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Sonno… tanto sonno!

foto tratta dal web
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Sonno, tanto sonno. Sono ancora un orso in letargo. Svegliarmi la mattina è un incubo. Gli occhi pesanti come palle da biliardo e e che fanno fatica ad aprirsi manco fossero chiusi con il mastice. Il corpo è pesante e fragile come un vaso di terra cotta. Il letto il mio habitat naturale. “Ma dove lo prendi tutto questo sonno?” mi ripete soavemente mia madre la mattina appena mi vede, in sembianze da zombie, recarmi in cucina a fare colazione e bere il mio amato caffè. E domani sveglia presto. In teoria dovrei svegliarmi alle 7, ma sfiderò la mia scarsa e latente forza d’animo e anticiperò di mezz’ora… c’è la farò?! E’ tutta questione di abitudine (lasciamo stare) e psicologica. Un buon motivo per alzarmi presto è dimostrare ai miei genitori che non sono un dormiglione, e giacché ne approfitto per guardarmi qualche partite dell'”Australian Open” di tennis alla Tv. Ah, perdonatemi dimenticavo… mi dovrò svegliare ad un orario insolito perché dovrò accompagnare (molto volentieri) mio padre all’ospedale per una visita specialistica. Un buon motivo per provare a cambiare uno stile di vita troppo INATTIVO. Sto lottando contro me stesso per svegliarmi alle 7.00 e 7.30 per godermi la mattina, per assaporare l’alba, per riattivare la mia mente, il mio corpo… ad essere uno “normale”. Magari quell’ora di meno che dormirò la potrò sfruttare per andare a correre o magari a scrivere o giocare di più con il mio cane… non so bhò. Dormo troppo questo è il mio limite e francamente sono deluso e incazzato con me stesso, rischio di passare la mia esistenza con un solo abito: il pigiama! Dormire, certo fa bene, ma io, sapete ne abuso un pò troppo come un farmaco con evidente effetti collaterali… se solo penso che le mie più belle poesie e brevi saggi sono nati di notte quando stranamente ero ancora sveglio!

E a voi, vi piace dormire, siete pigri come me? 😀

Amaro

La povertà di ognuno di noi

Questa poesia che vi faccio “conoscere” oggi è un mio componimento, sulla povertà interiore dell’essere umano. Avevo 16 anni quando l’ho scritta, di getto, senza troppi pensieri per la testa, stufo e spaesato, ed è anche una piccola denuncia sull’ipocrisia che regnava e regna tutt’ora nel mondo dei giovani e degli adulti. A distanza di 10 anni mi sento anche io un’ ipocrita, un auto-denuncia! 😀                                                                           Già intravedevo a quell’età la vita che mi aspettava, non tutta rosa e fiori come nelle fiabe… 

Buona giornata!!!! 🙂

foto tratta dal web
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Non c’è nessun controllo,

istintivamente partiamo…

noi giovani

verso mete sconosciute e indefinite.

E’ la povertà di ognuno di noi.

 

                                               Non c’è nessun controllo

                                               sogniamo ad occhi aperti

                                               per poi chiuderli al primo ostacolo

                                               piangendo e castigandoci.

                                               E’ la povertà di ognuno di noi.

 

Non c’è speranza,

siamo bravi a fare progetti,

siamo bravi a fare gli eroi,

a cercare di essere perfetti

ma purtroppo solo a parole…

poverini!

 

Ci  ricordiamo solo di una persona

solo quando gli accade qualcosa di spiacevole

e poi finito con i falsi sentimenti

di compassione,

di fraternità

di speranza,

la buttiamo nuovamente

nel cesso dell’indifferenza.

E’ la povertà do ognuno di noi.

 

                                                Siamo i soliti saputelli

                                                “Io ho 9 in diritto”

                                                “Io ho 10 in matematica”

                                                “Sono fortissimo in storia!”

                                                “Bene chi ha scoperto l’America ( è facile dai!!) ?”

                                                “Amerigo Vespucci!!!”.

                                                 “Quanto avevi in storia scusami?!”.

 

Forse se ognuno di noi mettesse

su un piccolo vassoio di legno

la propria povertà,

le proprie debolezze,

i propri difetti senza

nasconderli in qualche fossa,

penso che diventeremo

persone più vere e intelligente…

lo spero!