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Non capisco perchè…

Ho ripreso a scrivere qualche pensiero sul mio block notes.

Le poesie già le scrivevo sulle storie di Instagram per poi smettere e dedicarmi di più al mio blog.

Ho elaborato un complesso ritmico di parole tutte inerenti all’Amore benchè io non sia per niente innamorato di una donna e vengo da dalle piccole illusioni.

Non saprei. Avrei potuto scrivere di altre cose inerenti alla mia reale situazione di Vita ma il mio piccolo paradosso è che quando sono davvero innamorato, ho una bella cotta non riesco a far nascere nemmeno un timido pensiero e invece quando il mio cuore non si contrae in qualche sussulto per una forte emozione io scrivo di getto e tanto.

Dovrebbe essere l’incontrario, vero? Almeno la logica suggerirebbe questo.

Tendo a inoltrare pensieri d’amore verso l’infinito e quando sono colto da lunghi periodi di siccità di ogni mio sentimento. Quando invece vengo colpito in pieno da un forte stato d’animo le mie parole perdono la voce, rimangono mute e misteriosamente assorte nel loro silenzio.

Raffaele

Scelta

Questa mattina ero indeciso tra due cose: aprire il mio Pc e giocare un pò a Football Manager o riscoprire il gusto di ricamare un mio pensiero, qui, sul mio blog.

Non ho esitato molto nella scelta, come potete ben vedere.

Purtroppo quest’anno per me dal punto di vista artistico, della scrittura nello specifico, non è nato nelle migliori intenzioni. Ho smarrito, ho perso la voglia di scrivere poesie… intrappolato forse in una pigrizia o uno stordimento elegante che non mi ha permesso di elaborare pochi sentimenti.

E’ come se avessi soffocato i battiti del mio cuore. Appesantito dai suoi battiti, dai suoi passi non più leggeri ma sporchi di fango per via di una pioggia che non ha smesso di far il suo dovere nemmeno alle porte della primavera.

Mi sveglio con delle buone intenzioni ma mi basta poco affinchè l’ispirazione prenda altre direzioni. Non riesco più ad essere “fulminato” da una emozioni: che sia una lacrima o un giorno di ordinaria follia. E ne soffro un pò.

Non so se questa mia pausa di riflessione sia terapeutica come balsamo di vecchie ferite del passato ma forse dovrei sfruttare questa assenza di suoni per ascoltarmi dentro… o forse semplicemente sta per nascere una nuova poesia dentro me…

Vi chiedo scusa,

Raffaele

Ricercarmi attraverso te.

“La sofferenza, il dolore, il senso di impotenza. Cercare di trovare una scusa per non comprendere il Suo Mistero. Rifugiarmi nella mia stessa ombra. Sentire il freddo dell’indifferenza del mio pensiero. Allontanarmi dal resto. Ignorare la Sua Voce che squarcia ogni battito del mio cuore che ora triste e sconsolato cerca una casa dove riposare questa notte…”

Ogni tanto vengo attraversato da una crisi spirituale. Dimentico e cancello la Sua Presenza cercando di provvedere a me stesso alla mia giovinezza. Mi arrabbio con Lui cercando a tutti i costi delle spiegazioni, di rispondere alle domande che soffocano quella leggerezza evaporata il giorno in cui feci finta di non vedere con i miei stessi occhi il miracolo della Vita, che nonostante le lacrime è un dono a cui non posso sottrarmi stando lontano dalla Sua ombra.

Non avere il coraggio di guardare in alto, li sopra l’altare, appeso a una croce e vederlo denudato e sofferente dei nostri peccati, dei miei peccati quando giuro che è solo una invenzione della storia e nulla più.

Ma è proprio nelle mie angosce e nei miei tormenti che Lui, nella sua infinita Misericordia, mi viene a cercare, come un amico di cui avevo perso le tracce.

Il tempo è un gioco di sguardi, di carezze ma anche di schiaffi, di pianti isterici o di risate improvvisate.

Ma esso non è eterno per le leggi umane. E’ infinito nel suo Amore.

Non posso continuare a nascondermi e a cercare scuse per non attraversare le mie tempeste, per strappare via l’immagine, la mia, di un ragazzo che non crede più nel sapere credere a questo gioco di sguardi tra me e Lui.

Raffaele

Risintonizzarmi…

Provare a ritrovare me stesso.

Eclissi.

Quelle briciole di una luce che mi dicono che è già tardi.

Il profumo delle pagine di un libro lasciate insoddisfatte, la voglia di leggermi rimasta inascoltata. Mi sento già sazio del mio silenzio.

Mi sono così frastornato con le mie parole, con un ritmo troppo elevato per i respiri del mio cielo che ora ho voglia di rimanerne senza, almeno per un pò.

Un mese in cui ho vissuto la fame del mio pensiero. Natale e la sua innocenza, il suo candore è già alle spalle e forse me ne devo fare una ragione.

La voglia di vedere quante profonde le mie vertigini.

La voglia di notare quanto mi mancherò in un giorno privo di rumore, impurità, di una sordità che amplifica il mio incanto nel proferire al mio destino una nuova destinazione.

Raffaele

Fingermi

Ascolto Battisti e Ligabue. Fingermi distratto in riva allo Jonio. Partenze improvvise e lessico anch’esso distratto dal rigonfiamento del mio pentimento.

La fiducia che si compiace del mio silenzio. Rimango sveglio fino a notte inoltrata per capire se tra il compimento delle stelle quanto davvero ti ho amata.

Un contrasto di contrasti nella velleità di una goffa presenza per via di scarabocchi cuneiformi dell’anima devota a eclissi asimmetriche e ribadite da continui miei errori grammaticali.

Appunti, idee, caos, affinità elettiva. Tutto sembra oscillare, tutto sembra precocemente dissolversi in questo ballo illusorio e frenetico di versi omogenei nel loro fato nel doversi allinearsi così avidamente intorno a un detto popolare,

fingermi distratto sotto questo vento di maestrale…

Raffaele