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“Auguri a tutte noi e a tutte quelle donne ucraine che stanno scappando dalla guerra. Preghiamo per loro.”

Questo è un piccolo pensiero che questa mattina mia madre ha inoltrato sul gruppo Whatsapp della nostra famiglia.

Rivolgiamo ogni battito del nostro cuore alle madri e alle loro figlie che sono costrette a scappare da questo orrendo crimine lasciando i propri mariti e i propri fratelli al fronte per combattere questa assurda guerra. Perchè si, anche nel ventunesimo secolo sentiamo pronunciare questa brutta e ignobile parola.

Perchè la Vita, l’Amore, la Bellezza, la Primavera e la Felicità è Donna.

Perchè la Guerra, la Violenza e la Morte non potranno mai avere le sembianze del loro volto angelico.

Allora sarebbe bello che ogni uomo, in questa giornata del ricordo, dedicasse anche un solo istante una preghiera per queste Donne, recandosi in Chiesa o recitando un Rosario o un “Ave Maria” nella propria stanza da letto. Preghiamo il Signore affinchè sostenga con il suo immenso Amore, sorregga e protegga l’anima gentile di queste piccole creature innocenti.

Auguri

Raffaele

Lacrima

Fermo. Immobile a guardare la tua foto. Un piccolo mazzo di fiori profuma questa mattina. Una piccola luce si sforza di illuminarti. Sono passati undici anni. Sono passati undici anni da quando, a soli ventidue anni, sono diventato orfano del padre di mio padre. Ma nonostante tutto questo tempo che mai sembra essere lontano ci incontriamo di notte dentro un sogno. Fermo. Immobile. Non riesco a trattenere le lacrime, anche ora mentre ti scrivo questo pensiero. Forse esse mi permettono di parlare ancora con te. Forse esse sono la testimonianza del tuo amore donato sin dalla mia infanzia quando con la 124 mi accompagnavi a scuola o passavamo la sera a parlarci e a conoscerci sempre di più davanti al caminetto. Quando provo a incontrarti attraverso il mio cuore provo a non usare il passato. Sei sempre presente, qui con me anche quando contemplo un tramonto o nel sorriso di un bambino dell’oratorio. Continui ad esserci nella mia Vita e sento la tua presenza anche quando arriva l’inverno tra i miei pensieri, anche quando cado e mi ferisco perchè il destino a volte ci disegna orizzonti ancora inesplorati. E quel destino che ha voluto che io ti salutassi per l’ultima volta in quel giorno d’estate appena rientrato da Modena. E non credo sia un caso che ci chiamiamo con lo stesso nome e cognome… come se fossimo uniti, per sempre ad un unica Vita.

Ciao Nonno!

Prigioniero

La prossima settimana il mio blog si vestirà di musica, tra i ricordi più belli della mia adolescenza.

Lo faccio per affrontare il mio passato. Per parlarci un pò. Un dialogo intenso e spero risolutivo per scacciare via quella paura che annebbia ogni battito del mio cuore.

Eppure è una paura che un pò stranamente solletica la mia Felicità mentre la mia malinconia rimane inoperosa e un pò invidiosa.

Ieri sera mi è capitato di ascoltare su Youtube una buona fetta di musica di inizio secolo che mi ha fatto emozionare e che mi accompagnato per tutta la mia gioventù.

Forse ho la sindrome di Peter Pan ma ho tanta paura di diventare grande, di assumermi le mie responsabilità e provare a camminare da solo senza l’aiuto di mio padre o di una ragazza cercata invano per tutto questo tempo.

Forse la Vita in un futuro non troppo lontano mi riserverà un’altra adolescenza o forse mi dovrò aggrappare a questi ricordi affinchè il mio cuore non crei troppo trambusto con il mio destino.

Non lo so…

Raffaele

Un lungo sogno….

Ieri mi è capitato di dormire nel pomeriggio per ben tre ore dalle 13 alle 16. Non ho fatto in tempo a digerire il pranzo a dovere. Una forte esigenza, la mia, di chiudere gli occhi per lunghi istanti e lasciarmi andare alle leggi del tempo. Ho sognato. Ho fatto un sonno molto ricorrente nell’ultimo periodo ovvero quella della mia esperienza da scolaro alle scuole medie del mio paese. Ho fatto un sogno intenso che riguardava molti aspetti di quei tre anni non certo rimasti tra i miei ricordi più dolci e pacati… anzi per tutta la durata della scuola sono stato preso di mira da un compagno di classe che si faceva beffe di me davanti a tutti anche per via del mio carattere troppo fragile per difendermi da lui e dal suo carattere sopra le righe. Ero in parte lo zimbello della classe e poco serviva vantarmi di essere il portiere titolare di una famosa squadra di calcio locale. Non sono stati momenti per me indimenticabili ma nonostante ciò continuano costantemente a raffiorare nei miei ricordi. A volte sogno in quel medesimo sogno di essere il portiere della squadra di calcio della scuola nei campionati studenteschi e di fare sempre una grande prestazione e in parte riscattarmi come bambino. Ma ciò non avvenne perchè non potei svolgere attività agonistica per dei presunti problemi al cuore poi con il tempo passati… e vabbè già capivo in fondo come sarebbe stata una fetta della mia vita… sempre fuori fase e stonato con il mio destino…

Ma siccome tra le mie innumerevoli illusioni credo che tutto abbia un senso, credo che anche quel sogno ricorrente abbia in realtà celato un senso preciso…

l’unica spiegazione che mi dò è il senso e la voglia di riscatto di questa vita che ora mi appare vuota e spoglia di ogni connessione con la mia realtà…

è tempo di pensarci sù…

Raffaele

 

Consapevolezza

E ricordo a vent’anni ero abbastanza spensierato, impreziosito da quel pensiero che ballava a ritmi sfrenati, il cuore un tamburo che disegnava una piacevole musica ornamentale per la mia anima in cui la casa era riposta nel sorriso e l’abbraccio di un amico…

E ricordo quando fremevo per il primo appuntamento con quell’abito che non mi andava mai bene e quel taglio di capelli forse troppo espansivo come quel pensiero che faceva diventare il cielo un gioiello con cui impreziosire quel giorno speciale…

Raffaele