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Leggerti… – poesia istantanea

leggerti e crederti sono un riflesso del mio cuore,

ho paura che sia già tutto qui il mio destino.

Non pubblicarmi nessuna emozione,

non ho voce per gridare ciò che nei miei pensieri

ancora non vuol morire. Ho paura che la mia musica

sia per te un eco lontano e disgiunto nella periferia

della tua pelle ben levigata dal tuo sole…

e lo so che sono bravo a scrivere poesie o lunghe litanie

ma sono solo un comico che ha perso la sua

ispirazione,

sei tuoi il mio sorriso,

non serve altro da aggiungere…

 

Amaro

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Irripetibili

foto tratta dal web

 

 

Siamo nuvole indescrivibili, siamo dottori irripetibili, siamo esseri troppo simili per pronunciarsi tra le vittime di questo amore.

Siamo foglie nel vento, siamo formiche in perenne movimento, siamo un artistico ornamento troppo ricamato per questo amore tra le macerie sacrificato.

Siamo vasi da riempire, un messaggio in bottiglia nel mare del divenire, siamo un’onda che ci porta troppo lontani da questo cuore screpolato per questo amore nelle sue battute troppo fermo e disorientato…

Siamo un testo intraducibile, un disco antico in vinile, siamo la luce che sul finire della sua energia per questo amore che si intravede nell’operosità di questa mia attonita foschia.

Siamo le frequenze di una radio clandestina, siamo la prima brina di una fredda stagione, siamo il brivido di una melodica e schiva canzone di questo amore che cerca riparo tra le ali di una gravida ribellione.

Raffaele

oggi no…

 

Capirai che un fiore non sboccia senza la mia magia veritiera di un volo di una farfalla che strappa un sorriso alla primavera che ancora conta le lacrime di un passato nevoso, come il distacco delle nostre mani alle porte di una progettata e apostrofata emozione.

Ma oggi no…

Capiremo che siamo finestre spalancate in mezzo all’oceano, nuoteremo insieme ai delfini e sorseggeremo i colori del mare che esplode solo per noi…

Ma oggi no…

Capirai che se avrai uno spiraglio di luce in fondo alle scartoffie ingiallite del ricordo esso diventerà febbricitante ossessione nello scoprire maliziosamente i risvolti comici ed esilaranti del domani, perché il movimento delle nostre labbra non deve essere una forzatura ma semmai un risultato magico della congiuntura delle nostre stelle nascoste in tasca vicino a delle chiavi… per aprire nuove porte del nostro destino o per gettare nel cestino quel che ancora noi non sappiamo di essere…

Ma oggi no…

Capiremo che siamo solo un brivido, un sorso d’acqua dopo un pellegrinaggio estenuante per intuire la morbidezza e la resilienza dei cuori ancora incerti e inesperti ma che nel loro ardore addentano questo sapore di semplicità…

Ma oggi no…

Capirai che tutta la gioia dell’umanità avrai se tra queste parole tu da me ritornerai… semmai portami un bel thè caldo… quanto è avverso il tempo senza il calore di un tuo abbraccio ora che mi sento uno straccio…

Raffaele

Muro

foto tratta dal web

 

A volte mi chiedo quanto sia alto e possente il muro di Omertà che ci circonda. Di quanto può essere pericoloso attraversare quel filo spinato che straccia via la nostra vergine pelle. Di quanto coraggio ci vuole per tentare un salto in questo abisso in cui vive la nostra esile Vita. Perchè l’uso della parola non diventi un arma con cui uccidere i nostri nemici ma una semplice ramoscello di ulivo per portare pace nei cuori arrugginiti ai nostri fratelli… perchè dire la Verità non sia solo un atto eroico ma una cosa normale e comune, un dovere e un diritto del nostro animo, perchè dire la Verità non sia sangue acido da riversare su terra bruciata e incontaminata ma semmai sorgente di umiltà, di una esistenza che ha perso il suo senso, ha perso il suo orizzonte, la sua luna e le sue stelle e solo in essa noi troviamo Amore e possiamo dire di sentirci Uomini liberi e non incatenati in respiri pre-confezionati…

Raffaele

Ci provo

Ci provo… provo ad affrontare le mie paure, a consumare per bene le mie vertigini, il senso di soffocamento, il mio senso di mancato equilibrio e quella mancata fame di Vita che proprio non osserva i miei orizzonti nel morire i miei giorni. Ci provo ad accarezzare la felicità, a litigare con piccoli intarsi di mia fragilità che scivolano via in un ipotetico e febbricitante domani, mentre devo iniziare a coprirmi per questo piccola dose di freschezza che si fa largo nel mio cuore che ancora non sa della fine dell’estate e si appresta a vivere vicino ad un caminetto come un anziano signore. Ci provo a riempire i miei vuoti a perdere, a riempire quel pozzo con cui ho assaggiato il suo fondo dopo un tuffo che sfiora una cicatrizzante lacrima rossa…

Ci provo…

Raffaele