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Un lungo sogno….

Ieri mi è capitato di dormire nel pomeriggio per ben tre ore dalle 13 alle 16. Non ho fatto in tempo a digerire il pranzo a dovere. Una forte esigenza, la mia, di chiudere gli occhi per lunghi istanti e lasciarmi andare alle leggi del tempo. Ho sognato. Ho fatto un sonno molto ricorrente nell’ultimo periodo ovvero quella della mia esperienza da scolaro alle scuole medie del mio paese. Ho fatto un sogno intenso che riguardava molti aspetti di quei tre anni non certo rimasti tra i miei ricordi più dolci e pacati… anzi per tutta la durata della scuola sono stato preso di mira da un compagno di classe che si faceva beffe di me davanti a tutti anche per via del mio carattere troppo fragile per difendermi da lui e dal suo carattere sopra le righe. Ero in parte lo zimbello della classe e poco serviva vantarmi di essere il portiere titolare di una famosa squadra di calcio locale. Non sono stati momenti per me indimenticabili ma nonostante ciò continuano costantemente a raffiorare nei miei ricordi. A volte sogno in quel medesimo sogno di essere il portiere della squadra di calcio della scuola nei campionati studenteschi e di fare sempre una grande prestazione e in parte riscattarmi come bambino. Ma ciò non avvenne perchè non potei svolgere attività agonistica per dei presunti problemi al cuore poi con il tempo passati… e vabbè già capivo in fondo come sarebbe stata una fetta della mia vita… sempre fuori fase e stonato con il mio destino…

Ma siccome tra le mie innumerevoli illusioni credo che tutto abbia un senso, credo che anche quel sogno ricorrente abbia in realtà celato un senso preciso…

l’unica spiegazione che mi dò è il senso e la voglia di riscatto di questa vita che ora mi appare vuota e spoglia di ogni connessione con la mia realtà…

è tempo di pensarci sù…

Raffaele

 

Perdita dell’educazione

Ho avuto una esperienza decennale come educatore con i ragazzi dell’Azione Cattolica della mia parrocchia e poi quattro anni come edu-allenatore di calcio dell’Anspi… insomma 14 anni vissuti insieme ai ragazzi, ma ho ancora e voglio ancora imparare in questo districato tema sull’educazione. Avrei potuto fare l’insegnante ma per vari motivi non sono riuscito a intraprendere questa bellissima strada. E mi ferisce sentire alla televisione l’ennesimo caso di cronica di aggressione ad un maestro da parte di un genitore di un alunno. Mi fa male pensare la scuola non abbia più i mezzi e le risorse per poter tranquillamente educare le giovani generazioni e mi fa male pensare che i genitori, parlo in senso generale basando su questi episodi di violenza, non riconoscono più nella figura del maestro una continuità formativa del proprio ragazzi. Si cerca di lavorare sull’integrità morale del ragazzo, accompagnandolo sulla strada maestra, evitando brutte cadute, evitando che il ragazzo scelga strade troppo facili per realizzarsi un giorno come persona. E’ una bella responsabilità quell’educatore che non deve fare mai l’errore di sostituirsi al genitore, ma essere un amico leale e sincero per fare solo il bene umano del piccolo individuo. Adesso Internet e i social sembrano quasi scalzare via il ruolo dell’educatore, il ragazzo sembra quasi che non voglia più prendere a modello il proprio genitore o l’insegnante in cui ormai l’apparire solo superficialmente o non costruire il proprio mondo partendo dal proprio cuore sembra ormai di moda. Ma qui si potrebbero aprire altri discorsi… Per me i miei due modelli di vita sono stati e lo sono mio padre e il mio ex insegnante di religione, da loro come una spugna cerco di imparare come si sta al mondo, di come posso vivere della mia dignità senza aver paura di guardarmi allo specchio la mattina. Adesso sgridare un bambino perchè non sta attento alla lezione o perchè sta sbagliando comportamento diventa difficile e lo è stato quando in quell’ora di catechismo dovevo educare 20 ragazzi. Una volta un bambino di 7 anni stava giocando con il tablet, a 7 anni con il tablet… vabbè… e visto che non stava attento alla lezione gli ho chiesto gentilmente di posare il dispositivo e di seguire come tutti i suoi amici la lezione e questo ragazzo in maniera piuttosto energica mi ha risposto :”Se mi sgridi ancora una volta lo vado subito dire ai miei!” come se io non valessi nulla. In quei 10 anni ho avuto più difficoltà a rapportarmi con le scuole elementari che con i più grandicelli, forse perchè non ero bravo come catechista, non lo so… con i più grandicelli bastava solo un cenno di intesa ma con i più piccoli ho faticato ma al tempo stesso imparato di più a comunicare e relazionarmi con loro…

Spero solo che in un futuro non troppo lontana non esisterà una scuola “fai da te!”

Raffaele

Finalmente

Finalmente sono riuscito a finire di leggere, pochi giorni fa, “I promessi sposi”, una delle opere più importanti e affascinanti della nostra letteratura Italiana. In un mese sono riuscito nella mia impresa (sono moltooooo lento nella lettura e nel finire un libro in generale). 38 Capitoli avvincenti e ogni pagina delle 600 davvero magnetiche per la mia attenzione. Ogni giorno, senza troppo forzare la mano, lettura di due capitoli. Ogni capitolo una diversa narrazione e una diversa scena che il Manzoni riusciva in me a meravigliarmi. La conversione dell’Innominato, la descrizione un pò buffa di Don Abbondio, la descrizione drammatica della peste che colpi il Nord Italia nel 1628 e le avventure di Renzo e Lucia, l’evoluzione della nostra storia e il dominio degli Spagnoli… Una descrizione minuta che mi permetteva, chiudendo gli occhi, di rivivere davvero in prima persona quelle scene. Ho imparato a apprezzare quest’opera solo oggi, letto quasi per caso, indeciso su quale libro leggere dopo “Riparare i viventi”. Ho tentato, ho rischiato e mi è andata decisamente bene… Sono passati 14 anni, ci sono voluti 14 anni per rimanere incantato da questa opera… 14 anni fa facevo la seconda superiore quando ho tentato invano di studiarla, 14 anni in cui ogni giorni passavo dalla mia libreria e ribadivo tra me e me “il prossimo libro che leggerò sarà questo!”… Non do colpa alla mia prof, forse ero troppo acerbo o semplicemente in quella fase della mia vita non mi interessava assorbirmi quel mattone di romanzo… Dopo 14 anni era arrivato il momento e forse passerà poco tempo anche per la “Divina Commedia”…

Diamo tempo al tempo di diventare Vita! 🙂

Buon inizio di settimana! 🙂

Ps: questo che ho appena pubblicato è il mio 499esimo post! La prossima volta si festeggia! 😀

Raffaele

Strutture sentimentali

fiore

Riscrivere un emozione
bagnare una leggiadra lacrima
questo viso sporco
una scusa un po’ banale
non rispondi
fa male
congiunzione astrale non adempiuta
rifiuto il pane quotidiano
malanno di primavera
quali modelli seguire?
Molto vago
non abbozzo azioni splendenti
solo foschia
era tutto così sereno
caos calmo
indicare come eterno un dubbio.
Per tua volontà
un passo indietro
fingo nuove proposte
il fiume continua a scorrere
non vi sono argini alla riva
istruire un po’ precocemente
il mio cuore che giace
alle porte di addio
come fa a sopportarmi Dio?
Trovare il fine ultimo
delle mie modeste osservazioni
ossessioni
che ancora reggono
su strutture sentimentali…

Mi manca un pò la mia scuola, mi devo preoccupare?!?!?!

Lunedi sera è il giorno di “Fuoriclasse”, serie tv in onda sulla Rai alle 21.15. Ammetto di essere un patito per le serie televisive, specie quelle made in italy, alcune volte mi lascio trasportare quasi a immedesimarmi nei protagonisti e mi tuffo con il pensiero nella trama, dite che esagero? Può darsi…

Fuoriclasse, con protagonista la mitica Luciana Littizzetto insieme con Neri Marcore, racconta le vicende e le storie molto coinvolgenti dei Prof e degli alunni di un liceo scientifico (credo) “Caravaggio” di Torino. Non voglio parlare della fiction che tanto mi piace, ma quanto dei ricordi, stati d’animo contrastanti che provo quando guardo e penso cose riguardanti la scuola. A volte mi manca, ho il magone, vorrei premere un telecomando magico e riavvolgere tutto quanto a 6 anni fa, all’ultimo anno di scuola superiore… 5°BMeccanica, il tempo a volte porta via qualsiasi cosa, non dimentica niente o semplicemente ho sbagliato io a non godere fino all’ultima goccia quei momenti indimenticabili, anche se a onor del vero quando li ho vissuti nella mia testa c’era solo una frase: “Quando cavolo me ne vado da qui, da questa prigione? Non ne posso più!!”

Ricordo ancora il mio banco: in alto a destra la scritta incisa per bene con la punta del compasso “Modena City Rambles” e in alcuni punti “disegni futuristici”, sarà che il mio predecessore era un’artista? Povero banco, è stato complice nei momenti buoi, specie durante le ore di matematica, oppure complice quando ci scrivevo sopra pensieri poetici che volevo conservare… un foglio di carta no?!?! Oppure raccoglieva nel suo tappeto verde lacrime di una giornata storta.

Ricordo ancora le notti in bianco per le interrogazioni, gli incubi, alzarmi alle 5 per ripetere Sistemi o Storia, dividere il mio panino con il mio amico Alessandro, gli scherzi ai prof, le partite interminabili di basket o di ping-pong in palestra, le ore passate davanti alla macchinetta del caffè, le chiacchierate all’uscita della scuola, i “patti” che facevo con i miei compagni : “Oh io vi passo Storia e Italiano, ma poi mi parate il sedere in Disegno e Meccanica”, le chiamate che facevo a Matteo per sapere come risolvere un problema di Tecnologia, il doposcuola nei pomeriggi per colpa della Geometria, il vestirsi a seconda dell’umore, i famosi “100 giorni”, attendere quell’autobus alle 7.20 con l’aria di uno zombie e potrei andare all’infinito…

A quel tempo Facebook non c’era ancora, o forse non mi ero ancora iscritto, ma ho poche “testimonianze”, ho tutto conservato nella mia mente.

Finita la scuola ho tagliato i ponti con tutto, mi è rimasta l’amicizia seppur rara con due ex alunni della mitica 5BM, grave errore, perchè nel bene o nel male, la mia vita l’ho consumata per benino li in quei 5 anni, senza rimorsi.

La scuola, da me tanto detestata ti rimane dentro, ti manca, rivivo le stesse emozioni quando i miei amici liceali mi raccontano le loro avventure quotidione e la ringrazio per quello che mi ha dato… grazie Squola! Ahahahah 🙂

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