Archivi tag: società

Strani pensieri

foto tratta dal web

 

Sono un pò di giorni che ho dei pensieri per la testa. La voglia di abbandonare facebook e iscrivermi su instagram e provare a raccontare la mia modesta e scarna vita attraverso le immagini correlate da qualche pensiero poetico…

mi manca solo questa…

Potrebbe risultare la stessa cosa, la solita minestra riscaldata…

Questa voglia di apparire alla fine non mi appartiene. Solo ultimamente faccio dei selfie. Io che a malapena mi guardo allo specchio la mattina.

Forse sarà un mio temporale estivo che può durare solo il tempo di questo post… chissà!

Ovviamente non è che devo pubblicare per forza le mie foto con il mio bel faccino ma posso seguire lo “story tellers” di altri soggetti… sono stato sempre incuriosito da come gli altri vivono la loro vita. Forse dovrei essere più curioso io, di me stesso, di come la vivo io.

Ma non so alla fine se mi iscriverò. Certo non devo farne un dramma, mamma mia!

Ma faccio fatica a capirmi. A capire questa strana voglia di raccontarmi, oltre che con le parole. Non ho molto da raccontarmi alla fine. Non ho molta carne al fuoco e forse credo di essere indigesto. Anche qui sul blog non ho mai cercato visibilità o successo e non mi interessa. Adesso sto scrivendo molto e sperimentando nuove strade della mia scrittura e non è facile perchè mi avvilisco subito per le mie scarse abilità di scrittore…

E ci rimango un pò male quando ricevo nessun like per un mio post… e come se dipendo dall’apprezzamento di altri individui che in quel frangente non mi calcolano… come quella chat praticamente vuota…

Ma la mia esistenza non può e non deve dipendere da un like o da una risposta insperata in chat. Rischierei di diventare schiavo di questo mondo della fiction con il pericolo di essere quello che non sono e non voglio essere. Perchè la mattina voglio vedermi sereno e pulito davanti allo specchio, perchè le persone più speciali e importanti non sono racchiuse dentro un programma multimediale altrimenti rischio di confondere un cielo stellato da un sentimento pietoso e ombrato e in via di definizione…

Raffaele

Annunci

Di chi è la colpa?

Se la ostentazione della ricchezza è diventata una viscerale esigenza che prolifera solo figli ciechi, se la pietà è un atto orfano nel teatro dei benpensanti maschere di qualunque animale sociale che spera solo nell’apocalisse illusoria del lamento di una nazione in via di estinzione e tutto ritorna solo polvere da esibire con vergogna sopra i mobili, di chi è la colpa?

Raffaele

11 Settembre

Erano le tre del pomeriggio quel giorno. Avevo appena finito di sistemare il borsone. Mia madre era salita su per cambiarsi e accompagnarmi all’allenamento. Nell’attesa accesi la tv e vidi uno strano film. Ricordo che rimasi subito scosso, io ragazzo di 13 anni. Ero convinto in quegli istanti di vedermi un film dell’orrore. Una torre era in fiamme e l’altra era ancora viva alle sue spalle. Ricordo che il film proiettava immagini di uomini e donne che correvano, urlavano. Immagini di morte e desolazione. Sofferenza. Atrocità. Spaventato spensi subito la televisione e andai piuttosto dubbioso all’allenamento…

“Siamo in guerra con l’oriente… siamo in guerra!”

Ma quale guerra! L’unica guerra che conosco era quella tra Sparta e Atene che avevo studiato in seconda media, era la guerra tra i soldatini, era “Battaglia navale” con il quale passavamo il tempo a scuola nelle ore di supplenza oppure all’intervallo…

Non capivo… e tutt’ora faccio fatica a comprendere quello che ora, noi grandi, facciamo della nostra umanità… morta quel giorno di fine estate…

Fin dove la pazzia dell’uomo si spinge….

Nel ricordo di quel giorno, nel suo ricordo depongo una mia lacrima…

Raffaele

 

Sconfitta

Mi capita spesso di accettare le mie sconfitte come fossero un cimelio o un trofeo da esibire nella mia barocca vetrina. C’è sempre e ci sarà sempre uno più bravo di me: nel lavoro, in una partita di calcetto, in amore… dovunque ci sarà uno più scaltro e furbo, tenace e inossidabile che in questa mia vita mi prevalga senza che io mi metta a piangere o a diventare isterico. Purtroppo l’esistenza è un gioco senza fine e molto spesso credo di non capire bene le istruzioni… infatti detesto tutti i giochi da tavola o che richiedono un minimo di logico… eh la logica… quando l’istinto prevale sulla ragione e mi trovo sempre e puntualmente pentito ad ogni mio gesto che nella sua illogicità riesce comunque a trovare un senso ritrovandomi smarrito perchè “come la fai la sbagli….” Non conservo un diario dove annovero i miei insuccessi. Ci pensa il mio cuore a smettere di palpitare quando ravvede che il mio sangue è diventato acido… è tutto un gioco di illusioni che si arrampicano ingenue sulla mia anima rovente…”

Raffaele

Saper perdonare

Saper perdonare è un arte, è un atto caritatevole, di amore, di compassione verso colui che innocentemente ha commesso un errore. E’ un atto di speranza e di coraggio, coraggio nel fare un passo di lato e porgere la guancia all’individuo. A volte l’orgoglio può rendere corrosivo l’atto del perdono, il sentirsi superiori nei confronti del peccatore, sentirsi forti e non capire le sofferenze dell’altro (ammesso che si sia pentito con il cuore e non solo a parole), non mettersi in comunicazione con lui e cancellare via con un soffio di grazia quei frammenti di pietra riversati sulla propria anima… perdonare è in parte perdonare se stessi anche nel passato, è un gesto candido, spogliare di traccie di sporcizia l’altro e renderlo lucente ai propri occhi…

Non sempre così… non sempre è così facile come scrivere un pensiero del genere…

Raffaele