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Soldi!

Soldi, soldi e ancora soldi… quanto denaro in maniera spropositata circola nel mondo del football dall’inizio di questo secolo. Giocatori, idoli delle tifoserie di ogni squadra che stanno diventando sempre di più delle imprese, delle industrie di interessi commerciali. L’atleta, quanto tale, espressione di quei valori come l’umiltà, il rispetto verso la tifoseria e per la propria società di appartenenza vengono meno. In un mondo che si sta impoverendo al livello ideologico, l’industria del calcio non sembra avere crisi. Anzi, mai come in questo periodo, specie nella sessione estiva del calciomercato, assistiamo a cifre per “l’acquisizione sportiva di un atleta” che neanche un semplice tifoso si può immaginare, cifre con tanti e troppi zeri. Gli altri sport in Italia guardano dal basso verso l’alto non con un senso di invidia, perchè il nostro calcio e annessi i suoi interessi commerciali sta prendendo una strada, forse senza uscita. I soldi, non potranno mai annichilire l’amore per una squadra e per i suoi colori, non potranno mai diminuire la passione per questo sport. Certo, sarebbe opportuno che il signor Calcio guardasse un pò di più verso altri confini, verso altre discipline dove il denaro circola in maniera molto “meno evadente” e che ci regalano magie e imprese impresse per sempre nel tempo… Si può sempre tornare indietro e prendere esempio da altri Sport che non potranno mai essere considerati “minori” per il loro coraggio e la loro forza di trasmettere un pensiero di sport ancora vincente al di là dei soldi…

Raffaele

Pausa

foto tratta dal web
foto tratta dal web
Mi capita spesso, se non eternamente che al compimento della lettura di un libro, segue una forzata e violenta pausa o “stacco emotivo” prima di iniziare a leggere una nuova opera letteraria. Non so darmi una spiegazione plausibile. Per esempio, ho appena finito di leggere “Ogni mattina a Jenin” meraviglioso libro di Susan Abulhawa, stile “Cacciatore di aquiloni” (scusate se uso questo genere di paragoni, ma la descrizione di una storia o di un libro non è il mio forte 😀 ), ho provato nei giorni successivi a riprendere la lettura di un libro lasciato a metà: “I pilastri della terra” di Ken Follett, ma non sono riuscito neppure a leggere una, ma dico una, sola pagina. Ci sono quelle due fatidiche 2 barra 3 settimane prima che mi lascio trasportare da una nuova storia. Forse sono riuscito, così, a darmi una flebile risposta: questa riposo forzato è dovuto in parte ad una pausa emotiva che la mia mente mi pone quasi a livello fisiologico, per riprendere fiato, prima di donarmi con tutto me stesso ad un’altra avventura letteraria. Eh si, sono uno che si dona completamente al libro, quello che ti prende, ti fa appassionare, che ti rende artefice e vero protagonista della trama. Specie con i libri di Faletti e quindi sul genere Noir sono rimasto giorni a contemplare il finale e a riflettere sulle meraviglie, sui miracoli a livello di scrittura dell’autore. Una volta che ho finito questa avventura, accantono delicatamente il libro nella libreria, raramente cercherò di rileggerlo, un pò come una vecchia storia d’amore che non può ritornare di moda… eh adesso aspettiamo, facciamoci questa sana pausa!!!!

Buongiornooo 🙂

Raffaele

Buona vita

Foto tratta dal web
Foto tratta dal web

 

Ahhhhhhhhhhhhhhhh alzarsi la mattina e sapere che il caffè, la bevanda della mia salvezza è finito… drammi della mia esistenza! Oh Vita mia, vita mia perdona questo insignificante e opaco tuo discepolo!

ahahah ovviamente scherzo! 😀

Buongiorno a tutti! Due settimane fa una mia amica blogger, rispondendo a un mio commento, ha concluso la sua frase di ringraziamento nei mie riguardi con:”…. Buona Vita!“.  Li per li, non ho fatto molto caso, ma poi mi sono accorto di questo saluto alquanto insolito per me. E’ la prima volta nelle mia vita che una persona mi rivolge, in maniera gioiosa l’espressione “Buona Vita“. E’ così carico di significato questa tipologia di saluto un pò come “Pace e bene” per i monaci, credo, ad esempio. Un saluto non banale, anzi, rivolto a me, utente wordpress ancora sconosciuto. “Io non ti conosco, ma comunque Buona Vita“. Un atto di profonda gentilezza, una pace interiore che schiarisce ogni più cupo cielo di chi lo riceve. Non è un “Ciao” detto in fretta in furia, specialmente per me che tendo a caricare di senso ogni parola che enuncio. Mi ha colpito, e vorrei utilizzare di più, anzi dovremmo utilizzare spesso questo saluto. Perchè la Vita è un dono, un miracolo e un qualcosa di sacro. Un pò come nel mondo arabo che tendono spesso a benedire nei loro saluti o come l’inchino nei mondo orientale. Buona Vita è un invito a preservare e non ad usurpare e vanificare il concetto divina della propria esistenza.  Francamente, parlo per me, sono stato un pò timido, nell’usare questo saluto, per via della sua originalità, della non sua consuetudine a pronunciarla… ma ci proverò…

Buona giornata e sopratutto “Buona Vita!” 😀

Raffaele

Dubbi

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Inizio di settimana all’insegna dei miei corpulenti e sgrassanti dubbi filosofici che corrodono o rinfrescano il mio pensiero di una mummia appena uscita dal suo sarcofago. I miei sono ritornati da un viaggio e la mia asocialità si è conclusa ieri sera. Parafrasando un detto:”Quando i genitori non ci sono… i figli ballano”. Quindi addio pizza e birra la sera e solita pasta con il ragù a pranzo. Si ritorna, e meno male, alla vita di tutti i giorni. Una settimana a casa da solo è una bella esperienza ma sono contento che sono ritornati i miei, il silenzio della mia abitazione era quasi assordante. Adesso sento il profumo provenire dalla mia cucina… broccoli… blè… pasta con i broccoli… blè… mamma mi sei mancata… si ma poi domenica… lasagne e cannelloni??

Dubbi filosofici e morali, specie dopo il catastrofico referendum di ieri. Tempo di prima mattina a spulciare tra i vari post e relativi commenti dei miei amici su face sul tema, appunto, della “consultazioni popolare” di domenica.

Dubbi filosofici ed estetici… comprare occhiali nuovi… quale tipo di montatura sceglierò? Il colore per forza blu, un pò sgargiante, è vero, ma i miei gusti sono particolari che seguono i miei odierni stati d’animo.

Dubbi filosofici e sportivi: con la mia squadra di calcio dei miei ragazzi vinceremo la prossima partita e accederemo ai playoff? Che tipo di allenamento svolgere domani pomeriggio e come li dovrò “caricare” prima della partita?

Dubbi filosofici e forse banali e stupidi. Non saprei, i problemi sono soggettivi e ognuno usa una proprio metodo di giudizio. Adesso mi chiuderò in camera e ascoltando un pò di musica contemplerò sulle vere tematiche da affrontare per dare un minimo di ardore alla mia esistenza, per dare vita ai miei prossimi giorni, con lo sguardo rivolto verso l’alto a guardare e sognare un cielo su misura di me…

Forse perchè il mio continuo pensare e riflettere sul mio destino a volte mi cristallizza a volte mi permette di essere un pò più libero…

Buon Lunedi amici!

Un abbraccio!

Raffaele 🙂

L’anno che verrà

Spero non sia una minestra riscaldata il nuovo anno. Il 2016 che bussa alle porte del mio presente. Sono inerte di fronte all’avvenire. E rimanere il classico immigrato del suo tardo tempo andato. E’ stato un attimo. Uno schiaffo inatteso, questo 2015. Non me la sento di prendere un raccoglitore e classificare le gioie e amarezze. Non me la sento perché domani è il 31 e devo guardare il nuovo orizzonte che mi si protende davanti. Non rifarei niente di quello che ho adempiuto in questo anno. Il cuore continua a battere promesse e sogni ancorati dentro un cassetto. Vorrei che nel 2016 le mie parole prendessero fuoco, gli occhi ghiotti di speranze e utili a cestinare le lacrime. Vorrei che il mio stomaco la smetta di accumulare dentro se rospi dal mondo esterno. Vorrei mangiare sano evitando vizi e virtù balorde. Vorrei leggere fino allo sfinimento. Entrare da visitatore non pagante dentro variopinte storie di cristallo e farle mie. Vorrei scrivere fino alla sfinimento. Fino al mal di testa. Inventare storie di cristallo e contare gli attimi che mi separano da un innocente sorriso. Vorrei osservare il mondo altrui, non con visioni notturne e di invidia. Disinnescare quel meccanismo che mi rende inferiore anche ad una particella estremamente piccola e innocua di questo mondo. Questo mondo che ancora non sentito l’odore della mia pelle, che ancora mi intravede dal lato oscuro della luna. Trovare un accordo con il bianco buio interiore. Saper comprendere le multietniche indicazioni stradali che mi troverò di fronte. Saper accendere una candela e inseguire la mia sequela senza la silente paura di pensare che non sono degno di questa vita. Illuminare la scia delle persone a cui il mio cuore donerò. Dare senza ricevere. Amare nella sofferenza. Come miele per addolcire pensieri freddi e opachi della vecchia gioventù.

Un anno è già passato e un altro arriva già.

Buon Anno!

Amaro 🙂