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Incostante o ipocrita?

Ultimamente mi sento giù. Non ho molta voglia di leggere e di scrivere. Non ho molta voglia di uscire la sera o di fare qualche mia pazzia che mia ha sempre contraddistinto… E come se fossi un piccole fiore, va bè rettifico… semmai una pianta crassa che ha bisogno di una sorgente per cui riprendere a fiorire. Cerco nei film, nelle canzoni qualcosa che mi riprenda la normale mia vita quotidiana, io che della routine ne faccio la mia propaganda, ahimè… sostengono i posteri, della mia vita…

Prima mi svegliavo presto la mattina e con tanta energia e voglia di fare. Studiare per il concorso, impegnarmi in oratorio, leggere e scrivere sempre con gusto e garbo, vedere tanto sport alla tv…

Ora mi sveglio tardi la mattina con energia a secco. Ho trascurato i miei studi, deludendo in parte mio padre che tanto ci tiene a questa prova concorsuale, non mi va ne di leggere e malapena riesco ad inventarmi qualche bella opera e la sera alle 10 sono già a letto…

Un apatia senza confini…

Eppure ogni giorno, dentro di me, cerco di trovare sempre nuovi stimoli per rendere la mia vita più felice… come uscire con qualche amico per fare qualche foto su instagram, studiare assiduamente e con costanza, approfittare del tempo libero per riprendere la mia battaglia persa con l’inglese, mangiare in modo equilibrato e non abbuffarmi durante i pasti, smetterla di provarci con tutte le ragazze perchè l’amore non va cercato semmai desiderato…insomma impegnarmi ad essere una persona migliore, perchè alcuni lati fragili ormai non li sopporto più. Vorrei impegnarmi per sfruttare quel minimo talento che ho per la scrittura ma appena prendo carta e penna inizio a diventare una statua di cera, mi mando a quel paese e via… e credo che comunque ho ripreso a parlarvi qui sul blog sia già un buon segno…

E che a volte sono stanco di me stesso… sono sempre stato un diesel… ci metto molto tempo per mettermi un moto… ma il mio pensiero per ora non mi ha mai abbandonato… ho tanti progetti e forse troppi e a 30 anni non so ancora cosa voglio fare nella vita… che io sia ipocrita o un eterno incostante…

perchè ciò che sono non lo sarò mai…

Raffaele

Miracoli…

Io che mi sveglio la mattina, alle 5.30 e decido di andare a mare con mia sorella per la prima volta quest’anno. Eh si a volte i miracoli accadono nella mia testa ed a ogni piccolo pensiero. Anche per far felice lei che desiderava tanto passare una mattinata insieme al suo fratellino tra le onde del mare del salento. Tra passeggiate e tuffi in mare, tra passeggiate e mille selfie abbiamo beatificato la mia strana felicità 😛 le foto saranno la mia autentica e sacrosanta verità che io sono andato a mare! ahahahah fa così scandalo e rumore la mia notizia. Certo litigo un pò con il tempo, scarno e lento e poi la fregatura e che non mi sono neanche abbronzato! c’è un vento… addirittura non abbiamo nemmeno aperto l’ombrellone! e adesso come faccio a esporre tutto il mio fascino di ragazzo mediterraneo nel mio paese??? 😛 scherzo…ma tutto ok… sono vivo… ancora abbastanza… ci tenevo a dirvelo! Spero che l’estate dei miei pensieri abbia ufficialmente inizio…

e la vostra???????????????????????????? 😀

Raffaele

 

Me…

E poi mi ritrovo a pensare a silenzi incustoditi in balia di chissà quale naufragio interiore. Stupito del mio carattere ma… basta cambiare una lettera all’aggettivo per sentirsi… stupido dentro. Non parto, non ora almeno. Preferisco restare muto e fermo nella mia loquace e retta solitudine. Ed è proprio quando si è in compagnia che ci si sente soli. Soli con le spalle al muro e a volte non capisci il perché, il perché di tutto, il perché del niente, dell’irrimediabile, un perché inconscio e idiota senza un valido scopo. Il vento latita e non prova a smussarmi angoli della mia mente in cerca di risposte a volte mai cercate per il semplice fatto che sono nato pigro. Il mio posto nel mondo c’è ma resta immobile, granitico sul suo posto, come se provare a cambiare posizione fosse un ingiuria al tempo che di certo non può più aspettarmi.

Mi avvicino ai trent’anni, un buon traguardo. Un terzo di vita, se tutto andrà bene e se Qualcuno lassù non mi rivoglia indietro, l’ho conseguito. L’anno prossimo spegnerò 28 candeline e ogni candelina racconterà una storia a sé. Sento ancora l’eco dell’infanzia dentro me. Uno schiaffo forte sulla guancia destra, giusto il tempo per stordirmi un po’ e ad ammorbidire la pelle di un viso che ne ha passati di tutti i colori. Predominato dai instancabili brufoli, ai baci dei nonni e di mia madre, e a quello di qualche occasionaria ragazza. I miei occhi spenti e vagamente gioiosi hanno filmato una vita sulle note di un classico di avventura. Non ai livelli di Indiana Jones, certo, ma movimentata senz’altro. A volte, i miei occhi ho dovuti chiuderli per non far vedere al mondo ciò che non sarei mai diventato. Produttrici efferate di lacrime perenni, lacrime tossiche che puntualmente ho provato a berle. Mi fanno schifo il loro sapore, non sanno di niente. Ho lacrimato assiduamente solo quando il mio mondo non girava nel mio verso preferito, quando non riuscivo a cogliere la palla al balzo per momenti particolari… ma quando intorno a me la sofferenza nidificava ho chiuso i rubinetti e o fatto finta di nulla, le ho preservate a destinazioni future con maggiore incidenza di prosperità.

Un opportunista, un manipolatore di pensieri, un falsario di sentimenti, un illusionista di buone occasioni, un mendicante di poesie senza un lieto fine, un buon a nulla… ecco cosa sono, ecco cosa dovrebbero scrivere sulla mia carta di identità alla voce “mestiere”.