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Preferisco

Preferisco alzarmi presto la mattina

non oltre le 7 e fare la colazione con 8 fette biscottate.

8 fette esatte perchè ormai il mio stomaco ha fatto la sua memoria.

Preferisco farmi la barba una volta al mese

per il semplice fatto che non mi va di raderla ogni giorno come mio padre

preferisco avere e conservare una faccia sporca, pulita di tanto in tanto di qualche mia lacrima.

Preferisco non rispondere subito alla chiamata dei miei amici al cellulare

questione di pudore o di timidezza, preferisco messaggiare in chat

ho il timore di far sentire la mia voce al di là di un compromesso o di un mio imbarazzo.

Preferisco portare a spasso il mio cane sempre al solito orario, pioggia permettendo,

lui sa ed io pure quando è il momento di espletare i suoi bisogni fisiologici. Siamo tutti e due felici.

Preferisco non bere il caffè a pomeriggio dopo pranzo, non mi posso permettere che il mio stomaco diventi un ring da combattimento, questa notte vorrei dormire in santa pace, incubi permettendo.

Preferisco che l’Inter non giochi alle 18.30, lo ritendo un orario stupido per far disputare una partita di calcio e poi mi costringe a cenare un pò più tardi del dovuto e non so ancora resistere agli strappi della fame.

Raffaele

A quale costo? Ad ogni costo…

A quale costo, ad ogni costo. Esigere una scelta per far contente altre persone, per sperare che questa scelta che ossida intarsi della mia felicità può realizzarsi propedeutica per il mio futuro… quel futuro che sognano fosse di parole e poesie ma che un pò per colpa mia per il senso di vertigine che blocca il mio volo sarà molto lontano dall’orizzonte che speravo fin dall’adolescenza… per far felici gli altri e mettere a bada la mia ragione e quella coscienza con cui siamo separati nella stessa casa torposa dell’anima… perchè in questi anni di intensa mia personale riflessione non ho messo in moto quei meccanismi che mi avrebbero ora deviato a questa scelta che a me crea solo scombussolamento. Mi sento vuoto dentro come se avessi perso l’orientamento e in giro non ci sono indicazioni comprensibili al mio pensiero e non so con quali forze mi adopererò per fare questa scelta che non so dove mi condurrà… se passerò il resto dei miei ultimi giorni contemplando il crepuscolo della mia anima e la foschia di ogni liturgico sentimento… quando capisco che a 30 anni sono ancora guidato a compiere delle scelte focali per la mia vita senza avere la libertà e la volontà profetica di scegliere altre strade allora capisco che ho sprecato inutilmente il tempo donato in maniera sacra ma che ho provveduto a esorcizzarlo… solo adesso capisco nel danno della mia pelle le scelte che ho avuto paura di compiere e adesso mi ritrovo una bella spada dalla parte della lama pronta a trafiggere questo esile e nudo corpo… poi magari un pò di speranza nel futuro ci sarà… eh caro futuro, solo adesso mi accorgo della tua umile importanza, avrei potuto insieme a te compiere dei compiacenti e non stancosi passi in questa avvenire che ha perso la sua stelle… con quella poca luce che ho negli occhi mi toccherà guardare ciò che resta delle mie forme in una pozzanghera di fango… perchè questo ora mi sento… perchè nonostante tutto il mio cane ha il desiderio di giocar ancora con me…

Buon lunedi 😀

Raffaele

 

Non so cosa fare…

Non so proprio cosa fare. Se devo continuare con l’oratorio oppure fermarmi qui, dopo 4 anni vissuti intensamente. Il mio pensiero è diviso a metà. C’è una parte che vuole ritentare per un nuovo anno, attuando delle nuove proposte da porre alla nostrea presidente cercando di rendere sempre più viva e dinamica la nostra associazione, vorrei buttare giù le mie idee ed enunciarle a tutti gli educatori nella tua totale chiarezza e trasparenza cercando di migliorarci ed essere sempre più utili ed efficaci ai nostri ragazzi. Impegnarmi di più e rispolverare la parte social abbandonata da alcuni mesi vista la mancata collaborazione degli altri allenatori, rimanendoci poi male… perchè da solo non posso fare tutto. Insomma portare un pò di entusiasmo e abbattere ogni difficoltà avuta negli anni passati e provare non da solo ma con l’aiuto di tutti essere un oratorio più vivo ma con il rischio che alle prime difficoltà mollare tutto visto che le miei proposte richiedono tanto impegno e il tempo è poco… Alla fine siamo solo volontari che dedicano il tempo libero per i nostri ragazzi del nostro paese anche in ambito spirituale non solo sportivo. Entusiasmo e realtà dei fatti visto che l’anno scorso è stato per me poco felice visto la stanchezza del campionato con miei ragazzi, le difficoltà logistiche e una stanchezza non paragonabile a chi lavora e che non si fa problemi stupidi come i miei… Idee nuove e nuovo slancio per la nostra associazione oppure è meglio non andare più, non complicarmi la vita e non fare niente per non produrre danni al mio umore? Do tutto me stesso per i miei ragazzi che sono per noi educatori sono un “dono” e magari la parola sacrificio deve essere bandita, però il mio sentimento non è statico, è in continua evoluzione, non vorrei dire si, partire a mille e poi a gennaio mollare tutto e pentirmi della mia ennesima scelta sbagliata. Perchè non sono testardo abbastanza, se porto avanti un progetto al primo ostacolo cado e per paura di cadere di nuovo non mi rialzo più… Forse dovrei vedere nella prima riunione come è l’attuale situazione e magari non forzare troppo, con troppe idee ed essere più leggero perchè non è un lavoro non è una cosa da vita o morte ma è solo che se ci tengo ad una situazione li sono pignolo e vorrei che tutto andasse bene con i giusti meccanismi…

Ma in fin dei conti… “Solo gli idioti non cambiano idea…”

Raffaele

Vorrei uscire, vi prego! :D

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Intrappolato in casa da una settimana, vorrei uscire, vi prego! Sono a volte un pò troppo asociale, è vero, la malinconia e la mia innocua solitudine a volte tende a prendere il sopravvento su tutto e su tutti. Un errore è stato quello di non andare alle notte di “San Lorenzo” sulla spiaggia, motivo? “Nun me coddha”… e adesso pago il giusto pegno. La vita “ti da e ti dona a seconda di quello che ti meriti”, giusto, oserei pensare. E quando riesco a scuotere via dal pensiero la mia asocialità e mi viene una voglia matta di uscire ecco che non trovo nessun amico con cui passare una serata estiva. Nessuno! Me lo merito alcune volte. Ho una tempistica esasperata e nostalgica. Mio padre ieri mi ha consigliato di “non programmare troppo gli eventi futuri, ma di vivere alla giornata, gli imprevisti sono dietro l’angolo…” Ho passato il weekend a vedermi nel pomeriggio partite del campionato francese di calcio e a leggere Pessoa! Mica male, potrei fare di più! ahahahahah
E così passerò ferragosto a leggere giornale e un mio bel libro e a inventarmi un nuovo giorno… perchè tanto poi so come va a finire: quando gli altri avranno interesse di uscire magari facendo un giro in piazza, passare una serata in pizzeria o farci una passeggiata in riva al mare… ecco che poi giocherà la mia Inter! E li, in fatto di scelta, saranno cavoli miei!

Scusate per il mio post un pò “sottotono”…

Buon Ferragosto! 🙂

Raffaele

?

Riformista o conservatore?

Amante o traditore?

Pace o guerra… con me stesso?

Bene o male… con me stesso?

Passato o futuro?

Politica o anti-politica?

Sole o pioggia?

Primavera o inverno?

….

 

E’ un periodo, il mio, agli albori della primavera, pieno di riflessioni e di dubbi esistenziali. Di solito ignoro me stesso e le mie problematiche. Un narcisista anomale e controcorrente. A volte mi capitano situazioni inattese e inusuale che mi fanno rimanere spiazzato, senza nemmeno un parole da proferire. A volte mi chiudo in me stesso, come un riccio senza i suoi poderosi aculei e aspetto che la tempesta passi, sperando che la mia nuda pelle abbia subito meno danni possibili. A parte la Fede con continui “pit-stop” e ri-partenze il resto della mia esistenza è impregnata (come tutti noi) di cadute e sali-scendi, di imprevisti, di spiragli di felicità che non vengono assopiti dal mio fragile cuore di cera. L’indecisione regna sovrana intorno a me, e la coscienza è sottoposta a dure diatribe perenni e stancanti con il tempo. Partigiano di una vita manipolata da cure e farmaci scaduti. Sono sempre fuori moda, sempre fuori gli schemi, anti-convenzionale, ma adesso in questa fase cruciale della mia permanenza in questo pianeta, ho l’obbligo morale di fare delle scelte che la mia natura mi invita (non mi impone, per carità) di esigere immediatamente. Ho solo timore di vedere il sangue che gocciola dalle ferite del passato e che si condensa in una futile emozione. Ho paura di ingabbiarmi, di incatenarmi e di monopolizzare la mia vita dentro continui si\no, bene\male, torto\ragione. Grazie al cielo, non siamo manichini ma persone in grado di costruire, passo dopo passo, la nostra sequela, non siamo inetti come le pietre ma vitali come i germoglio a primavera. Non posso rimanere seduto nel dubbio di decidere il da farsi circa il titolo da dare a ogni capitolo della mia storia. Prendere delle decisioni, senza chiedermi se ho paura di cadere o volare. Essere presuntuoso ma curioso allo stremo e pormi domande all’infinito. Scegliere e sbagliare, scegliere e amare ogni mia presa di coscienza. Perché abbiamo noi, comuni mortali il privilegio divino di scegliere secondo schemi già prestabiliti?

Amaro