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Ribellione

Ecco, a volte la parola Ribellione non necessita di un accostamento al termine Rivoluzione, tanto in voga nel secolo scorso. La Ribellione, quella del pensiero, non procura nessun tipo di atti che siano violenti e di origine dolosa. Sapere con convinzione da che parte stare, decidere il nostro domani nell’ottica più autentica e mai ipocrita della Pace e tutto ciò è un atto di Ribellione. Essa richiede una fede nel professare il giusto bene a tutte le anime della gente, anche a quelle che sembrano cementificate nel cuore di questa sorda e arida società plastica dove si tende a riciclare nuovi venti del cambiamento, perchè il dover alzarsi e camminare con le proprie gambe sembra essere qualcosa di inaudito. Quel vento che rinfresca e rende briose le nostre mattine, donandone un profumo di legalità mai sentito prima, come affacciarsi per la prima volta su di un tramonto pieno di nostalgia. Il timore di rimanere statue ai piedi di una Strada Maestra mentre ci sono Uomini che con il loro coraggio cercano in tutti i modi di rianimare i nostri orizzonti e le nostre fragilità non può non deve sommergerci come lava incandescente. Nella Ribellione abbiamo il potere di colorare frammenti di cielo con tutto l’entusiasmo di un bambino con gesti materni verso una esistenza di cui noi tutti siamo devoti debitori

Raffaele

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Rifugiati

Rifugiato è un termine giuridico per indicare quella persona che è dovuto fuggire o è stata espulsa dal proprio paese a causa di discriminazione politiche, razziali o religiose o per la guerra e riesce a trovare una protezione in un altro paese che riconosce legalmente la sua condizione.

Secondo gli ultimi dati relativi al 2017 le persone costrette a fuggire dal proprio Paese sono 68 milioni di cui quasi la metà sono rifugiati, un numero in aumento rispetto agli anni passati e la metà di queste ragazzi di età inferiore ai 18 anni. Il 68% dei rifugiati proviene dalla Siria, dall’Afghanistan, dalla Somalia, dal Sudan. In Italia circa 130 mila di queste persone sono state accolte in Italia….

Ed oggi, si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dalle Nazioni Unite.

E a volte mi chiedo se la Nostra Europa sia davvero un posto sicuro di valori e ideali con cui accogliere queste persone che chiedono il nostro aiuto. A volte mi chiedo anche in riferimento ai profughi quanto il nostro cuore e quello dei “capi” sia grande così quanto la loro speranza di trovare un pò di Pace nella nostra terra. A volte mi chiedo se la nostra memoria viene e va, come la corrente dopo i temporali e capire che siamo stati anche noi degli Emigrati, capire che in fondo siamo un’unico Popolo e un’unica Umanità e che non esistono persone di Serie A o di Serie B e che le discriminazioni sono un atto da bandire non solo a parole, ma con gesti concreti, perchè tutti noi dobbiamo proteggere queste piccola Fiammella che illumina la nostra Vita. Essere Vivi perchè il nostro Respiro e i nostri Battiti siano all’unisono e che un giorno potremmo essere felici sorseggiando un drink in riva al mare contemplando un bel tramonto.

Insieme, siamo una squadra fortissimi! 😛

La vera Europa è differente, la mia…


 

foto tratta dal web

La vera Europa è differente mi spacca lo stomaco e la mia mente

e non credo sia pertinente divulgare

crude realtà alla povera gente

che non sanno dove andare

sfidare con una dose di veleno la sorte 

per poi abbandonare i loro sogni in una stiva

saliva voglia di gridare infinita

cancellare con una matita questa storia stronza infinita.

I potenti in preda ai loro bisogni evanescenti

sangue innocente di chi mai mente.

 

La vera Europa è differente nessun vomito incontinente

ma il presente fa il balordo

il tempo è un insipido brodo.

Incoerenza di opinioni mostrateci i vostri co…..

potremo perfino crederci

eretici nel professare corpulente religioni

ma la lente che Qualcuno lassù vi guarda è guasta.

Alzare la testa, mi viene il mal di testa

di una terra che si presta a facili sussulti d’animo

e che non si appresta a conservare un cuore sano…

rancore che la verità sta solo nel DNA

di falsi cultori di pace, la loro anima puzza di antrace.

Incubo infinito 

finito nel pattume, barlume di speranza, fede e arroganza

quote fuori quota c’è chi si lava le mani

con incandescenti e fresche lacrime.

Raffaele

Ecco questa poesia da me scritta risale a tre anni fa e pubblicato sul blog… scritta di getto e di impeto… e a distanza di tempo l’ipocrisia e il finto buonismo smascherato da relazioni di circostanza non sono passate di moda…

C’è chi si veste splendente del canto e dell'”inno alla gioia” ma poi…

Stiamo in attesa di una prima mossa, come una partita  a scacchi, verso una giusta umanità… ma chissà quanta attesa dovremmo assorbirci, non solo noi…

Raffaele

Il più e il meno

 

“Delle migliaia di testimonianze, ne riporto una, di un emigrante meridionale:

Mi avevano detto che a New York le strade erano lastricate d’oro. Quando arrivai mi accorsi subito di tre cose: 
Una, che non c’era nessun’oro, 
Due, che le strade non erano nemmeno lastricate
Tre, che le dovevo lastricare io.

Quelli che viaggiano adesso senza porto d’arrivo, accatastati su scialuppe e zattere, non sono attirati da leggende luccicanti come i nostri migranti del secolo scorso. 
Sanno che l’oro del sacrificio e del duro lavoro ce lo devono mettere loro. 
Sanno da diretta fonte l’asprezza micidiale del passaggio, lo sbarco di fortuna senza la misericordia di un sorriso. 
EPPURE puntano tutto il gruzzolo di una vita in un unico lancio di dadi sulla superficie del deserto e del mare. Nessun’ostacolo o minaccia li scoraggia. Sono invincibili (…) per volontà. 
Vengono a lastricare strade, a vendemmiare, a raccogliere olive e pomodori, impastare calce, custodire bestie nei campi ed anziani a domicilio. 
Vengono a vendere a buon mercato la loro sola merce, a noi preziosa e urgente: la forza di lavoro.”

Erri De Luca, Il più e il meno

Parlando di politica…

Parlando di politica con mio padre, con il mio amico, con il dentista, in autobus con delle signore, nella sala d’aspetto di un ospedale, a pranzo con mio zio… La politica è ovunque… non è che mi sto appassionando… leggo un quotidiano una volta alla settimana nulla più, dò una rapida occhiata al televideo o seguo qualche appuntamento televisivo… ultimamente ho seguito più questo ambito che lo Sport, forse perchè l’attuale situazione del nostro nuovo governo meritava un mia discreta attenzione. Ho delle mie moderate convinzioni politiche e qualche rimasuglio di ideologia e tra amici non ho problemi ha esporre il mio pensiero, senza essere etichettato per uno di sinistra o di destra. Anzi vorrei che questa Arte della parola e del linguaggio, universale su certi temi, arrivasse e toccasse l’animo dei più giovani. Non alzare le antenne solo quando ci sono le votazioni, ma interessarsi in percentuali anche relative. Vorrei che la politica, anche quel del mio piccolo paese, suscitasse in noi rispetto, con piccole iniziative o discussioni e dibattiti facendo ascoltare la nostra voce. Perchè dobbiamo essere preparati e prendere in mano le redini di questo paese, dobbiamo essere pronti con il nostro entusiasmo a dar animo a una giovane italia. Leggere la storia della nostra società e non risultare fastidiosi se ci parlano del nostro passato… solo così possiamo avere idee più chiare per il nostro futuro… e per non andare a votare solo perchè è un dovere o una imposizione, ma perchè sia una gioia esercitare un diritto che ogni italiano ha su questa terra… la nostra… Certo, non sono ipocrita. Prima ero stufo dei numerosi programmi di intrattenimento politico che ci sono sui mille canali della televisioni. Ho imparato a fare una selezione e per me seguire anche solo un ora al giorno di questi programmi non mi disturba per niente… anche perchè prima vivevo solo di calcio… sono convinto, senza aver nessun dato statistico, che noi giovani piace parlare di politica, forse entrare nel suo mondo un pò meno, ma abbiamo un pò di paura di “entrare in azione…”

Raffaele