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Umili servitori

“Servitori dell’Umanità” è una espressione usata da un giovane prete in un video youtube. E’ una bella responsabilità e un privilegio che ognuno di noi deve adempiere nel corso della propria giovane esistenza. Credenti e non dobbiamo essere gocce di acqua pulita, buona e dissetante che irrigano una terra non sempre fertile e pronta ad ospitare nuovi virgulti. Spesso rinuncio all’amore instancabile dei miei familiari o quello sincero dei miei amici… a volte rinuncio all’estrema bellezza di una innocente felicità perchè rinchiuso dentro uno stanza a cui ho strappato via le finestre per paura di dialogare con il mondo…

“Servitori dell’Umanità” con la consapevolezza di accettare la nostra povertà spirituale e di vivere in quella umile umiltà d’animo… fuoco ardente dei nostri cuori…

Buona Vita

Raffaele

… dal dentista…

Tu sei fortunato, ora, Raffaele… prima le persone andavano dal dentista solo se si dovevano tirare il dente!

E’ una citazione di mio padre enunciata ieri durante una chiacchierata davanti alla tv, un classico nella mia famiglia: parlare di calcio, di politica mentre ci vediamo un film o un programma serale. E mentre riferivo a papà della mia prossima e nuova preoccupazione, ovvero quello dell’appuntamento lunedi dal mio “amico” per una sostituzione di una vecchia capsula, lui se ne è uscito con questa riflessione.

Eh si mi duole ma ragionando devo darli ragione. Ora la medicina si è talmente evoluta che veniamo tempestivamente curati si dal primo sintomo, che si tratti del dentista o da parte del nostro medico curante, e la nostra salute viene tramite controlli osservata con molta cura.

Si è vero dovrò andare dal dentista con rischio che il dente sia cariato, sentirò un pò di dolore ma niente può essere paragonato “ai tempi antichi”… ora nel caso di leggero dolore il professionista mi somministra un anestetico e il gioco è fatto. Ovviamente ci sono patologie gravi dove il dolore e la sofferenza purtroppo è ben delineata e in alcuni casi una vera agonia. Il mio è solo un piccolo esempio di un ragazzo viziato che ha paura di una semplice e innocua visita… anche se il suono stridulo del trapano fa timore a tutti, non mi permetto di entrare nei discorsi più grandi della mia cultura… solo che al giorno d’oggi la medicina e il suo veloce progresso ci permette di vivere leggermente più sereni rispetto a primi, tempi in cui prendersi la febbre o una brutta influenza era un pericolo per la propria vita. Io per esempio ho preso subito un appuntamento perchè siccome ho la soglia del dolore piuttosto bassa mentre mi lavavo i denti ogni volta sulla zona gengivale vicina alla capsula in questione sentivo un piccolo fastidio. Forse disturberò inutilmente il dentista visto che poi fra un mese dovrò partire in Emilia per due settimane dalle mie sorelle, forse avrei potuto aspettare il mio ritorno per prendere un appuntamento con lui ma al primo piccolo ed esile dolorino mi sono subito allarmato…

se si pensa che la prima conquista della medicina moderna è stata nel 1800 la cura e l’igiene personale a partire dal lavaggio sociale delle mani…

è solo che sarei dovuto andarci questa estate dal dentista ma il mio più grande vizio è quello di rinviare i miei problemi nascondendoli sotto il tappeto in attesa di tempi più propizi… se solo avessi avuto la saggezza ora sarei potuto partire con più tranquillità… ahi… non cambio mai…

ansie e “paure viziate” in corso… tenersi debitamente lontani da me 😀

Buona Vita 🙂

Raffaele

Pensiero…

“La Fede è missionaria o non è Fede. La Fede ti porta sempre ad uscire da te. La Fede va trasmessa. Non per convincere, ma per offrire un tesoro. Preghiamo il Signore che ci aiuti a vivere la nostra Fede così: una Fede a porte aperte, una Fede trasparente.” Papa Francesco

Una Fede che ci viene direttamente dal cuore: uno scrigno magico dove far dimorare quel senso di Pace che solo con la sua amichevole Presenza ci rende custodi di questo dono. Sin dal battesimo ogni cristiano è in perenne cammino, lungo una luminosa strada. Senza sosta. Solo il tempo di dissetarci ammirando un pregevole panorama… che sia un abbraccio o una carezza di un nostro caro oppure dissetarci attraverso il pensiero di una “Lieta Notizia” cercando di incuriosirci sempre di più di ogni sua sfumatura. Siamo in cammino perché le mura delle nostre abitazioni, luogo di perenne protezione, non ci bastano più. Vogliamo sfidare le intemperie ed ogni imprevisto del tempo, consci che sin ogni nostro respiro non sarà e risulterà mai vano. Passo dopo passo, nonostante le nostre fragilità e le increspature dell’anima ci avviciniamo sempre di più all’orizzonte promesso e sognato nei giorni di innocente felicità. Sentiamo il vento che leviga le onde del mare, sentiamo il profumo di un fiore appena sbocciato anche nel cuore dell’autunno dopo tutto sempre, apparentemente, spegnersi o morire. Una Fede trasparente come piccole gocce di rugiada o i fasci di Luce che illuminano i nostri sogni appena vissuti al mattino e che mai termineranno con il suono della sveglia.

Raffaele

Questa mattina…

Questa mattina mi sono svegliato (semmai uscito dal letargo) intorno alle 8.20 e ho scritto di impulso questa poesia poi da pubblicata nelle “stories” su Instagram…

Ognuno di noi è un pezzo unico. Ma a volte vorrei prendere da voi piccoli intarsi che compongono la vostra essenza,

vi strapperei il senso devoto di Felicità che immortala i vostri futuri passi avvenire,

coltiverei nella mia più totale frenesia quella vostra docilità che elargite quando il cuore fa fatica a donare perle d’amore e di saggezza,

vi ruberei quel senso di leggerezza dopo avervi sfiorato una sdrucciola emozione d’incanto fiabesco con una mia pesante carezza… il sudore di una lacrima che prima di evaporare, dissolversi chiede aiuto nei vostri estivi sogni autunnali…

Sono le 11. Mi ritrovo nella mia stanza da letto, adagiato sulla scrivania con un leggero venticello che mi fa stare un pò soave mentre vi dedico questo post…

dopo proverò a rileggere “Un uomo” di Oriana Fallaci, spero di riuscire a finirlo… l’estate può durare altri due mesi come può durare per sempre… dipende dalle prospettive e dalle aspettative che ognuno di noi ha in serbo nel suo lungo cammino…

io per ora osservo, bevo molta acqua, mi faccio continuamente la doccia come se la mia pelle eviti il sudore di un pensiero ancora non ben accolto tra le mie parole che cercano disperatamente ristoro in un tuo messaggio, nell’invito di un amico o tra le melodie di una canzone di Battisti…

Non voglio ricominciare da zero, mi tengo il peso delle mie ossa…

Raffaele