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Luce

Ho intravisto uno spiraglio di Luce molte volte durante le mie assenze in questa Vita. Mi è bastato accarezzare una croce, una piccola croce di legno custodita nel mobiletto della stanza in cui dormo per capire che in fondo io non sono così solo. Giro e rigiro le mie parole, lontano dal terrore e dai miei errori che vivono ancora sulla mia seconda pelle. Le ferite sono tante, tatuate anche suoi miei sogni che non si permettono ancora di prendere a schiaffi la mia felicità, di infettare i miei giorni che cercano ancora uno spiraglio di Luce in fondo ad un salto nel buio. Sentirmi libero fin dentro l’anima quando sento la Tua Voce nel dolore di un cielo che ancora coraggiosamente custodisce gelosamente nuove emozioni nel vento di questi schivi ricordi. Ascoltare la musica del tuo cuore mentre dipingo la mia stanchezza e cercare di scappare dalla quotidianità che mi rende schiavo nella monogamia dei miei pensieri che ancora si rendono folli perchè non comprendono la freschezza della Tua umile ma eterna eredità, una promessa mantenuta nel Tuo sangue, nel perdono dei nostri e dei miei peccati. Perchè sai colmare il tempo in una notte d’estate e cerco ancora riparo sotto la Tua croce… scusami il disturbo…

Raffaele

La gioia dell’incontro…

Non lo so bene l’attimo, l’istante, il momento in cui ti ho incontrato Signore. So solo che la sera quando prendo tra le mie mani il Rosario riscopro la mia felicità e la mia anima cammina insieme alla Tua Luce e ad ogni mia invocazione mi avvicino sempre di più a Te. Anche se non sono degno di seguire e di sfiorare la Tua ombra, povero e misero peccatore. Non so bene l’attimo in cui ti ho incontrato. Forse nell’abbraccio di mio padre, il mio eroe qui sulla terra, forse l’unico in grado insieme alla mia famiglia di proteggermi dalle insidie di questa Vita. L’unico che non mi ha voltato le spalle quando credevo di stare bene da solo e di dominare la mia gioventù, l’unico in grado di capirmi fin dentro le mie radici e di estrarre in me quella linfa per non sprecare ancora un altro giorno delle Tue lacrime… A volte per colpa della mia pigrizia rimango disteso intorno ai miei pensieri di cristallo e non apro le porte del mio cuore per Accoglierti. Non sono un buon padrone di casa. La mia anima è spesso vagabonda della mia ipocrisia, disordinata e poco ben vestita. La mia mano trema ancora perchè non sono degno di scrivere pagine candide del mio presente. Non ho ancora scoperto, imparato e approfondito la grammatica del Tuo Amore…

Ma questo volta mi farò trovare pronto anche ad ora incerta. Entra la porta è già aperta!

La gioia di un incontro, la gioia di evadere da questo freddo che ancora mi immobilizza e mi paralizza, la gioia di riscoprirti nell’immensità di un giorno nuovo a cui darò un senso profondo, come una poesia scritta tra il sorriso di quando ero fanciullo…

Raffaele

Semplicità

Storie come quelle di Carlo Acutis proclamato beato dalla Santa Chiesa Cattolica nella giornata di ieri ad Assisi… un ragazzo che ha lasciato questa Vita troppo presto, a soli 15 anni. Una esistenza spesa totalmente per il prossimo, una vita consacrata ogni giorno tra le braccia di Gesù, il suo grande Amico. La preghiera come strumento per tenere viva la propria Fede, per rendere candido il proprio cielo.

“Carlo non ha avuto stigmate o visioni, era un ragazzo semplice” queste le parole di sua madre. Per vivere da buoni cristiani ogni giorno dobbiamo riscoprire il valore della semplicità, della genuinità e dell’umiltà. Le nostre opere caritatevoli non devono avere qualcosa di speciale o di straordinario ma qualcosa che riguarda in maniera tangibile la nostra quotidianità. Aprire le porte del nostro cuore a Cristo ogni giorno con la stessa gioia o enfasi di quando abbracciamo in maniera sincera una persona a noi cara o di quando contempliamo un bellissimo orizzonte o siamo invasi da una forte emozione…

… il coraggio di essere Semplici!

Grazie Carlo!

Raffaele

Battersi il petto

Il pubblicano, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo:” O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, torno a casa giustificato.

Luca 18, 9-18

“Chi si umilia sarà esaltato”. A volte, noi cristiani, ci comportiamo come il fariseo che si fa bello e perfetto davanti al Signore perchè si ritiene un giusto osservando tutte le buone regole, pregando e digiunando assiduamente. A volte crediamo che fare la Sua volontà basta osservare tutti i suoi precetti, un pò come i dieci comandamenti che sono delle linea guida, ma l’errore che fa il fariseo è che non si dimostra umile di cuore nonostante esso si comporti bene e non commetti peccati come il pubblicano. Ecco l’essere umili di cuore, una dote che spesso manca nelle nostre comunità. Appartenere al Signore non vuole padroneggiarsi, vaneggiarsi, riempirsi d’orgoglio, l’essere un cristiano di serie A e denigrare i poveri peccatori. La povertà, la povertà di ognuno di noi che cerchiamo secondo le nostre fragilità di dare un senso profondo alla nostra Vita, un dono non imposto ma che dobbiamo glorificare ogni giorno davanti ai nostri fratelli. Batterci il petto e avere il coraggio di dichiararci peccatori, poveri e umili peccatori… perchè la nostra umanità non ha bisogno di eroi ma gente che nella sua semplicità santifica la vita degli altri, di chi antepone il proprio bene per la salvezza del prossimo… e francamente nella mia modesta fede non credo che Lui ci giudica per quanti errori abbiamo commesso in questo lungo cammino ma semmai per quante lacrime abbiamo versato e a quante lacrime abbiamo dato il giusto sapore…

Raffaele

Perchè alla fine…

foto tratta dal web

 

Perchè alla fine Lui ci perdona, nonostante ogni nostra più rocciosa miseria e l’ingratitudine quando il tempo della nostra storia non ci corrisponde più, quando crediamo di essere gli unici protagonisti della nostra esistenza che si sgretola, però, al primo sussulto di una arrogante malinconia… Lui ci perdona…

Quando alle mie umili invocazioni non seguono concreti gesti d’amore puro… un pò come lodare un incantevole fiore dallo splendore di uno smeraldo ma poi lasciarlo appassire perchè il mio tempo ormai è già oltre… Lui mi perdona…

anche quando abbiamo così tanta sete da far impazzire il nostro futuro e gettiamo via le nostre vesti e venderci l’anima per una piccola goccia di ipocrisia… Lui ci perdona…

Raffaele