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sigaretta

è un po’ come smettere di fumare.

non è per niente semplice. Ci vuole molta forza di volontà e una sana ambizione.

uscire da Instagram o almeno privarmi di esso per almeno una settimana.

disconnettermi dal mondo che in fondo non era quello che cercavo, spero di non averlo capito troppo tardi. Troppe immagini prive di sapore.

credo di aver perso l’appetito.

ho una confusione in testa che non vi dico.

questo è il mio terzo tentativo.

forse piú che abbandonarlo dovrò limitarne l’uso e ascoltare dal vivo il cuore della gente.

ecco dal vivo oppure qui dove le parole hanno ancora un volto e una entità ben precisa.

trovarmi dentro un giusto equilibrio…

Raffaele

Perdonaci

La morte del giovane Willy ci insegna che le nostre lacrime sono anime che incarnano la nostra coscienza, che le nostre lacrime hanno il potere lenitivo, come piccole gocce di rugiada del mattino alle porte della primavera, di sbiadire l'ombra corrosiva e persuasiva del male, che le nostre lacrime possono inghiottire quel riflesso di luce bianca, vergine, pulita, spoglia del suo abito elegante che il giovane ragazzo ci ha lasciato in eredità,

che la nostra eternità ci insegni a riconoscere nel solstizio dei nostri pensieri a riconoscere il vero profumo della giustizia...

...perchè nonostante la nostra pietrificata pietà conserviamo piccole lacrime su cui battere violentemente i pugni sul nostro petto...

Raffaele

Andrà tutto bene…

Andrà tutto bene, ce lo insegnano i nostri nonni e i nostri genitori con i loro quotidiani gesti d’amore, perchè avremmo sempre la libertà di pensare e di amare, il tempo per dedicarci a noi stessi o regalare una piccola emozione o un dolce sorriso ad una persona a noi cara, il tempo di capire che non saremo mai soli, che saremo un unico respiro, un unico battito d’ali.

Insieme ce la faremo,

andrà tutto bene.

Raffaele

Immagine

foto tratta dal web

 

Cosa comporta un Immagine di Se verso logiche consumistiche e individualiste? A volte mi pervade il desiderio malizioso di espormi in maniera disinvolta e teatrale in questo spettacolo dove nascondo il mio pensiero attraverso maschere e costumi pregiati e mai violati nella loro sacrale intimità… ma poi mi accorgo che non so nemmeno leggere un copione e fare la parte di un incompreso. Esporsi non vuol dire prendere il sole, testardo, in una giornata uggiosa o uscire con la sciarpa o un berretto di lana il 15 di Agosto… vuol dire essere coscienti che la propria immagine può produrre un frutto che fino al compimento della sua maturità non si saprà il suo reale gusto… reale, credersi reale in un gioco eterno di specchi, dove perfino in un neo fuori posto può produrre giudizio… ognuno è libero di disegnare e contornare e abbellire il proprio volto seguendo il proprio piacere ma poi a volte succede come il sottoscritto che entra in un vortice di ansia se l’apprezzamento diventa poco appetibile alla giuria di questo eterno concorso…

Raffaele