloga e seduce i nostri ricordi con quell’ardore di un profumo mistico e seducente. Non ho capito se ha tutto ciò ne dobbiamo ricavare sin dai tessuti intimi e inaccessibili del nostro cuore una longeva logica dottrinale se bisogna essere fieri di aver inventato il gioco del carnevale dopo che la nostra pelle ha annusato l’odore della morte e di una speranza che ha perso il suo orizzonte oramai privo della sua elegante immaginazione proletaria…

Non ho capito se ci sia una disfunzione algebrica dei battiti del nostro cuore che non riconoscono più l’ombra schiva e impermeabile del nostro dolore che si arrampica fin su alberi secolari di ulivo pur di non farsi riconoscere e farsi possedere dai vocaboli nuovi e lussureggianti del nostro distratto pensiero che nella sua distrazione ha preso freddo e polvere intorno a questa primavera che fa fatica a generare echi di pace e di quella tranquillità racchiusa dentro una lacrima dolce e zuccherata di una bambina che ha perso la sua bambola nel tentativo di afferrare una nuvola blu di cotone così leggere e innocente nella sua frenesia che non vuole per ora innescare e infiammarci di nuove emozioni…

Raffaele

Questa mattina…

Questa mattina mi sono svegliato (semmai uscito dal letargo) intorno alle 8.20 e ho scritto di impulso questa poesia poi da pubblicata nelle “stories” su Instagram…

Ognuno di noi è un pezzo unico. Ma a volte vorrei prendere da voi piccoli intarsi che compongono la vostra essenza,

vi strapperei il senso devoto di Felicità che immortala i vostri futuri passi avvenire,

coltiverei nella mia più totale frenesia quella vostra docilità che elargite quando il cuore fa fatica a donare perle d’amore e di saggezza,

vi ruberei quel senso di leggerezza dopo avervi sfiorato una sdrucciola emozione d’incanto fiabesco con una mia pesante carezza… il sudore di una lacrima che prima di evaporare, dissolversi chiede aiuto nei vostri estivi sogni autunnali…

Sono le 11. Mi ritrovo nella mia stanza da letto, adagiato sulla scrivania con un leggero venticello che mi fa stare un pò soave mentre vi dedico questo post…

dopo proverò a rileggere “Un uomo” di Oriana Fallaci, spero di riuscire a finirlo… l’estate può durare altri due mesi come può durare per sempre… dipende dalle prospettive e dalle aspettative che ognuno di noi ha in serbo nel suo lungo cammino…

io per ora osservo, bevo molta acqua, mi faccio continuamente la doccia come se la mia pelle eviti il sudore di un pensiero ancora non ben accolto tra le mie parole che cercano disperatamente ristoro in un tuo messaggio, nell’invito di un amico o tra le melodie di una canzone di Battisti…

Non voglio ricominciare da zero, mi tengo il peso delle mie ossa…

Raffaele

Tratto dal mio nuovo blog “Pensierosportivoblog”

18… is magic number
Cercare di copiare, imitare o farsi ispirare da una situazione, un concetto, un significato non è sinonimo di fragilità, non è un segno di debolezza… e il calcio Italiano dovrebbe trovar la giusta riflessione dal modello tedesco sul come cercare di superare al livello sportivo questa drammatica pausa, sia nella struttura, sia nell’impalcatura dell’intero sistema. La Bundesliga 1 e la Bundesliga 2(paragonabile alla nostra serie B) hanno una intelaiatura diversa dalla nostra e qui non mi divago troppo ma solo sul numero. 18. 18 come le squadre che rappresentano la Prima Divisione e 18 come quelle della Seconda Divisione tedesca… Ho sempre pensato che nella nostra serie A 20 squadre erano troppe e che si potesse trovare un numero magico che facesse da bilancia al nostro complicato meccanismo sportivo… “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più…” “Venghino Signori, venghino! Per non parlare della serie cadetta che negli anni passati alla voce “numero di squadre partecipanti al torneo” ha visto impresso quota 22. Bisogna essere premurosi e trovare una linea di confine, di demarcazione idonea alle nostre aspettative. Non faccio l’ipocrita, perché anche io quando mi appassionano a un torneo di qualunque Sport la prima cosa che guardo è il numero delle squadre come se quel valore potesse essere un timbro di qualità del gioco e dello spettacolo in se per se. Per i nostri campionati di Serie A e di Serie B il numero 18 potrebbe essere di importante vitalità specie in termini di costi e aspetti finanziari ma soprattutto di natura tecnica. Con 18, cito anche 16, team durante il campionato in corso si possono per esempio trovare più caselle libere per i recuperi dei match non giocati per i più svariati motivi (come per esempio di natura meteorologica), la classifica risulta essere più corta e avvincente sia nelle zone alte che in quelle della “colonna di destra” e magari si potrebbe dare più risalto alla nostra Coppa Italia dai tifosi tanto amata ma dai club un po’ snobbata… sempre mantenendo le 3 retrocessioni per la Serie A e le 3 promozioni dalla Serie B magari evitando i Playoff che è una formula non mi trova molto d’accordo… Nella Germania solo la terza Serie conta 20 partecipanti al torneo e un solo girone contro le 3 nostre…
Quando abbiamo provato a imitare modelli calcistici senza una ragionata logica o solo d’impeto abbiamo visto i risultati tragici, come il “Boxing Day” all’inglese tanto per dire, ovvero le partite di calcio durante le festività natalizie. In relazione al fatto che Sport come il Volley, il Basket o il Rugby si possono permettere questo genere di schemi e di manifestazioni per una loro antica e consolidata tradizione negli anni passati. Il calcio italiano ancora no. Trovare la giusta identità.
C’è ancora tempo per provare a riformare i nostri campionati calcistici magari non in base ai solo numeri come nel caso del mio post, ma a rendere più flessibile il nostro sistema che sembra aver perso la bussola o l’orientamento nell’ultimo eterno periodo… capire che ogni realtà sportiva è diversa da territorio a territorio.
Copiare, imitare o farsi ispirare non è un segno di debolezza, ma solo capendo i propri errori che si diventa più maturi e intelligenti…
La mia è solo una riflessione vedendo in queste due settimane il calcio tedesco… non è una critica, anzi al contrario ma semmai uno spunto per pensarci sopra…

tratto dal mio nuovo blog “pensierosportivoblog”

Buona Vita 🙂

Raffaele