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Preti Influencer

Era da tanto che volevo pubblicare questo articolo.

Su Instagram seguo tre preti alquanto Social tra cui il famosissimo Don Alberto Ravagnani celebre per aver pubblicato, durante la pandemia in particolar modo, video su You tube, diventando una vera Star del Web con tanto di Canale e molti Followers.

L’opinione pubblica si divide a metà.

C’è chi apprezza il suo modo alternativo di Evangelizzare e c’è chi crede che il suo modo di esprimersi nel web non c’entra niente con la Fede.

Io lo seguo “sin dal principio” e sono in parte dalla sua parte, perdonatemi il gioco di parole.

Il suo è un linguaggio evangelico molto vicino ai giovani, parla della Spiritualità attraverso un canale comunicativo efficace e credo nel mio piccolo che la Chiesa debba un pò adeguarsi a queste nuove forme di espressione per espandere la Parola di Dio anche ai giovani che oramai vedono la Chiesa come una forma antica e preistorica della nostra Società.

Attenzione non ho usato il termine “attrarre…” o “persuadere”. Infatti la nostra Fede non è una setta o un partito politico che deve ingabbiare più persone possibili. Lasciamo fare alla Provvidenza e ai disegni del nostro destino.

Gli scandali e il passato non certo casto della Chiesa non aiutano certo nell’opera Evangelizzatrice.

I giovani preferiscono una mezz’ora di sballo e di intrattenimento alternativo piuttosto anche un piccolo tempo di preghiera e di accoglimento personale e credo che il Clero debba, con rispetto ed educazione, entrare nel loro mondo parlando la stessa lingua.

Mi sto accorgendo che Don Alberto sia un precursore di una nuova forma di linguaggio per i giovani ma non credo che sia la soluzione finale a tutti i problemi della Chiesa.

Certo può aiutare quello si. Non è che un giovane guardando un suo video o comprando un suo libro ha una crisi mistica ma sapere che c’è un sacerdote che si avvicina a lui parlando di Dio in maniera del tutto nuova e originale… bhè fa un certo effetto.

Adesso i ragazzi non hanno più tempo per ascoltare ciò che dice il proprio cuore e la Chiesa non attua proposte formative che invogliano loro mezz’ora del loro tempo settimanale a recarsi nella propria Parrocchia o dedicarsi come Educatore nel proprio Oratorio.

Magari tutta questa crisi vocazionale trova più riscontro nelle grandi città.

Ci sono i Grest, i Campi Scuola, l’Azione Cattolica che cercano di tenere Viva la loro Fede ma un calo consistente della loro presenza l’ho notato anche io anche se in una piccola percentuale.

Nel mio piccolo contesto, grazie al Cielo, ancora i Giovani ci sono e sono presenti in Parrocchia anche se la loro educazione spirituale resta un pò carente.

Ritengo che il percorso di Discernimento e di quella Intimità e Amicizia che un giovane inizia a tessere con il Signore parta all’interno della propria Famiglia o in una cerchia di Amici.

Ritornando al discorso di prima Don Alberto e Co. devono dedicare tempo più pratico nella loro parrocchia, con i loro fedeli ma in sostanza un prete sui Social lo vedo come una cosa che non mi scandalizza per niente… non dico che dovrebbe essere la normalità ma vi prego non facciamo i moralisti.

Certo poi il Tempo lo devono trovare per dire Messa, perdonatemi la battuta.

A me piace guardare i video di Luigi Maria Epicoco che sono delle vere Catechesi e che mi aiutano a comprendere meglio la mia Spiritualità…

Oh… l’importante è non esagerare!

W la Fede 😀

Raffaele

Neanche…

E’ il Mistero della Vita.

Chi ha il dono della Fede passa e passerà gran parte della sua esistenza a porsi delle domande. Lecite, plausibili e a volte contradditorie ma comunque sincere.

La mia fede vacilla quando non riesco a intravedere un tramonto che ha perso il suo incanto. Una foschia a seppellire quel bel spettacolo intravisto con quella leggerezza che ho quando recito una preghiera.

Ma di fronte alla sofferenza non ci sono risposte. Milione di domande ma non ancora risposte degne di nota. Ed è la sofferenza che mette in dubbio la Sua opera.

“Come può un Dio buono e misericordioso permettere che un bambino venga ucciso, che soffre la fame? Come può un Dio sacrificare il suo stesso Figlio per donarci quella libertà profanata sin dalla nostra genesi?”

Sono mie riflessioni che mi capita di avere quando faccio fatica ad accettare quella Luce che inebria il mio mattino.

A volte rimango in silenzio di fronte a tutto. Non un silenzio che sa di resa. Ma un silenzio che trova giustificazione nell’affidarmi totalmente alla Sua Volontà.

“Sia fatta la Tua Volontà, non la mia…”

L’umanità è come un bambino, a volte educato, a volte scontroso e diffidente che non sempre, per quanto gli possa volere bene, comprendere l’educazione sentimentale del proprio Padre.

Raffaele

Ricercarmi attraverso te.

“La sofferenza, il dolore, il senso di impotenza. Cercare di trovare una scusa per non comprendere il Suo Mistero. Rifugiarmi nella mia stessa ombra. Sentire il freddo dell’indifferenza del mio pensiero. Allontanarmi dal resto. Ignorare la Sua Voce che squarcia ogni battito del mio cuore che ora triste e sconsolato cerca una casa dove riposare questa notte…”

Ogni tanto vengo attraversato da una crisi spirituale. Dimentico e cancello la Sua Presenza cercando di provvedere a me stesso alla mia giovinezza. Mi arrabbio con Lui cercando a tutti i costi delle spiegazioni, di rispondere alle domande che soffocano quella leggerezza evaporata il giorno in cui feci finta di non vedere con i miei stessi occhi il miracolo della Vita, che nonostante le lacrime è un dono a cui non posso sottrarmi stando lontano dalla Sua ombra.

Non avere il coraggio di guardare in alto, li sopra l’altare, appeso a una croce e vederlo denudato e sofferente dei nostri peccati, dei miei peccati quando giuro che è solo una invenzione della storia e nulla più.

Ma è proprio nelle mie angosce e nei miei tormenti che Lui, nella sua infinita Misericordia, mi viene a cercare, come un amico di cui avevo perso le tracce.

Il tempo è un gioco di sguardi, di carezze ma anche di schiaffi, di pianti isterici o di risate improvvisate.

Ma esso non è eterno per le leggi umane. E’ infinito nel suo Amore.

Non posso continuare a nascondermi e a cercare scuse per non attraversare le mie tempeste, per strappare via l’immagine, la mia, di un ragazzo che non crede più nel sapere credere a questo gioco di sguardi tra me e Lui.

Raffaele

Provocazione

E’ stata una delle più celebri provocazioni di Papa Francesco

“Meglio Atei che Cristiani ipocriti…”

E mai con in questo momento mi sento dentro questa provocazione.

La mia Spiritualità vive di alti e bassi e quanto mi avvicino a Dio attraverso la preghiera e le opere buone tanto più mi allontano da Lui.

Non riesco a capire questa contraddizione del mio pensiero.

Ci sono momenti in cui sento la Sua Presenza: nel sorriso di un bambino dell’oratorio, nell’abbraccio di mio padre o in una giornata soleggiata.

Ci sono momenti in cui sento la Sua Assenza: tragedie, i miei sbalzi d’umore o domande e riflessioni che non trovano un giusto acquirente.

Forse è meglio diventare Atei che Cristiani che si incensano nei giorni di festa.

Forse le mie preghiere risultano essere inutili e puerili se non accompagnate da una cieca Fiducia e credo che questo mi manca alla fine… perchè per lasciarsi Amare bisogna tuffarsi a occhi bendati anche quando abbiamo il senso di vuoto o proviamo una vertigine mai esplorata.

Raffaele

Il Tuo volto io cerco…

A volte tendiamo a non credere e a non professare una fede, un pensiero, un sentimento solo per il semplice fatto che non lo abbiamo visto con i nostri occhi. A volte siamo così attenti che vediamo anche l’inimmaginabile… “l’ago in un pagliaio”

A volte siamo così distratti che tutto ci sfugge dalle nostre mani.

Più che con i nostri occhi dovremmo imparare a vedere e plasmare i nostri orizzonti con il nostro cuore, perchè grazie anche alle sue lacrime che riusciamo a scoprire l’essenza del nostro Destino.

“Il tuo volto Signore io cerco…”

Spesso provo a Cercarlo tra le numerose preghiere che provo a edificare intorno alla mia povertà spirituale. A volte provo a scorgere il Suo Mistero assaggiando la freschezza di un tramonto. Ma credo di aver sfiorato il Suo Volto contemplando l’originale Felicità dei ragazzi del nostro Oratorio. Incontro Gesù quotidianamente mentre vedo giocare un ragazzo a pallone, nell’esultanza dopo un gol o una bella parata ma anche nello scoraggiamento per una partita finita male.

Ecco è proprio li che il mio cuore intravede quella Luce che scatena in me quell’Amore gratuito e indissolubile che mi tiene ancorato alla Vita.

Professo la mia Fede non solo durante la celebrazione Eucaristica ma anche durante la settimana con gli allenamenti di calcetto. Dio si manifesta sempre anche nei posti e nei luoghi dove i nostri occhi non vogliono e non riescono a intercettare.

Ecco quindi l’importanza di “vedere con il Cuore…” solo questo piccolo ed esile organo grosso come un pugno che ci fa comprendere e ammirare la bellezza, la solitudine ed ogni colore innocente che inebria il nostro risveglio…

Raffaele