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Ma che colpa abbiamo noi…

“Ma che colpa abbiamo noi…”

Questa canzone dei Rokes di quasi 60 anni fa sembra fare da eco e da manifesto alla situazione che stanno attraversando i nostri giovani qui nel Bel Paese.

E i riflettori vanno di diritto alla Nazionale di Calcio di Roberto Mancini che complice la mancata qualificazione ai Mondiali ha aperto un nuovo ciclo dando spazio ai nostri giovani calciatori bistrattati e non considerati dai Club di Serie A.

Un campionato, il nostro, in cui oltre il 60% degli atleti sono di Nazionalità straniera e quei pochi italiani che giocano negli undici titolari di certo non appena usciti dai nostri Vivai.

Ed ecco che la mossa di Mancini sembra più quella della disperazione. Purtroppo il movimento calcistico italiano è in crisi e questo lo sappiamo benissimo.

Non soltanto nel calcio ma anche nella nostra Società ci si accorge di “Loro” solo nei momenti disperati. Dall’Istruzione fino al mondo del Lavoro si investono poche energie sul futuro della nuova generazione per chiedere e pretendere da loro la massima collaborazione e un proficuo impegno solo nel momento del bisogno.

No così non va.

Noi Italiani siamo un popolo che ama nascondere la “polvere sotto il tappeto” pur di non affrontare, nell’immediato quei problemi tipici di una identità culturale ancora troppo conservatrice e antica.

Lungi da me da esprimere giudizi, io che ormai sono “un giovane adulto” ma sono stanco di vedere le nostre nuove generazioni portate al macello per una ideologia priva di senso e meccanismi arrugginiti dalla nostra ipocrisia.

Negli ultimi anni nella nostra società, anche quella sportiva, si sono proclamate nuove bandiere, respirando un nuovo clima, un nuovo vento rinfrescante ma poi,noi tutti, partendo dai politici, quello che manca è il coraggio di cambiare. Il coraggio di intraprendere una nuova via, anche quella più impervia e rischiosa.

Purtroppo il nostro tempo non sembra avere poi così tanto tempo e a 18 anni, quando si è ancora adolescenziale, gli si chiede ad un individuo di essere già pronto e pronto per essere sacrificato nel mondo del lavoro.

Chi sbaglia a percorre una strada, o anche solo un pensiero, è perduto.

“Chi ha tempo non aspetti tempo…”

Ecco ci voleva proprio questo detto.

Perdonatemi per il mio puerile pensiero.

Buona giornata

Raffaele

E’ il momento del coraggio.

Questo pomeriggio avrò un impegno. Una visita medica che mi impedirà di partecipare al rito delle Ceneri nella mia Parrocchia. Peccato. Questa mattina nella mia breve preghiera ho chiesto al Signore di farmi vivere questo lungo momento di penitenza come una forma vera e autentica di coraggio. Nel mio piccolo, a conclusione della Quaresima, vorrei sentirmi purificato con le mie paure, le mie vertigini che si trasformeranno come riflessi di luci del mio mattino che mi accoglie nella sua limpidezza. Senza più colpe e stupide e imbarazzanti scuse.

Mi sento bene, ora. Perchè attraverso la preghiera ho ritrovato parte del mio equilibrio e non è facile visto che ogni giorno, per me, è come evadere dalle mie origini, incrostarmi nel mio passato.

Ma vorrei che questa Quaresima non sia solo una sommatoria di giorni di preghiera ma un periodo, semmai, dove mi confronto, anche duramente con la parte più irascibile e che tende a bloccare ogni parte più bella di me. Confrontarmi con le mie parole, un pensiero che avrà sete del mio cielo, un passo di danza mentre gioco con il mio cane in giardino senza il timore di confrontarmi con le mie ombre del domani.

Ritornare a guardarmi nel fuoco vivo della mia Felicità, niente di più senza chiedermi costantemente “Come stai?”

Raffaele

Io credo…

Io credo nel Destino e nell’infinita trama, complessa e strutturata, che ci coinvolge anche negli angoli più angusti della nostra esistenza.

Credo nel Destino come una voce dall’alto che ci tende ad orientare su un giusto cammino. Intravedere un Riflesso che ci indici una Luce da cui uscire da periodi rinchiusi ad una grotta ad osservare ed a mitigare il nostro tempo.

Credo che il Destino sia in parte una rivoluzione del nostro pensiero ma che anche non sia solo coincidenze e attimi di imprevedibilità.

Credere nel Destino non è credere di avere la prontezza di prendere il treno giusto o di arrivare puntuali ad un appuntamento.

“Il Treno passa una volta sola…”

Chi lo dice questo? E se esso ha un guasto durante il tragitto o se per sbaglio sbagliasse fermata?

Credo, invece, che il Destino ci viene a cercare anche quando abbiamo il cestino ricolmo di pezzi del nostro cuore andati in frantumi, quando l’anima diventa pesante e asfissiante nel vedere tristezza anche in un giorno di sole.

Il Destino non è un testo scritto. Non è una canzone ascoltata mille volte sul nostro lettore musicale. Non è, in sostanza, una ripetizione noiosa del nostro Tempo.

Ogni lacrima ha una sua forma, ha una sua specificità.

Il Destino non va cercato, non è una improvvisazione Divina, non è il solito caffè del mattino.

E non possiamo capirlo fino in fondo… perchè quando un giorno lo capiremo veramente avremmo smesso di respirare.

Raffaele

Porsi delle domande…

Ho sempre pensato che porsi delle domande sulla propria Vita, sul proprio destino, nella spiritualità ecc fossero un diritto fondamentale dell’uomo, di ieri e di questo presente.

Fino a poco tempo fa credevo che invece cercare a tutti i costi delle risposte a qualche sfumatura della nostra esistenza non sia di fondamentale importanza.

Forse mi sbaglio. Sono confuso.

A volte credo che il silenzio, quello prodotto dalla nostra anima sia la risposta più vera e autentica e che cercare a tutti costi una risposta ai nostra perchè sia forzatura a volte dannosa e deleteria.

Il Cristianesimo si fonda sul Mistero di Gesù e la Scienza sulle continue scoperte che ci aprono nuove prospettive nel nostro Universo.

Porsi e sforzarsi di elaborare quesiti senza ottenere una certezza potrebbe risultare inutile.

Ma forse credo che noi essere umani, il nostro compito qui sulla Terra, sia quello di vivere i nostri giorni accettando, non in maniera passiva, le leggi del nostro Tempo.

In questo periodo sto vedendo molti video su Youtube del Teologo e Filosofo Don Luigi Maria Epicoco. Un pò per cultura mia personale e un pò perchè cerco delle risposte sui cui riflettere sui temi come la Felicità o l’ Amore.

Cerco. Ma anche se non riuscirò ad esaudire tutti i miei dubbi starò comunque in pace con me stesso perchè ciò che voglio adesso trovare è uno scopo per cui innamorarmi della Vita e forse cercare troppe domande mi possono allontanare dal mio obiettivo iniziale.

In passato ho litigato molto con il destino ma adesso ho imparato a conviverci cercando di essere io stesso in primis la linfa che lo disegna nei colori che più mi piacciono…

Raffaele

Secondo voi, cosa dovrei fare?

Non capisco perchè le mie poesie qui sul blog piacciono e su Instagram e sulla mia Pagina Facebook un pò di meno. Questo è un posto dove mi sento veramente amato da un punto di visto artistico, ma poi basta un pensiero e una discussione con mia sorella e con un altro amico per mettere in crisi il mio pensiero.

Si lo ammetto, esso può risultare articolato, tormentato e poco lineare ma una scrittura semplice non è per me congeniale.

Forse dovrei rivedere e cambiare il mio stile. Ricominciare daccapo magari con una forma più snella e priva di orpelli vari.

Non capiscono i miei scritti e forse hanno davvero ragione, non lo, non so più cosa pensare.

Qui sul blog mi sento e amato e compreso e so di non mettere mai in dubbio i vostri apprezzamenti sulle mie poesie, la vostra sincerità è autentica.

Forse dovrei dedicarmi anima e corpo in questo piccolo spazio dove mi sono sempre sentito a mio agio mentre Instagram e la Pagina Facebook sono stati solo una inutile evasione o un tragico esperimento.

“La poesia non va spiegata…” ma niente non lo vogliono capire.

E ho il timore che i miei pensieri siano solo aria condensata… l’apparenza è qualcosa di bello in fondo.

Forse sono io che non capisco niente di poesia e forse è meglio che ritorni li nella mia cuccia…

Credo che sia meglio ritornare in pianta stabile qui, dove mi sento in qualche modo protetto dichiarando conclusa le mie altre esperienze e magari rivedere senza travolgere il mio stile di scrittura.

Credo che non ho capito e penso sia la cruda verità che negli altri Social non ci sia Tempo e Spazio per il pensiero, che la Vita ha un altra metodologia di intendere un sentimento e che non ci dovrei più stare in ansia per questo e non essere ossessionato dai mancati apprezzamenti… ne riparleremo quando avrò la volontà e la forza di pubblicare una mia raccolta di poesie.

Ora mi sento un pò sollevato, grazie! 😛

Perdonatemi lo sfogo.

Ok, credo che per un pò di tempo mi dovrete sopportare allora 😀

Raffaele