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Neanche…

E’ il Mistero della Vita.

Chi ha il dono della Fede passa e passerà gran parte della sua esistenza a porsi delle domande. Lecite, plausibili e a volte contradditorie ma comunque sincere.

La mia fede vacilla quando non riesco a intravedere un tramonto che ha perso il suo incanto. Una foschia a seppellire quel bel spettacolo intravisto con quella leggerezza che ho quando recito una preghiera.

Ma di fronte alla sofferenza non ci sono risposte. Milione di domande ma non ancora risposte degne di nota. Ed è la sofferenza che mette in dubbio la Sua opera.

“Come può un Dio buono e misericordioso permettere che un bambino venga ucciso, che soffre la fame? Come può un Dio sacrificare il suo stesso Figlio per donarci quella libertà profanata sin dalla nostra genesi?”

Sono mie riflessioni che mi capita di avere quando faccio fatica ad accettare quella Luce che inebria il mio mattino.

A volte rimango in silenzio di fronte a tutto. Non un silenzio che sa di resa. Ma un silenzio che trova giustificazione nell’affidarmi totalmente alla Sua Volontà.

“Sia fatta la Tua Volontà, non la mia…”

L’umanità è come un bambino, a volte educato, a volte scontroso e diffidente che non sempre, per quanto gli possa volere bene, comprendere l’educazione sentimentale del proprio Padre.

Raffaele

Ricercarmi attraverso te.

“La sofferenza, il dolore, il senso di impotenza. Cercare di trovare una scusa per non comprendere il Suo Mistero. Rifugiarmi nella mia stessa ombra. Sentire il freddo dell’indifferenza del mio pensiero. Allontanarmi dal resto. Ignorare la Sua Voce che squarcia ogni battito del mio cuore che ora triste e sconsolato cerca una casa dove riposare questa notte…”

Ogni tanto vengo attraversato da una crisi spirituale. Dimentico e cancello la Sua Presenza cercando di provvedere a me stesso alla mia giovinezza. Mi arrabbio con Lui cercando a tutti i costi delle spiegazioni, di rispondere alle domande che soffocano quella leggerezza evaporata il giorno in cui feci finta di non vedere con i miei stessi occhi il miracolo della Vita, che nonostante le lacrime è un dono a cui non posso sottrarmi stando lontano dalla Sua ombra.

Non avere il coraggio di guardare in alto, li sopra l’altare, appeso a una croce e vederlo denudato e sofferente dei nostri peccati, dei miei peccati quando giuro che è solo una invenzione della storia e nulla più.

Ma è proprio nelle mie angosce e nei miei tormenti che Lui, nella sua infinita Misericordia, mi viene a cercare, come un amico di cui avevo perso le tracce.

Il tempo è un gioco di sguardi, di carezze ma anche di schiaffi, di pianti isterici o di risate improvvisate.

Ma esso non è eterno per le leggi umane. E’ infinito nel suo Amore.

Non posso continuare a nascondermi e a cercare scuse per non attraversare le mie tempeste, per strappare via l’immagine, la mia, di un ragazzo che non crede più nel sapere credere a questo gioco di sguardi tra me e Lui.

Raffaele

Provocazione

E’ stata una delle più celebri provocazioni di Papa Francesco

“Meglio Atei che Cristiani ipocriti…”

E mai con in questo momento mi sento dentro questa provocazione.

La mia Spiritualità vive di alti e bassi e quanto mi avvicino a Dio attraverso la preghiera e le opere buone tanto più mi allontano da Lui.

Non riesco a capire questa contraddizione del mio pensiero.

Ci sono momenti in cui sento la Sua Presenza: nel sorriso di un bambino dell’oratorio, nell’abbraccio di mio padre o in una giornata soleggiata.

Ci sono momenti in cui sento la Sua Assenza: tragedie, i miei sbalzi d’umore o domande e riflessioni che non trovano un giusto acquirente.

Forse è meglio diventare Atei che Cristiani che si incensano nei giorni di festa.

Forse le mie preghiere risultano essere inutili e puerili se non accompagnate da una cieca Fiducia e credo che questo mi manca alla fine… perchè per lasciarsi Amare bisogna tuffarsi a occhi bendati anche quando abbiamo il senso di vuoto o proviamo una vertigine mai esplorata.

Raffaele

Il Tuo volto io cerco…

A volte tendiamo a non credere e a non professare una fede, un pensiero, un sentimento solo per il semplice fatto che non lo abbiamo visto con i nostri occhi. A volte siamo così attenti che vediamo anche l’inimmaginabile… “l’ago in un pagliaio”

A volte siamo così distratti che tutto ci sfugge dalle nostre mani.

Più che con i nostri occhi dovremmo imparare a vedere e plasmare i nostri orizzonti con il nostro cuore, perchè grazie anche alle sue lacrime che riusciamo a scoprire l’essenza del nostro Destino.

“Il tuo volto Signore io cerco…”

Spesso provo a Cercarlo tra le numerose preghiere che provo a edificare intorno alla mia povertà spirituale. A volte provo a scorgere il Suo Mistero assaggiando la freschezza di un tramonto. Ma credo di aver sfiorato il Suo Volto contemplando l’originale Felicità dei ragazzi del nostro Oratorio. Incontro Gesù quotidianamente mentre vedo giocare un ragazzo a pallone, nell’esultanza dopo un gol o una bella parata ma anche nello scoraggiamento per una partita finita male.

Ecco è proprio li che il mio cuore intravede quella Luce che scatena in me quell’Amore gratuito e indissolubile che mi tiene ancorato alla Vita.

Professo la mia Fede non solo durante la celebrazione Eucaristica ma anche durante la settimana con gli allenamenti di calcetto. Dio si manifesta sempre anche nei posti e nei luoghi dove i nostri occhi non vogliono e non riescono a intercettare.

Ecco quindi l’importanza di “vedere con il Cuore…” solo questo piccolo ed esile organo grosso come un pugno che ci fa comprendere e ammirare la bellezza, la solitudine ed ogni colore innocente che inebria il nostro risveglio…

Raffaele

Osservo

Mi capita spesso nell’ultimo periodo quando mi reco a Messa per qualunque tipo di funzione religiosa di osservare il comportamento dei fedeli durante la preghiera, il silenzio o il momento di adorazione. Scruto i loro sguardi, i loro volti rivolti verso una speranza, un atto di fede che possa squarciare e dare linfa alla propria esistenza. Scruto la loro postura, le loro movenze e mi chiedo costantemente quali sono i loro desideri che portano nella più assoluta povertà davanti al Signore. Vorrei entrare abusivamente nelle loro vite e trovare un senso che mi ricolleghi in maniera conservativa alla mia di esistenza, vorrei bussare alle porte dei loro pensieri ma non potrei… la preghiera è un luogo intimo e riservato accessibile solo al mistero di Dio. Forse ho peccato nel desiderare ciò, forse ho peccato nella mia di curiosità del tutto innocente ma davanti a Lui siamo così fragili, uniti nella compassione di quei momenti che sembriamo nella nostra diversità missionaria così simili creature che provo tenerezza e amore fraterno affinchè i miei occhi vedano la clandestinità del cuore dei fedeli…

Raffaele