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Bisogno di regole

Rispondendo a una persona qui sul blog su un pensiero sui ragazzi di oggi ho evidenziato nel commento come per loro il sistema delle regole non funziona più.

In un mondo ibrido e che spesso si disconnette con la realtà, i giovani di oggi vedono le regole come una serie di costrizioni, divieti imposta dalla famiglia, dalla scuola e anche, come nel mio caso, dall’oratorio.

Da ormai sei anni alleno i ragazzi di calcetto e prima di dare una fisionomia alla squadra dal punto di vista tecnico tattico devo cercare di produrre un mio personale schema interpretativo per ognuno di essi.

“Saperli prendere al punto giusto” mi verrebbe da pensare. Ci sono ragazzi che sono scontrosi e burberi o magari timidi dipende dalla loro situazione famigliare non sempre buona e serena.

Ragazzi che vivono l’abbandono dei propri genitori, che si sentono persi e reagiscono con l’aggressività per lenire il loro disagio interiore e credo che lo Sport e quelle due ore di allenamento sono un tempo utile per educare il ragazzo al rientro di un sistema di regole e di principi idonei al nostro contesto di oratorio.

Alcuni sbuffano, non vogliono riscaldarsi facendo dei giri di campo, ad altri non gli piace l’esercizio che l’educatore gli propone, a volte litigano con il proprio compagno di squadra che ha sbagliato un passaggio…

Quelle due ore di allenamento non possono essere una sostituzione affettiva ed educativa del loro ambiente familiare ma semmai un piccolo spiraglio per comprendere un nuovo percorso, un piccolo stimolo per dare si voce alla loro felicità spesso rinchiusa e soffocata ma un modo per guardarsi dentro e ritrovare quella bellezza della Vita ancora nascosta nei loro cuori…

Raffaele

(foto tratta dal web)

Si ricomincia!

Finalmente la prossima settimana inizieranno di nuovo le attività sportive dell’oratorio della mia Parrocchia. L’anno scorso un pò per la pandemia e un pò per problematiche logistiche mi sono preso un anno sabbatico se così vogliamo dire.

Questa estate hanno rifatto come nuovo il nostro campetto di calcetto della Chiesa e così non ci dobbiamo più improvvisare dividendo tutti gli spazi nel campo comunale e con due soli di allenamento settimanale. Adesso ogni fascia d’età avrà i suoi orari e i suoi giorni di attività, compresi anche la domenica.

Questa sera tra noi educatori faremo una riunione per decidere alcuni cose importanti. Forse farò solo l’allenatore dei portieri delle scuole medie a meno che, causa insufficienza di allenatori, dovrò occuparmi di qualche squadra in prima persona. Nel caso le quarte e le quinte elementari.

Dipende da quanti bambini e ragazzi si iscriveranno nella festa di adesione che faremo Domenica.

La voglia di ritornare a stare accanto ai ragazzi è tanta ed ho insistito alla nostra responsabile di iniziare il prima possibile visto che gli altri anni l’anno associativo iniziava dopo la festa di San Francesco., la seconda settimana di Ottobre.

Sarà anche un modo per rimettermi in discussione dopo un periodo di afasia e di sonnolenza emotiva… ho bisogno ora di nuove emozioni che mi facciano intraprendere il mio nuovo percorso verso l’età adulta.

Speriamo bene!

Raffaele

Sono un giovane come voi…

Sono un giovane come voi, anche se mi sto avvicinando sempre di più all’età adulta. Ho ancora tanti sogni da far risplendere. Ho ancora un cuore con cui oliare per bene i suoi intricati meccanismi. Ho ancora sete e voglia di Vita, anche se a volte il mio pensiero tende ad esplorare sentimenti tortuosi e disconnessi. Sono un giovane come voi e capisco che questo brutto periodo in parte vi sta togliendo energia e voglia di vivere, ma dobbiamo alimentare questa piccola fiammella che c’è in fondo al tunnel. Ora vediamo tutto nero. Nessun colore con cui rispecchiare il nostro amore e la nostra innocenza. Ma è tempo di credere in un tempo migliore. Bisogna avere ancora un pò di pazienza prima di uscire da questo incubo. Non dobbiamo abituarci a questa stanchezza che rende sempre di più sottile e trasparente la nostra anima. Ci mancano tante case certo ma manca ancora poco, dobbiamo ancora fidarci e nutrire rispetto al nostro destino. A me mancano le cose che prima ritenevo quasi banali come un abbraccio a un amico, un uscita la sera in piazza oppure una partita di calcetto il giovedì sera. Lo so che il tempo a volte sembra essersi fermato, impantanato in qualche sabbie mobili dell’indifferenza. Ma dobbiamo sapere perdonare questi anni che sembrano sfuggirci tra le dita, perdonare questo distacco netto con il mondo, una umanità che sembra avere perso il suo volto e le sembianze di un tramonto estivo. Da un anno stiamo correndo questa maratona senza una preparazione fisica adeguata, a volte andiamo avanti con la forza della disperazione, andiamo avanti pensando al passato dove i nostri nonni hanno conosciuto davvero la fame e la miseria, ora essa si cela di nascosto fin dentro un nostro sentimento. Stiamo attenti a non diventare poveri di spirito ma serve fedeli di una unica e grande Gioia. Mancano pochi chilometri. Il traguardo è vicino. Sentiamo il giubilo delle persone al nostro arrivo… niente più tornerà come prima, scanseremo via i nostri forse e ogni dubbio che ci ha attanagliato la sera davanti a un thè caldo o mentre tristi guardavamo la nostra vita dalla finestra mentre scendeva la sera sulla nostra felicità, la sentiremo più originale che mai… abbiamo fede e fiducia… dai cavolo, resistiamo ancora un pò! Riscoprire il calore dell’attesa, riscoprire il soffice profumo della libertà, riscoprirci ancora giovani in cammino, riscoprirci artigiani dei nostri sogni, costruttori di pace… non facciamo cavolate proprio ora… rovineremo il sacrificio dell’umanità…

Raffaele

La voce della verità?!

Ieri un ragazzo con cui stavo studiando, facendo nella fattispecie Geografia, mi guarda, mi fissa e mi fa:

Raffaele posso dirti una cosa?

Certo! Dimmi pure!

Ecco… la prima volta che ti ho visto, subito dopo che ci siamo presentati mi sei apparso, ecco diciamo, eh si… mi sei apparso subito un secchione!

Dalla serie… i bambini… la voce della verità?!

Ehm nel mio caso… direi proprio di no!

Buona giornata!

Fa bene Charlot a pensarci su! 😛

Ma alla fine ne è valsa la pena…

Ma alla fine ne è valsa la pena beccarsi una bella influenza pur di non rinunciare ad allenare i miei ragazzi di calcetto per una amichevole il sabato sera. Certo stare all’aperto, tre ore, beccandosi tutto il freddo e tutta quella umidità non è stato il massimo…

ma chi se ne frega!!!

Almeno abbiamo vinto la nostra prima partita dell’anno giocando un gioco moooooltoooo offensivo come piace a me!

Alla fine ora sono come uno straccio ma lo rifarei mille volte…

“Perchè i bei momenti non possono aspettare!”

anche se ho già consumato due pacchi di fazzoletti e mi sto “impasticcando per bene” facendo visita al mio lettone più del previsto…

un piccolo sacrificio per i miei ragazzi 😛

Sono fatto così… a volte sono incosciente 😛

E stasera “La compagnia del Cigno”!!!!! Questa serie tv che mi sta tanto appassionando!

Vi lascio…

Buona serata! 🙂

Raffaele