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Siamo noi giovani

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Siamo la speranza, una speranza che edifica solide costruzioni per far dimorare i nostri piccoli e innocenti sogni. Siamo la primavera che sboccia in questo inverno di solitudine e sguardi soli. Siamo la forza per risollevare il mondo insabbiato sui suoi ottusi dubbi e clandestinamente lo animiamo con una instancabile e feconda felicità che il cuor non può più nascondere. Ci mettiamo in gioco, con la nostra dignità, per dar voce a questa umanità che perde, a volte il suo cammino e la stringiamo forte per non lasciarla sola. Mettiamo in campo la fragilità, timida e indifesa, perchè la bellezza limpida e indiscreta proviene da li… Essere giovani, senza età, avere la libertà di vivere appieno all’interno di una famiglia, sia con lo sport che con qualunque attività sana di carattere sociale che faccia risplendere la nostra umiltà…

Buongiornooooooooooooo 😀

Raffaele

e poi bhò…

 

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E poi bhò mi ritrovo tutto d’un tratto a pensare e a riflettere circa il mio flebile, innocuo stress giornaliero. Mi ritrovo da un giorno all’altro a dover diventare allenatore di una squadra di calcio della categoria dei “pre-adolescenti”. Prima ero solo l’allenatore dei portieri. Causa infortunio del mister principale e per la sua impossibilità di assistere alle partite del campionato, mi ritrovo con enormi responsabilità a gestire e dirigere un gruppo di ragazzi che lottano per un piazzamento nei play-off. Gli stessi con cui, nella categoria “aspiranti” l’anno prima vincitori del campionato regionale. In quella occasione da subentrato ad un altro allenatore che ha dovuto lasciare a gennaio per impegni di lavoro. E’ segno del destino che io debba sempre subentrare a qualcuno in qualunque contesto sociale? Non mi sono mai tirato indietro. Ho sempre accettato senza pensarci su. Ho sempre accettato, nella mia vita, ruoli di responsabilità come il portiere nel calcio e l’educatore nell’Azione Cattolica Ragazzi del mio paese. E non ho ancora capito se sono portato per questo genere di compiti, ci sto pensando solo ora che scrivo questo post. Forse anche un giorno nel lavoro mi troverò in questo genere di situazioni. Ammetto che mi piace, perchè adoro mettermi in discussione e al servizio per gli altri (con i dovuti rischi). Adesso sto organizzando la partita di domani e l’allenamento di domenica prossima con le mie doverose omelie filosofiche… poveri ragazzi! XD

E a voi, vi piace assumere responsabilità impegni, obblighi, oneri o preferite un ruolo più “al sicuro” e meno alla luce del sole nella nostra  società?

Buona giornata, a presto!

Raffaele

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Ciao!!! Come state? Scusate la mia involontaria assenza ma non mi andava internet… mmmh che rabbia, per fortuna che oggi ha ripreso a funzionare… giusto il tempo di augurarvi buon weekend! 😀

 

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“Cioè, si che poi, no… non è vero! Non sono dipendente dai social network: Facebook, whatsapp e altro. Tanto nessuno mi caga… pardon… mi calcola, mi ascolta. Solo ieri tramite un post con due foto del mio cane Birillo con la scritta “Per fortuna c’è lui a consolarmi” riferito anche al fatto che essendo ahimè interista non ho digerito le tre pere digerite nel derby di domenica sera. Subito ho ricevuto “mi piace” e commenti ed… io mi sentito bene e quasi sollevato del fatto che qualcuno si interessava a ciò che ho scritto. Ogni mezz’ora andavo, tramite il mio cellulare, a vedere eventuali nuove notifiche. Alla fine della giornata di ieri mi sono sentito soddisfatto: 8 mi piace e tre commenti. Ma è una soddisfazione effimera, stupida, inutile e maldestra. E’ come se avessi consegnato un piccolo pezzo, un frammento di umore, stato d’animo della mia vita a delle notifiche, condizionando a seconda del tipo dei commenti il resto della giornata. E’ solo che a volte non mi basta di essere apprezzato nella vita reale, ma cerco come se fossi affamato da giorni di essere visualizzato in un mondo totalmente finto e immaginario. A volte è più forte di me. Un impulso indemoniato. Non posso e non possiamo farci condizionare dal mondo dei media in senso generale. Il “mi piace” che do io a me stesso vale molto di più di 100 “like” su Facebook. “Non possiamo sostituire la volontà divina ad dei semplici post, sostituire il mio credo a quello degli altri utenti sulle vari piattaforme sociali e multimediali. Io valgo, se ne sono convinto al di là di tutto.”

Continua

Amaro

Ore 3.40

foto tratta dal web
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Ore 3.40 del mattino, ritorno a casa. Leggermente stanco, solo un po’. Di rientro da Lecce City. Felice, il giusto. Era da tanto che non mi divertivo così in compagnia dei miei amici. Nuova comitiva, nuovo lato emotivo da esplorare tra sorrisi, battute e nostalgia dei tempi andati. Esco dal mio guscio ed inizio ad esplorare il nuovo mondo. Nuove luci, nuove direzioni da seguire, senza per forza sapere come va a finire, questa è una sorpresa che lascio gentilmente tra le mani del destino. Non ero abituato al richiamo della notte e ci ho messo un bel po’ prima di abituarmi alla sua natura, tra luna e stelle da ammirare con sguardo innocente. Ho fatto la mia piccola valigia e mi sono addentrato nella notte. Parole avanzate, pensieri che reggono a stento una felicità repressa nel cuore negli ultimi anni. Anni ad mordere e digerire “i se, i ma, i forse” e vivere accartocciato nel limbo del perdono. Ho molte cose da farmi perdonare, scusami Vita mia. E’ bastata una semplice, tenue serata per riprendere il mio percorso, senza però più voltarmi indietro e farmi trascinare a forza dal mio piccolo e burbero passato. A ridosso di una linea sottile, rafforzato da mancati timori e bianche ripartenze. Kebab e un bicchiere di birra per riempire la mia pancia ricca di rospi ingogliate tra promesse e farse di slogan futuristici. Dare praticità ai sentimenti, appendere sprazzi di solitudine su in soffitta anche solo rischiando che questa parentesi non duri eternità. Me ne basta una.

Forza Islandaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!! :D

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L’Islanda “è una nazione insulare dell’Europa settentrionale, situata nell’Oceano Atlantico settentrionale, tra la Groenlandia e la Gran Bretagna, a nordovest delle Isole Fær Øer. Nel gennaio 2013 la popolazione era di 321.857 abitanti: ciò la rende (escludendo i microstati), il paese europeo meno popolato. La capitale è Reykjavík.”

Tranquilli non voglio parlare o farvi una lezione di geografia. Ieri con il pareggio a reti inviolate contro il Kazakistan, la nazionale islandese di calcio si è qualificata con due turni di anticipo ai prossimi Europei che si disputeranno l’anno prossimo in Francia. I “vichingi”, attualmente al 23° post del ranking Fifa (dopo aver sfiorato la 130°posizione solo pochi anni fa) vivono un sogno, per la prima volta nella loro storia saranno protagonisti di una competizione europea. Il sogno sarebbe anche quello di qualificarsi per i prossimi mondiali (sempre per la prima volta) ma per questo c’è tempo. Inseriti nel girone A di qualificazione con squadre ben più accreditate di loro come Olanda, Repubblica Ceca, Turchia hanno messo in riga, “fatto saltare” ogni pronostico. Nessuno gli dava un centesimo.. Su 8 partite fin ora giocate: 6 vittorie, un pareggio e una solo sconfitta (contro i cechi). Gli islandesi sono riusciti anche ad andare a vincere ad Amsterdam (0-1) contro un Olanda 4° al momento nel girone e quasi fuori dalla qualificazione. Sorpresa nella sorpresa. Il pallone si sa è rotondo e il calcio non sempre è una scienza esatta!

Campi coperti e sintetici per permettere ai ragazzi di giocare tutto l’anno in un posto dove all’aperto per motivi climatici non è sempre è possibile giocare, palestre dedicate ad ogni attività agonistica, tecnici ben qualificati, valorizzazione anche del settore giovanile, sono uno dei tanti segreti del successo islandese. Il loro C.t. (di nazionalità svedese) Largerback ha costruito il trionfo su un modulo classico, il 4-4-2 e sullo spirito di gruppo e di sacrificio per sopperire alla non elevata dose di tecnica in mezzo al campo. Adesso rimangono solo due partite da affrontare contro Lettonia e Turchia. in Islanda adesso farà meno freddo… sicuramente!

Sono felice, tifo per queste piccole realtà, tifo per un sport sempre più globalizzato e aperto a tutti…a chiunque abbia occhi nuovi per sognare!

Impossible is nothing!!!!

Raffaele

Amaro 21 🙂