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Leggerti… – poesia istantanea

leggerti e crederti sono un riflesso del mio cuore,

ho paura che sia già tutto qui il mio destino.

Non pubblicarmi nessuna emozione,

non ho voce per gridare ciò che nei miei pensieri

ancora non vuol morire. Ho paura che la mia musica

sia per te un eco lontano e disgiunto nella periferia

della tua pelle ben levigata dal tuo sole…

e lo so che sono bravo a scrivere poesie o lunghe litanie

ma sono solo un comico che ha perso la sua

ispirazione,

sei tuoi il mio sorriso,

non serve altro da aggiungere…

 

Amaro

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Era un giorno… – poesia istantanea

foto tratta dal web

Era un giorno uggioso del mio compleanno. Anima assorta nei suoi dubbi pindarici per il tempo opacizzato e consumato in una buona osteria. E contare scrupolosamente le candeline che non si vogliono accendere e a fuori di soffiarci su mi gira la testa, gira il mondo gira con tutti i suoi avanzi di una cena appena denutrita perchè gli anni sono pochi e il cielo risulta essere lo stesso da trenta anni passati a contare chicchi di grano che ancora pregano lacrime di primavera per continuare a insinuarsi sul palco vittorioso delle mie goliardie. Era un giorno uggioso del mio compleanno. Nascere ogni giorno e capire dal primo vagito che uomo diventerò e se lo sarò, dai principi coriacei, prima di aver capito che fanciulli nel cuore per sempre si resterà. Perchè ho passato troppo tempo a darmi spiegazioni su come compiere i primi passi che ho dimenticato pure come si respirano i sogni di carta abrasiva in una afosa domenica di Agosto…

Mi fermo qui…

Amaro

Non corrisposto – poesia istantanea

foto tratta dal web

 

Nessuno conosce in fondo le proprie paure. Nessuno ha il coraggio di scavare profondamente nella nuda terra e vedere dove la bellezza dell’anima riposa. E se non sono consapevole delle mie fragilità figuriamoci gli altri che vedono solo la parte buona di me. Un pò come il lato A dei cd. Le migliori miei canzoni, i miei canti nostalgici di questa vita, li pongo su quel lato consacrato nell’avvenire. E a volte vorrei che i miei familiari e tutti quelli che nella mia stanza ci entrano ogni giorni capissero che sono fatto di cera, che le mie emozioni a volte sanno di ombra e cenere, che a volte quel sorriso che mendico in giro è solo disegnato frettolosamente la mattina con un rossetto, che a volte la mia sceneggiatura boccheggia scene drammatiche, che a volte il mio cielo è solo ricoperto da carta da parati e che le nuvole sono solo il fumo di una sigaretta per un lieve momento di trasgressione e che non vedo l’ora di andare in pensione quando penso di essere di intralcio ai veri fautori del mio destino. E che non basta una foto su Instagram per capirmi che esisto oltre quell’immagine che presto sbiadirà nel giro di uno sbadiglio…

conoscermi prima di perdermi…

15/05/2019 h 10:22

Amaro

Singhiozzo

Non è che trattenendo il fiato per eterni momenti il mio singhiozzo egocentrico dei miei pensieri finisce di farmi sobbalzare dalla sedie seduto per ore a vedere se una nuvola di Fantozzi mi bagni per il resto della giornata…

Non è che trattenendo il singhiozzo il cambiamento che tanto auspicavo mi arrivasse vicino suonando a casa mia come fosse un postino… posso decidere di farmi crescere i capelli, stile Ligabue anni 90; oppure crescermi i baffi o il pizzetto oppure la barba come un eremita solo per guardarmi diversamente allo specchio ogni sporadica mattina…

No non funziona così…

perchè se ho abusato del cielo e divorato ogni sua sfumatura, se ho costretto tenue tonalità della sua pelle a chiedere elemosina alla mia ipocrisia che ha fatto da cuscino alle mie notti insonne… allora qualcosa in questi anni dentro il meccanismo discordante del mio pensiero non ha ben funzionato… forse perchè ho eseguito ordini del mio passato senza aver compreso bene la sua dialettica, forse perchè credevo di tradurre testi apocalittici senza una cultura di fondo…

non saprei…

so solo che non più fame…

Amaro

Abbi cura di me…

“Senti San Lorenzo, le chiedo scusa per il disturbo, ma come mai non mi calcoli più? E dove sono finite le tue stelle cadenti, sono due anni che non le vedo, manco usassi il telescopio. E i desideri, i miei, dove li hai nascosti o buttati in qualche parte dell’oceano?”

Quest’anno mi sono sentito avido e impassibile a questa tradizione della lacrime del Santo. Non ci credo e non voglio avere, per il momento, l’innocenza di un fanciullo per credere e sperare in questa notte dove i sogni diventano realtà. Tradizioni e leggende si uniscono per una irripetibile serata del mese di Agosto che ci accompagna alla fine dell’estate. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono composte le stelle”. E’ una delle più citazioni che amo particolarmente.

A volte, per via del mio decadentismo cronico, mi sento una stella senza orbita, che vaga nel cosmo in cerca di qualche pianeta che si faccia carico della sua imponente mole e accetti la sua gravità emotiva. Ci sono momenti, fasi in qui mi sento un dio, fasi in cui mi sento il nulla eterno. “Up e down” da stabilizzare al più presto. Lo ammetto, sono invidioso delle luci delle altre stelle e questo mi blocca, mi destabilizza. Lascia che la mia anima si pietrifichi e rimane inetta alle avversità del tempo che fu. Ci sono momenti in cui vivo la vita o tutta d’un fiato oppure a piccole e inesorabili sorsi. Ricaricare la mia luce e rimodulare la gravità è ancora possibile. Mi fido di me e della mia parte di attore. Ruoli drammatici o comici poco importa. Serve stabilità, serve controllo e sangue freddo in certe situazioni. Dormire, andare in letargo per giorni è solo un modo per nascondere le mie cicatrici del passato. Abbi cura di me Raffaele…

Raffaele

Agosto 2015