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Di chi è la colpa?

Se la ostentazione della ricchezza è diventata una viscerale esigenza che prolifera solo figli ciechi, se la pietà è un atto orfano nel teatro dei benpensanti maschere di qualunque animale sociale che spera solo nell’apocalisse illusoria del lamento di una nazione in via di estinzione e tutto ritorna solo polvere da esibire con vergogna sopra i mobili, di chi è la colpa?

Raffaele

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11 Settembre

Erano le tre del pomeriggio quel giorno. Avevo appena finito di sistemare il borsone. Mia madre era salita su per cambiarsi e accompagnarmi all’allenamento. Nell’attesa accesi la tv e vidi uno strano film. Ricordo che rimasi subito scosso, io ragazzo di 13 anni. Ero convinto in quegli istanti di vedermi un film dell’orrore. Una torre era in fiamme e l’altra era ancora viva alle sue spalle. Ricordo che il film proiettava immagini di uomini e donne che correvano, urlavano. Immagini di morte e desolazione. Sofferenza. Atrocità. Spaventato spensi subito la televisione e andai piuttosto dubbioso all’allenamento…

“Siamo in guerra con l’oriente… siamo in guerra!”

Ma quale guerra! L’unica guerra che conosco era quella tra Sparta e Atene che avevo studiato in seconda media, era la guerra tra i soldatini, era “Battaglia navale” con il quale passavamo il tempo a scuola nelle ore di supplenza oppure all’intervallo…

Non capivo… e tutt’ora faccio fatica a comprendere quello che ora, noi grandi, facciamo della nostra umanità… morta quel giorno di fine estate…

Fin dove la pazzia dell’uomo si spinge….

Nel ricordo di quel giorno, nel suo ricordo depongo una mia lacrima…

Raffaele

 

Sconfitta

Mi capita spesso di accettare le mie sconfitte come fossero un cimelio o un trofeo da esibire nella mia barocca vetrina. C’è sempre e ci sarà sempre uno più bravo di me: nel lavoro, in una partita di calcetto, in amore… dovunque ci sarà uno più scaltro e furbo, tenace e inossidabile che in questa mia vita mi prevalga senza che io mi metta a piangere o a diventare isterico. Purtroppo l’esistenza è un gioco senza fine e molto spesso credo di non capire bene le istruzioni… infatti detesto tutti i giochi da tavola o che richiedono un minimo di logico… eh la logica… quando l’istinto prevale sulla ragione e mi trovo sempre e puntualmente pentito ad ogni mio gesto che nella sua illogicità riesce comunque a trovare un senso ritrovandomi smarrito perchè “come la fai la sbagli….” Non conservo un diario dove annovero i miei insuccessi. Ci pensa il mio cuore a smettere di palpitare quando ravvede che il mio sangue è diventato acido… è tutto un gioco di illusioni che si arrampicano ingenue sulla mia anima rovente…”

Raffaele

Saper perdonare

Saper perdonare è un arte, è un atto caritatevole, di amore, di compassione verso colui che innocentemente ha commesso un errore. E’ un atto di speranza e di coraggio, coraggio nel fare un passo di lato e porgere la guancia all’individuo. A volte l’orgoglio può rendere corrosivo l’atto del perdono, il sentirsi superiori nei confronti del peccatore, sentirsi forti e non capire le sofferenze dell’altro (ammesso che si sia pentito con il cuore e non solo a parole), non mettersi in comunicazione con lui e cancellare via con un soffio di grazia quei frammenti di pietra riversati sulla propria anima… perdonare è in parte perdonare se stessi anche nel passato, è un gesto candido, spogliare di traccie di sporcizia l’altro e renderlo lucente ai propri occhi…

Non sempre così… non sempre è così facile come scrivere un pensiero del genere…

Raffaele

Ricordo

foto tratta dal web

 

Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo.
Virginia Woolf

A volte un ricordo può essere dolce e delicato come il sorriso di un bambino, l’arrivo della primavera, l’abbraccio sincero di una persona a me cara. A volte il ricordo può essere ruvido e pieno di ruggine come l’illusione di un sogno proibito, un temporale dei miei sentimenti, una caduta improvvisa mentre cercavo di raggiungere una meta… E’ bastato un solo sguardo verso i miei antichi passi e una calda lacrima blu ha segnato un solco sulla mia anima ancora in balia del mio passato che ancora non smette di tirarmi per ogni pensiero e ritornare nel suo mondo pieno di specchi dove riflettere il colore della tristezza… C’era una volta Raffaele e lo sarà per sempre anche se la sua esistenza è fragile come un pezzo di terracotta, anche se la fatica del suo viaggio si fa sentire e i ricordi nascono e muoiono troppo velocemente in ogni battito del mio cuore… fotografia sbiadita

Raffaele