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Volo

“Quando l’Amicizia ti attraversa il cuore, lascia una emozione che non se ne va, non so dirti dove ma succede solo quando due persone fanno insieme un volo”… il volo di una piccola farfalla, germoglio del destino, e che cerca riparo all’interno del nostro cuore clandestino…

L’ Amicizia come un atto di coraggio verso l’immensità di un ricongiungimento, di un abbraccio dopo un lungo addio…

Raffaele

La gioia dell’incontro…

Non lo so bene l’attimo, l’istante, il momento in cui ti ho incontrato Signore. So solo che la sera quando prendo tra le mie mani il Rosario riscopro la mia felicità e la mia anima cammina insieme alla Tua Luce e ad ogni mia invocazione mi avvicino sempre di più a Te. Anche se non sono degno di seguire e di sfiorare la Tua ombra, povero e misero peccatore. Non so bene l’attimo in cui ti ho incontrato. Forse nell’abbraccio di mio padre, il mio eroe qui sulla terra, forse l’unico in grado insieme alla mia famiglia di proteggermi dalle insidie di questa Vita. L’unico che non mi ha voltato le spalle quando credevo di stare bene da solo e di dominare la mia gioventù, l’unico in grado di capirmi fin dentro le mie radici e di estrarre in me quella linfa per non sprecare ancora un altro giorno delle Tue lacrime… A volte per colpa della mia pigrizia rimango disteso intorno ai miei pensieri di cristallo e non apro le porte del mio cuore per Accoglierti. Non sono un buon padrone di casa. La mia anima è spesso vagabonda della mia ipocrisia, disordinata e poco ben vestita. La mia mano trema ancora perchè non sono degno di scrivere pagine candide del mio presente. Non ho ancora scoperto, imparato e approfondito la grammatica del Tuo Amore…

Ma questo volta mi farò trovare pronto anche ad ora incerta. Entra la porta è già aperta!

La gioia di un incontro, la gioia di evadere da questo freddo che ancora mi immobilizza e mi paralizza, la gioia di riscoprirti nell’immensità di un giorno nuovo a cui darò un senso profondo, come una poesia scritta tra il sorriso di quando ero fanciullo…

Raffaele

Un’arte non capita…

La nostra Politica italiana è stata sempre per me una forma estrema di espressione artistica che sin dall’adolescenza mi ha incuriosito e a tratta affascinato ma purtroppo nell’ultimo periodo sto facendo fatica a comprendere i suoi lineamenti e suoi colori. La politica italiana sta diventando sempre di più come il gioco degli scacchi, vince il tempismo, la razionalità, chi fa meno errori, chi si espone di meno alla logica del proprio avversario. La politica non è più il luogo del sentimentalismo, del romanticismo. Ognuno rompe i propri schemi, la propria concettualità in base ai propri umori e non in base al percorso del destino. La Storia non sembra più essere scritta dalle idee ma da una smania di apparire il più perfetto possibile agli occhi del legislatore e dell’intera comunità che ahimè cambia indirizzo politico con la stessa velocità con con cui si cambia i propri calzini, i propri indumenti.

Sono deluso dagli attori della scena politica italiana. Non comprendo più la trama, non rido e non piango più alle loro battute. Un film muto o con le stesse e ripetitive scene. Eppure ora i mass media sono il veicolo principale con cui fare questa Arte, con cui esprimersi e dialogare con i propri fedeli votanti. La politica che riempie i nostri programmi televisivi per il mercato audiovisivo ne ha bisogno specie in questi momenti.

Le parole e i gesti che diventano freddi e monocolori. Una unica spartitura. La stessa musica. Una voce fuori dal coro e via al valzer dei sondaggi per l’imminente votazione.

Ed io che continuo ad informarmi, a leggere e a capire il nesso di questa crisi.

E proprio ora io cerco una nuova direzione, una nuova rotta da intraprendere, da esplorare,

questa volta per non rimanere, ancora una volta deluso… aspettando di appendere un nuovo quadro alla mia lunga collezione di opere ed espressioni artistiche…

Raffaele

Anni ’80

Radio accesa, sigaretta appena consumata. La coscienza di sentirti disordinata. Aria pulita per far rifiorire un operaio sentimento che ancora trema di gioia per aver accolto improvvisamente la mia felicità. Costruire, insieme, tra le rovine di un canto schivato nel goffo tentativo di essere liberi come rondini a primavera inoltrata. E’ bello sorridere della propria nudità. Frettolosamente mi faccio la barba, spero di non tagliarmi, frettolosamente ti copro di compagnia e venti di piacere ma il tempo ha i suoi ritmi endecasillabi che i nostri riti propiziatori non riescono ad evitare tagli netti di abiti non consoni a questo ricevimento di anime limpide. Polso ossuto. Il peso della valigia. Partire. Senza una destinazione precisa, incisa in questi strati di fango e pietre simmetriche. La frequenza dei nostri addii risuona ancora alla radio. Partire e salutarci ad ogni fermata, un classico. Gocce di rugiada attendono i nostri occhi. Il lunedì è la somma algebrica del sabato non rispecchiati di imbarazzo. Tracce di benzina in prossimità del destino. Un ‘altra sigaretta. Questa vita in fondo è così attenta alla manutenzione delle nostre catene. La gente ancora parla di noi. Anni ’80 ancora sullo sfondo su resti di un’altra sbornia dal lessico mansueto. Fondo di sabbia e risentire l’eco di quella musica nella carezza, feconda, di un’altra allegra ma ansiosa pazzia. Tracce di benzina. Un’altra sigaretta. Forse l’ultima. Il rumore e l’entità di una vita che sembrava essere agnostica e perfetta… ma forse non avevamo capito ancora niente… il tempo ha le sue radici, le sue dolci superfici, cicatrici da ammirare per un nuovo modo di pensare…

Raffaele

Foglia autunnale

Semplice come questa foglia autunnale che ha perso, smarrito il suo fiore mentre ti sto cercando tra le pareti unte del mio cuore e non conto il tempo che mi divide dal tuo sospiro. Pietra lavica che altera e smussa il mio pensiero algebrico. Ora che da quel giorno in cui venni da te a dirti addio, ora che tutto sembra avere un fine, ora che potrei essere io quel virgulto che stavi cercando… non nasconderti, furtiva, nelle crepe del mio silenzio, non ricucire maternamente il mio destino. Lasciamoci andare nel punto esatto dei tuoi occhi in cui ti ho persa, nel punto effimero in cui mi sono perso senza che contassi il tuo primo, fresco e ingenuo sorriso e non cercherò alibi…

Buona Vita Amica mia

Raffaele