Archivi tag: realtà

Andrà tutto bene…

Andrà tutto bene, ce lo insegnano i nostri nonni e i nostri genitori con i loro quotidiani gesti d’amore, perchè avremmo sempre la libertà di pensare e di amare, il tempo per dedicarci a noi stessi o regalare una piccola emozione o un dolce sorriso ad una persona a noi cara, il tempo di capire che non saremo mai soli, che saremo un unico respiro, un unico battito d’ali.

Insieme ce la faremo,

andrà tutto bene.

Raffaele

Immagine

foto tratta dal web

 

Cosa comporta un Immagine di Se verso logiche consumistiche e individualiste? A volte mi pervade il desiderio malizioso di espormi in maniera disinvolta e teatrale in questo spettacolo dove nascondo il mio pensiero attraverso maschere e costumi pregiati e mai violati nella loro sacrale intimità… ma poi mi accorgo che non so nemmeno leggere un copione e fare la parte di un incompreso. Esporsi non vuol dire prendere il sole, testardo, in una giornata uggiosa o uscire con la sciarpa o un berretto di lana il 15 di Agosto… vuol dire essere coscienti che la propria immagine può produrre un frutto che fino al compimento della sua maturità non si saprà il suo reale gusto… reale, credersi reale in un gioco eterno di specchi, dove perfino in un neo fuori posto può produrre giudizio… ognuno è libero di disegnare e contornare e abbellire il proprio volto seguendo il proprio piacere ma poi a volte succede come il sottoscritto che entra in un vortice di ansia se l’apprezzamento diventa poco appetibile alla giuria di questo eterno concorso…

Raffaele

Persone da evitare

E fu così che oggi i miei due migliori amici mi hanno costretto con dovuta insistenza ad uscire con loro alla fiera del mio paese. Non volevo uscire un pò per pigrizia e un pò perchè ultimamente non sono molto propenso ad “espormi” in piazza o al castello… insomma uscire nel mio paese… Motivo? Bhè dovrei evitare un pò di gente, amici con il quale ho litigato e non vado d’accordo… il paese è piccolo… Certo non è che mi devo murare vivo in casa però tendo più ad uscire fuori. Mi sento più spensierato. Gli altri non si fanno problemi. Io si… e alla fine alla Fiera non ho trovato nessuno dei miei amici, fortunatamente. Avevo 100 occhi che guardavano in ogni direzioni pronti a scrutare il pericolo. Ho scherzato e mi sono divertito, mille problemi mentali che mi faccio sempre e di cui mi ritengo un maestro… alla fine con la coscienza sto a posto anche se con le relazioni sociali sono una frana, specie con le ragazze, però la paura di rimettermi in gioco era troppo forte. Ho smesso e non farò più l’educatore e non mi dispiace per niente, ho dato tutto e non saprei dare altro ai ragazzi del mio oratorio. Ho deciso di prendermi un anno sabbatico con il mio mondo, diciamo così, ricostruendo quello che in me ancora non c’è…

Raffaele

Francamente non so cosa pensare

Francamente non so cosa pensare del caos che sta aggrovigliando in tanti nodi il nostro calcio italiano. Le dimissioni di Tavecchio di oggi non credo rappresentino la chiave per uscire da questa aritmia del calcio che procede sempre più lentamente verso le sabbie mobili di molteplici e discutibili pensieri su questo sport che è “gravemente influenzato”. Una medicina se c’è per debellare questa malattia risulta molto costosa. Tavecchio paga una scelta: la scelta del c.t Gianpiero Ventura. “Chi sbaglia paga” è il motto dei giustizialisti. Il calcio, ahimè, è influenzato sin da prima di Tavecchio, ma siamo stati bravi per anni a nascondere la polvere sotto il tappetto. Tante proposte fatte negli ultimi anni ma rimaste nel dimenticatoio. Dopo la vittoria al mondiale del 2006 credevamo di essere immuni ad ogni sciagura, invece no… ora rimaniamo impantanati in oblio perenne. L’nizio di un lento declino.  Serve una vera riforma che rimodelli e renda più credibile il nostro giuoco partendo dalle fondamenta del nostro calcio e della nostra nazionale come i vivai e l’introduzione delle squadre B per quanto concerne i giovani, argomento a me molto caro. Tavecchio paga in parte colpe non sue. Eppure nell’ultimo periodo si sono fatte delle discrete cose li da quelle parti come l’introduzione della Moviola in campo (i primi in Europa) e in parte un ridimensionamento del Campionato Primavera al livello giovanile… Ma ciò non basta. La Nazionale ha mostrato delle crepe anche dal punto di vista delle risorse umane: pochi giovani di grande talento e quelli che ci sono giocano poco con le big. E non basterà, bisogna partire dal principio e il futuro presidente della FIGC avrà l’arduo e coraggioso compito di attuare scelte drastiche e senza misure. Abbiamo perso troppo tempo e il gap con le altre grandi nazioni d’europa sembra incolmabile, ma dobbiamo essere fiduciosi… “una volta toccato il fondo non si può che risalire” ma bisogna rialzarsi con dei progetti concreti e futuribili che siano al passo con la realtà, progetti non eccessivamente visionari ma utili e raccogliere quel poco di buono che c’è in giro… Ed è brutto solo pensarlo ma se la Nazionale si fosse qualificata ai Mondiali in Russia avremmo fatto finta di nulla camminando ancora sul quel tappeto ormai gonfio di polvere… Dobbiamo guardarci negli occhi e alzare la testa, un minimo di speranza per un calcio migliore oggi ancora c’è…

piccolo pensiero…

Raffaele