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Posso essere cattivo?

Posso essere cattivo, almeno per un momento?

Dopo l’entusiasmo svanito per la politica per colpa delle alleanze e continui colpi di teatro avevo promesso a me stesso che non avrei più comprato e speso un centesimo per un quotidiano e leggere di Calenda, Salvini, Meloni e Letta… oramai non guardo più la tv stufo delle loro continue presenze.

Mi sono rotto le scatole!

Eppure questo mattina sono andato in edicola e ho speso i miei soldini.

Non sto capendo ancora il perchè e se nemmeno oserò sbirciare qualche rigo di qualche articolo. Forse passerò direttamente alla sezione Cultura e Sport.

Ho pure smesso di seguire sui social tutti i Politici nostrani, dedicando più tempo per la letteratura e poesia.

Forse perchè… “Certi Amori non finiscono….”

Oddio… sto messo proprio male!

Forse non tutto dentro di me è svanito, evaporato…

Aspè… quanto manca al 25 Settembre?

Raffaele

Farfalla

Il volo di una Farfalla.

Il profumo della libertà.

Un mosaico di colori con cui

attingere ogni forma barocca

della nostra Speranza.

“La Primavera è alle porte,

resistete ancora un pò!”

La Verità non cerca

compromessi o consensi,

nè una visibilità mondana.

La Verità appartiene al cuore di chi

si spoglia di ogni ricchezza e diventa

Umile e Servitore

di ogni sfumatura del proprio Destino.

Ciao Paolo.

Raffaele

(foto tratta dal web)

Ma che colpa abbiamo noi…

“Ma che colpa abbiamo noi…”

Questa canzone dei Rokes di quasi 60 anni fa sembra fare da eco e da manifesto alla situazione che stanno attraversando i nostri giovani qui nel Bel Paese.

E i riflettori vanno di diritto alla Nazionale di Calcio di Roberto Mancini che complice la mancata qualificazione ai Mondiali ha aperto un nuovo ciclo dando spazio ai nostri giovani calciatori bistrattati e non considerati dai Club di Serie A.

Un campionato, il nostro, in cui oltre il 60% degli atleti sono di Nazionalità straniera e quei pochi italiani che giocano negli undici titolari di certo non appena usciti dai nostri Vivai.

Ed ecco che la mossa di Mancini sembra più quella della disperazione. Purtroppo il movimento calcistico italiano è in crisi e questo lo sappiamo benissimo.

Non soltanto nel calcio ma anche nella nostra Società ci si accorge di “Loro” solo nei momenti disperati. Dall’Istruzione fino al mondo del Lavoro si investono poche energie sul futuro della nuova generazione per chiedere e pretendere da loro la massima collaborazione e un proficuo impegno solo nel momento del bisogno.

No così non va.

Noi Italiani siamo un popolo che ama nascondere la “polvere sotto il tappeto” pur di non affrontare, nell’immediato quei problemi tipici di una identità culturale ancora troppo conservatrice e antica.

Lungi da me da esprimere giudizi, io che ormai sono “un giovane adulto” ma sono stanco di vedere le nostre nuove generazioni portate al macello per una ideologia priva di senso e meccanismi arrugginiti dalla nostra ipocrisia.

Negli ultimi anni nella nostra società, anche quella sportiva, si sono proclamate nuove bandiere, respirando un nuovo clima, un nuovo vento rinfrescante ma poi,noi tutti, partendo dai politici, quello che manca è il coraggio di cambiare. Il coraggio di intraprendere una nuova via, anche quella più impervia e rischiosa.

Purtroppo il nostro tempo non sembra avere poi così tanto tempo e a 18 anni, quando si è ancora adolescenziale, gli si chiede ad un individuo di essere già pronto e pronto per essere sacrificato nel mondo del lavoro.

Chi sbaglia a percorre una strada, o anche solo un pensiero, è perduto.

“Chi ha tempo non aspetti tempo…”

Ecco ci voleva proprio questo detto.

Perdonatemi per il mio puerile pensiero.

Buona giornata

Raffaele

E’ il momento del coraggio.

Questo pomeriggio avrò un impegno. Una visita medica che mi impedirà di partecipare al rito delle Ceneri nella mia Parrocchia. Peccato. Questa mattina nella mia breve preghiera ho chiesto al Signore di farmi vivere questo lungo momento di penitenza come una forma vera e autentica di coraggio. Nel mio piccolo, a conclusione della Quaresima, vorrei sentirmi purificato con le mie paure, le mie vertigini che si trasformeranno come riflessi di luci del mio mattino che mi accoglie nella sua limpidezza. Senza più colpe e stupide e imbarazzanti scuse.

Mi sento bene, ora. Perchè attraverso la preghiera ho ritrovato parte del mio equilibrio e non è facile visto che ogni giorno, per me, è come evadere dalle mie origini, incrostarmi nel mio passato.

Ma vorrei che questa Quaresima non sia solo una sommatoria di giorni di preghiera ma un periodo, semmai, dove mi confronto, anche duramente con la parte più irascibile e che tende a bloccare ogni parte più bella di me. Confrontarmi con le mie parole, un pensiero che avrà sete del mio cielo, un passo di danza mentre gioco con il mio cane in giardino senza il timore di confrontarmi con le mie ombre del domani.

Ritornare a guardarmi nel fuoco vivo della mia Felicità, niente di più senza chiedermi costantemente “Come stai?”

Raffaele

Io credo…

Io credo nel Destino e nell’infinita trama, complessa e strutturata, che ci coinvolge anche negli angoli più angusti della nostra esistenza.

Credo nel Destino come una voce dall’alto che ci tende ad orientare su un giusto cammino. Intravedere un Riflesso che ci indici una Luce da cui uscire da periodi rinchiusi ad una grotta ad osservare ed a mitigare il nostro tempo.

Credo che il Destino sia in parte una rivoluzione del nostro pensiero ma che anche non sia solo coincidenze e attimi di imprevedibilità.

Credere nel Destino non è credere di avere la prontezza di prendere il treno giusto o di arrivare puntuali ad un appuntamento.

“Il Treno passa una volta sola…”

Chi lo dice questo? E se esso ha un guasto durante il tragitto o se per sbaglio sbagliasse fermata?

Credo, invece, che il Destino ci viene a cercare anche quando abbiamo il cestino ricolmo di pezzi del nostro cuore andati in frantumi, quando l’anima diventa pesante e asfissiante nel vedere tristezza anche in un giorno di sole.

Il Destino non è un testo scritto. Non è una canzone ascoltata mille volte sul nostro lettore musicale. Non è, in sostanza, una ripetizione noiosa del nostro Tempo.

Ogni lacrima ha una sua forma, ha una sua specificità.

Il Destino non va cercato, non è una improvvisazione Divina, non è il solito caffè del mattino.

E non possiamo capirlo fino in fondo… perchè quando un giorno lo capiremo veramente avremmo smesso di respirare.

Raffaele